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Abbiamo scelto di non perderci in giri di parole: dopo poco meno di un mese di utilizzo, il Galaxy S10+ è un capolavoro. Se utenti e mercato in genere attendevano una risposta di forza da Samsung, con la gamma di flagship che celebra il decennale dei Galaxy il messaggio è forte e chiaro. Il brand coreano ha capitalizzato tutte le esperienze (positive ma soprattutto negative) del decennio e ha sublimato know-how, design, tecnologia ed esperenzialità in un prodotto completo, bello, divertente e coinvolgente.

Il Galaxy S10+ è lo smartphone da battere. Palla al centro, Samsung contro tutti: ora sta agli altri brand competitor dimostrare di realizzare un prodotto che tenga il passo. Sì, perché S10+ non è solo un dispositivo mobile molto sfaccettato e capace di una profondità di utilizzo impareggiabile; è anche un “pacchetto” completo la cui somma delle parti restituisce un prodotto unico, difficilmente eguagliabile anche andando a cercare oltre l’universo di Android.

One UI

L’elemento differenziante in modo sostanziale rispetto ai competitor è rappresentato dalla One UI. Si tratta della più recente evoluzione dell’interfaccia grafica precedentemente chiamata Samsung Experience e che è stata varata con l’aggiornamento ad Android 9. Se sui Galaxy S9 e Note 9 è giunta come update, sul Galaxy S10+ è un asset di primaria importanza perché crea una esperienza di utilizzo ai massimi livelli con Android.

Ben pochi altri smartphone hanno una paragonabile cura nella grafica, nell’ergonomia e nel comfort di Android: tolti i brand coreani, i rimanenti si contano sulle dita di una mano e senza esaurirle. La One UI rinnova e porta a un superiore livello di qualità l’utilizzo dei Galaxy.

Su S10+ si mostra nel suo massimo splendore. Pur mantenendo family feeling con il passato, One UI propone icone più moderne, un’estetica con profili arrotondati e pannelli che organizzano in modo razionale e immediato sia le numerose funzioni di Android, sia quelle proprietarie di Samsung. L’estetica complessiva è bella, elegante e sofisticata, quanto di meglio si possa fare qualora si voglia rinunciare alla semplicità minimal dell’interfaccia standard di Android 9.

Piace l’omogeneità delle icone, la coerenza in ogni elemento e aspetto della One UI, la capacità di trarre beneficio dall’ampio display, sopratuttto spostando le icone nella parte superiore per fare in modo che il foro con la doppia fotocamera frontale sia perfettamente compreso nell’ambiente di utilizzo.

Lo sforzo di design e funzionale profuso da Samsung merita le lodi, perché garantisce una semplicità di utilizzo e una tale ergonomia superate solo dalla completezza delle funzioni. Alcuni esempi. il reparto telefonico permette di eseguire ricerche di numeri di telefono e riferimenti anche nei punti di interesse presenti nei paraggi dal pannello Luoghi, che opera in sintonia con la precisa antenna Gps. Di serie sono disponibili Samsung Pay compatibile con i Pos tradizionali; l’app SmartThings per avere una interfaccia unica con gli accessori, i wearable e il mondo IoT; Galaxy Themes per personalizzare l’estetica della One UI; Galaxy Store con una ricca proposta di app in esclusiva; l’app E-mail, probabilmente la migliore e più completa tra quelle che si trovano sugli smartphone per gestire la posta elettronica in mobilità; tutto il corredo di Microsoft, compreso OneDrive con 100 GB gratis.

Il tutto senza dimenticare Bixby, il maggiordomo tuttofare vestito da Samsung e che si attiva facendo uno swipe dalla scheda home a verso destra oppure premendo il tasto dedicato a destra posto sotto al bilanciere del volume. Ora l’assistente parla in italiano, permtte di interagire nella nostra lingua e organizza in modo personalizzato, apprendendo nel corso del tempo, le informazioni nella scheda, così che giorno dopo giorno siano messe in evidenza solo le cose che contano: gli appuntamenti, le notizie, i contatti, le app e così via.

