Paladone
BEST-FOR-IGIZMO

La citazione nel titolo del celebre album di Tina Turner (la canzone è invece titolata “The best“, che parrebbe essere dedicata al suo cavallo) descrive bene le sensazioni che si provano con le cuffie over-ear di Sony: le WH-1000XM4. Per la verità si tratta della quarta generazione della serie WH-1000XM (WH sta per wireless headphone dato che sono Bluetooth) che sfiora la perfezione acustica e costruttiva. Se si considera poi che il prezzo è di 380,00 euro, del tutto accettabile per cuffie capaci di restituire una qualità audio difficilmente eguagliabile. Anche da modelli di brand più acclamati nella mobile technology ma il cui prezzo è superiore del 65%. Per posizionamento, qualità, funzioni, precisione del sistema di soppressione dei rumori ambientali e resa le Sony si guadagnano sia la dicitura “the best”, sia il nostro award.

Procediamo per ordine, perché le Sony sono una sinestesia di sensazioni. Si apprezza al primo tocco la qualità dei materiali scelti, con le plastiche satinate e le soffici imbottiture, in particolare dell’archetto. Una sinfonia di dettagli conferma che si è in presenza di una cuffia di altissima qualità, come per esempio le scritte e i dettagli bordati in oro, così come i jack da 3,5 mm per il collegamento cablato. Nella confezione si trova anche lo sdoppiatore per collegare le 1000XM4 ai connettori dei sedili degli aerei. Mentre nella parte inferiore c’è la porta Usb-C, con apposito cavetto, per la ricarica, peraltro rapida, della batteria che nei nostri test è arrivata a sfiorare le 29 ore. Il tutto trova posto in una pochette con chiusura a zip dove si possono riporre ordinatamente cuffie, cavetteria e adattatori. Questo semplifica il trasporto delle cuffie e con un ingombro di poco superiore a un compatto beauty case.

Le 1000XM4 uniscono tatto e udito

La sensazione fisica inziale è già coinvolgente ma è usando le cuffie di Sony che si ottiene un’esperienza davvero multisensoriale. E il tatto non termina la sua funzione al solo primo acchito. Sì, perché sul padiglione destro ci sono una serie di comandi al tocco, che servono per regolare il volume (facendo scorrere il dito verso l’alto o il basso), per fare scorrere la playlist oppure per prendere o terminare le chiamate. Tutte operazioni eseguibili con dei tap. Sul padiglione sinistro invece c’è il chip Nfc, perfetto per abbinare con un solo tocco le 1000XM4 a smartphone e tablet con Android oppure ai dispositivi Windows provvisti della suddetta tecnologia. Ovviamente non funziona con iOS, peccato, con i quali è necessario eseguire l’abbinamento nel classico modo: tenendo premuto il tasto per accensione/spegnimento. Posto nella parte inferiore del padiglione sinistro; poco sopra a questo c’è un pulsante leggermente più grande che serve per attivare l’hear through. Premendolo due volte si annulla l’Anc. Ma di fatto è un tasto programmabile all’interno dell’app, quindi si può anche configurare per attivare il servizio di controllo vocale predefinito dallo smartphone (Google Assistant o Amazon Alexa, anche in iOS).

Ossia per attivare la funzione che attiva il suono ambientale, che non significa solo eliminare il sistema a riduzione del rumore (Anc) ma anche riprodurre nei padiglioni tutti i rumori così da non isolarsi mentre si ascolta la musica o si eseguono telefonate. Sony non si è accontentata di questa dotazione, già peraltro raffinata. Ma è andata oltre e con l’applicazione è possibile sia definire il livello di annullamento del rumore sia attivare la funzione “Dettatura vocale testo” che attiva la modalità ambientale non appena si inizia a parlare. Della serie, tante funzioni e tutte fatte bene.

E non sono ancora tutte, perché con “Controllo del suono adattivo” si lascia alle Sony il compito di modificare incidenza dell’Anc e del suono ambientale in base al luogo, memorizzando la posizione (per esempio, ufficio o casa), o alle azioni (quando si è seduti, quando si cammina, mentre si fa sport o sui mezzi pubblici o privati).

Il software delle 1000XM4 sintetizza i progressi concreti e sostanziali fatti dal brand giapponese rispetto alle generazioni precedenti. Perché oltre alla gestione intelligente e automatica dell’Anc, perché funzioni in modo ottimale in base alle effettive condizioni ambientali, altre novità riguardano la qualità con cui le cuffie permettono un’esperienza sonora di altissimo profilo.

A iniziare dai miglioramenti costruttivi, con un padiglione leggermente più ampio e con una forma migliorata che non preme sull’orecchio ma, anzi, lo accoglie nell’imbottitura. Nel padiglione sinistro interno, inoltre, si nota il sensore che identifica se le 1000XM4 sono indossate oppure no: in quest’ultimo caso, provvede a interrompere la riproduzione multimediale.