Non manca nemmeno Bixby Vision, per inqudrare con la fotocamera oggetti, luogi e punti di interesse e ottenere una descrizione corrispondente, e la parte più ludica degli Emoji AR, con cui creare un avatar personalizzato con una qualità di rendering migliorata rispetto agli S9.

Sono solo alcuni degli spunti derivanti dall’utilizzo di One UI, davvero ben fatta e capace di sopperire ad alcune delle macchinosità di Android 9. Il Galaxy S10+ esalta al massimo questa interfaccia che scorre via precisa, reattiva e fluida sul touchscreen. In ultima analisi, in fatto di usabilità ed esperienza complessiva, S10+ (e di conseguenza S10 e S10e) rappresenta lo stato dell’arte sugli Android.

Tre fotocamere, anzi cinque

Una delle occasioni in cui si possono apprezzare i miglioramenti del software è proprio sulla fotografia. L’app non ha cambiato il proprio aspetto ma è riuscita ad arricchire le proprie funzioni. Balza subito all’occhio la nuova organizzazione degli strumenti fotografici, posti immediatamente sopra al menu di scatto dove si possono scegliere le modalità tra Fuoco Live, Video, Super Slow-mo, Rallentatore, Hyperlapse, Pro, Panorama Cibo e la preziosa Instagram per foto in formato nativo dedicato al social network.

Diciamo subito che Fuoco Live è perfetto per le foto con effetto bokeh, con tanto di menu per modificare il tipo e la profondità di sfocatura. La novità principale è però in corrispondenza di dell’opzione Fotografia. In questa si notano quattro icone: un gruppo di tre per comandare i tre obiettivi e una più spostata a destra a forma di spirale verde acqua che attiva lo strumento Ottimizzazione Scena. Quest’ultima provvede ad attivare le funzioni di intelligenza artificiale supportate dal processore Exynos 9820 (dotato di reparto di elaborazione neurale).

L’Ottimizzazione Scena consta di due compiti: verifica che lo scatto stia avvenendo nelle situazioni ottimali per inquadratura, pulizia dell’obiettivo, controluce e così via, suggerendo come migliorare la resa con informazioni sul display; esegue la messa a fuoco e la configurazione ottimale in base al tipo di scatto, con risultati eclatanti per qualità e definizione dei dettagli.

Il reparto imaging di S10+ è così composto:

  • fotocamera principale (ottica al centro) da 12 Mpixel con apertura variabile f/1.5-2.4, stabilizzatore ottico (Ois), autofocus con tecnologia Dual Pixel, lunghezza focale equivalente 26 mm;
  • fotocamera teleobiettivo (telephoto, a sinistra) da 12 Mpixel con stabilizzatore ottico, f/2.4 e 52 mm equivalenti, per realizzare l’effetto zoom ottico 2x;
  • fotocamera grandangolare (ultra wide, a destra) da 16 Mpixel con f/2.4 e apertura di circa 123 gradi.
  • fotocamera frontale principale da 10 Mpixel, f/1.9, autofocus a Dual Pixel e 26 mm;
  • fotocamera frontale secondaria (effetto bokeh) da 8 Mpixel, f/2.2, 22 mm.

A conti fatti si tratta di una piattaforma migliorata rispetto a S9+ e Note 9: la tecnologia Dual Pixel è consolidata e rappresenta la migliore su smartphone per velocità e qualità della messa a fuoco; l’apertura variabile f/1.5-2.4 (lo abbiamo descritto in dettaglio qui: https://igizmo.it/samsung-galaxy-s9-fotocamera-doppia-apertura/) ed è ancora più efficiente; l’ottica grandangolare spicca per la pressoché assenza di “effetto botte” sul perimetro dell’immagine, ossia anche sui bordi lo scatto è ben definito e non arrotondato.

La configurazione di S10+ è quanto di meglio oggi si possa pretendere su uno smartphone. Come detto, non vanno presi i singoli elementi singolarmente ma l’intera infrastruttura hardware e software e su questo fronte il nuovo top di gamma di Samsung non ha (ancora) rivali.

Su almeno tre fronti. Il primo: nel punta e clicca il combinato disposto dato da rapidità di scatto e qualità dell’immagine è ancora migliore di S9+ e Note 9, già riferimenti in questo; la resa fotografica è eccellente perché il passaggio dallo zoom al grandangolo e allo scatto standard è indolore, intuitivo e veloce, senza attese e con opzioni chiare intuitive; la qualità delle immagini è super in qualsiasi condizione di test, anche al buio per merito della membrana automatica che configura in modo dinamico l’obiettivo in base alla effettiva situazione di luminosità ambientale.

Degli scatti che vi proponiamo in questa pagina ci sono piaciuti in modo particolare il livello di dettaglio, il ridotto rumore di fondo, la fedeltà cromatica rispetto alla scena iniziale e la texture e il bokeh invidiabile per precisione dei contorni. I patiti dei selfie saranno entusiasti del doppio obiettivo, capace di assicurare un eccellente effetto sfocato ai ritratti.

Anche sul fronte video la fotocamera è in grado di produrre risultati elevati, soprattutto per merito della stabilizzazione ottica e della messa a fuoco velocissima. Le modalità di ripresa in slow-mo e simili sono ancora un po’ macchinose ma ci si fa rapidamente l’abitudine.

Prestazioni e batteria

La configurazione hardware di Galaxy S10+ è al top: processore Exynos 9820 (abbiamo descritto in modo approfondito il Soc in questo articolo: https://igizmo.it/samsung-exynos-9820-scopriamo-il-processore-con-npu-che-animera-il-galaxy-s10/) assistito da 8 GB di Ram (dotazione standard di tutte le varianti di S10) e 128 GB di storage (si arriva anche al modello da 1 TB sul sito e-commerce di Samsung) che abbiamo esteso con memory card Sandisk Ultra microSDXC UHS-I da 400 GB.

I risultati dei benchmark sono eccellenti: circa 331mila punti in Antutu, oltre 10mila in Geekbench multi core e 4.500 in single core, oltre 13mila punti con Geekbench Gpu. Punteggi super, come abbiamo dimostrato nel nostro test comparativo con Kirin 980 e Snapdragon 855 (https://igizmo.it/confronto-samsung-exynos-8920-vs-kirin-980-vs-qualcomm-snapdragon-855-vs-apple-a12/) e di cui riportiamo la tabella per praticità.

Il potente hardware non tradisce in alcun contesto: app, giochi, multitasking e perfino nella modalità DeX (che trasforma il Galaxy in un surrogato di un computer collegando monitor, tastiera e mouse esterni). S10+ è veloce, scattante e perfino dirompente per la reattività che è in grado di assicurare. Non abbiamo registrato lag, merito degli 8 GB di Ram, e anche l’autonomia è sensibilmente migliorata rispetto alla precedente generazione.

L’accumulatore da 4.100 mAh supporta egregiamente il Soc con geometria a 8 nm, ottimo compromesso tra prestazioni, efficienza energetica e produzione di calore (si percepisce sui bordi un leggero sovrariscaldamento quando si porta la Cpu a pieno carico nei giochi più impegnativi). Questa configurazione ci ha assicurato di completare la giornata lavorativa senza fare alcuna rinuncia e spremendo a fondo le potenzialità di S10+. Con un utilizzo meno aggressivo si può addirittura completare l’intero weekend senza ricaricare. In ogni caso, consigliamo di dotarsi di una basetta per la carica wireless, perché assicura una praticità impagabile. Nel nostro test abbiamo impiegato il Wireless Charger di Varta da 5 watt e che ha impiegato poco più di tre ore a una ricarica completa dello smartphone.