I driver da 40 mm sono assistiti da magnete al neodimio, diaframma rivestito in alluminio e protetti efficacemente da una superficie in spugna, perfetta per filtrare lo sporco e mantenere in perfetta reattività gli elementi. Sony dichiara una risposta in frequenza tra 4 Hz e 40mila Hz (via cavo), mentre via Bluetooth si opera a 20-20.000 Hz con campionamento a 44,1 kHz e 20-40.000 Hz con Ldac a 96 kHz e banda passante a 990 kbps. Abbiamo testato quest’ultima condizione, la migliore per resa qualitativa, con Amazon Music HD e la differenza si sente. Eccome se si sente.

Le cuffie di Sony sono precise, senza pre-equalizzazioni e prive della fastidiosa tendenza a enfatizzare i bassi. Le frequenze sono riprodotte in modo puntuale, con la giusta separazione tra i canali e senza sovrastare la voce. Il risultato è una vera sinfonia, indipendentemente dal tipo di musica. Con quella classica si apprezza la delicatezza del timbro, con quella più rock e pop la texture sonora armoniosa e che fa individuare l’incisività di ogni strumento. Persino ascoltando un brano del troppo sottovalutato genere cacofonico si arriva a individuare il caleidoscopico scenario acustico.

L’importanza della app di Sony

Ancora una volta torna protagonista la app, perché è bene ricordarsi di attivare la modalità Dsee Extreme, che permette di sfruttare al massimo le doti delle 1000XM4. Mentre è del tutto innaturale e illogico impostare l’opzione che predilige la stabilità della connessione Bluetooth (5.0 per la cronaca) alla qualità del suono. Peraltro, vale la pena di ricordare che le Sony gestiscono due dispositivi connessi in contemporanea: per esempio smartphone e pc, così che accettano le connessioni attive senza dover ogni volta configurarle. In abbinata con il computer sono perfette per la fruizione multimediale e per le videoconferenze, ci sembrano però un po’ sprecate per il gaming che non rende sufficiente giustizia alle doti musicali superiori alla media. Però si esaltano nella riproduzione di film, soprattutto per la chiarezza dei dialoghi.

Sony ha profuso nelle WH-1000XM4 tutto il suo impegno acustico, tanto da prevedere anche la compatibilità con i brandi 360 Reality Audio. Per utilizzare questa funzione bisogna soddisfare due condizioni necessarie e sufficienti: seguire la procedura guidata di configurazione, con tanto di foto delle proprie orecchie, per impostare la resa degli speaker; avere un account con le piattaforme Deezer, nugs.net o Tidal. L’ascolto a 360 gradi è un’esperienza senza paragoni: divertente, spassoso e sorprendente perché introduce sonorità sospese nello spazio che gravitano intorno all’ascoltatore. È un bel passatempo, ma un “plus” delle 1000XM4 la cui vera predilezione è sulla musica. Tanto che creano dipendenza e danno vita a un benchmark difficilmente superabile al prezzo a cui sono proposte.

Se poi si cercano ulteriori conferme, citiamo l’equalizzatore integrato nell’app, che permette di simulare l’acustica “anni 80” super bass con apposite impsotazioni, e la possibilità di disattivare completamente i controlli a sfioramento. Utile per chi vuole evitare di impartire comandi involontariamente. Nel nostro caso, il padiglione touch è stato uno degli aspetti che più ci ha coinvolto nell’esperienza di utilizzo delle 1000XM4.

Abbiamo lasciato per ultima la vera ciliegina sulla torta: il sistema di cancellazione attiva del rumore. Che rasenta la perfezione nel contrastare soprattutto i disturbi esterni con una frequenza e una durata costante nel tempo, per esempio mentre si è in treno, sui mezzi pubblici o in aereo. Sony è stata molto intelligente nel conformare il padiglione così da contribuire con una sorta di isolamento meccanico al sistema attivo elettronico di annullamento dei rumori, senza però appesantire la pressione sull’orecchio e permettendoci di usare le cuffie anche per intere sessioni di binge watching senza incappare in alcun fastidio.

Se proprio vogliamo trovare dei difetti, giusto perché abbiamo detto che la quarta generazione delle Sony 1000X rasenta la perfezione, diciamo che non hanno certificazione IP, ma d’altra parte sono cuffie da ascolto stanziale più che per lo sport e l’attività all’aria aperta, e non supportano aptX ma solo Sbc, Aac e Ldac. E che la ricarica, per quanto rapida, impiega poco meno di 3 ore per passare da 0% a 100%.

Valutazione
Sony WH-1000XM4