Chiudiamo la parte prestazionale citando il reparto wireless. La connettività Lte cat.20 assicura 2,0 Gbps in download e 150 Mbps in upload su reti cellulari (operatore permettendo). Interessante anche il fatto che il reparto Wi-Fi possa sostenere velocità di 1,2 Gbps in download e upload. Nei nostri test con Speedtest abbiamo misurato su rete cellulare (3 Italia, zona San Siro) prestazioni di 96,1 Mbps in download e 50,9 Mbps in upload. Con un router Wi-Fi di ultima generazione le velocità misurate sono state rispettivamente di 167 Mbps e 203 Mbps.

Sezione audio

Non potevamo esimerci dal dedicare alla sezione audio, perché sui Galaxy S9 Samsung aveva compiuto un netto passo in avanti rispetto alle precedenti generazioni. S10+ conferma e migliora le prestazioni sonore.

Il reparto musicale può godere del supporto Dolby Atmos con le cuffie a filo collegate al prezioso jack da 3,5 mm posizionato nella parte inferiore nei pressi della porta Usb-C. C’è anche l’equalizzatore con una serie di impostazioni predefinite oppure personalizzabile a piacere. Il risultato in cuffia è eccellente: ottima separazione dei suoni, precisione ed elevata qualità sono le caratteristiche che associamo all’ascolto con il nuovo Galaxy. Gli auricolari Akg forniti di serie hanno una qualità superiore alla media dei modelli che si trovano nel corredo che accompagna i top di gamma. Tuttavia il Galaxy S10+ si esprime al meglio con cuffie o auricolari più fedeli.

Eccellente anche la configuazione di speaker stereo posizionati ai due lati corti dello smartphone, per ascoltare la musica anche senza auricolari. Appoggiando S10+ su una superficie si ottiene un interessante effetto grancassa che rende ancora più profondo il sonore. Questo per dire che la capsula auricolare ha una qualità audio eccellente e il microfono restituisce all’altro capo della linea la nostra voce chiara e precisa. S10+ è un ottimo riproduttore multimediale; di più, è anche un telefono fatto e finito.

Infinity-O

Il display è una componente che fa la differenza in Galaxy S10+. Non solo perché è senza notch e si affida alla nuova generazione di pannelli forati, in questo caso con taglio al laser ogivale per fare posto a ben due sensori fotografici, ma anche perché è una versione migliorata dei tradizionali SuperAmoled di Samsung.

Il display Infinity-O da 6,4″ ha una risoluzione massima di 1.440×3.040 pixel (522 ppi) in foramto 19.) e occupa circa l’89% della superficie frontale. Via software è possibile regolare la risoluzione su tre livelli differenti per privilegiare l’autonomia o la qualità visiva. In ogni caso, il pannello Dynamic Amoled (così si chiama la nuova generazione) ha un punto di bianco ancora più preciso rispetto al passato e conquista per contrasto e colori. Non a caso vanta certificazione HDR10+.

Contenuti multimediali, foto ma anche documenti e scritte godono di un’eccellente qualità di visualizzazione. Mentre la resistenza agli urti è garantita dalla lastra Gorilla Glass 6, ancora più solida nei confronti di cadute ma attenzione a non farla entrare in contatto con chiavi e simili per evitare fastidiose sfrisature.

Qualità costruttiva

Galaxy S10+ porta con sé alcune “firme” tipiche di Samsung. A iniziare dalla scocca certificata IP68 resistente a polvere e a immersioni in acqua dolce fino a 1,5 metri per 30 minuti. La qualità costruttiva dello smartphone è proprio quella che si chiede a un prodotto che supera i mille euro.

Le varie parti sono bene assemblate e la cura dei dettagli, anche nella confezione, sono premianti e confermano che l’investimento economico è stato indirizzato in modo opportuno. Un aspetto su tutti descrive la cura: il taglio del display anteriore per fare posto ai sensori ottici è pura perfezione. Molto più di una caratteristica distintiva, una metafora su quanto Samsung abbia puntato per ritornare a essere il punto di riferimento per design, tecnologia e prestazioni.