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Ultimamente chi vi scrive sta testando diversi telefoni di fascia medio bassa e la sensazione generale è di un livello costruttivo e qualitativo che si sta alzando, trasversalmente a tutti i brand. Oggi, acquistare uno smartphone da 200 euro non equivale più necessariamente a scendere a compromessi stringenti. La qualità costruttiva è incrementata, così come l’affidabilità delle prestazioni, le performance della fotocamera e il supporto della batteria. Certo, le aspettative devono essere tarate sul prezzo del telefono. Oggi proseguiamo il filone con Redmi Note 9, lo smartphone di Xiaomi che noi abbiamo testato nella variante da 4GB di RAM e 128GB di ROM, colorazione Polar White. 

Design e Display di Redmi Note 9

Redmi Note 9 si affida a linee pulite e semplici. Niente di nuovo sotto il sole ma un effetto minimale e al contempo di qualità. Lo smartphone restituisce una sensazione di affidabilità: appare solido ed bilanciato dal punto di vista ergonomico. In questo aiutano anche le dimensioni, che nello specifico sono: 162,3 x 77,2 x 8,9 mm. Il peso è invece 199g. 

I tasti per l’accensione e il volume sono a destra, a sinistra c’è il vano per la Sim. In basso, da sinistra a destra, resiste il jack audio da 3,5 mm, la type – C e lo speaker mono. In alto invece trova posto il microfono principale e il sensore a infrarossi.

Posteriormente la colorazione Polar White di Redmi Note 9 regala un bell’effetto, con il colore che degrada dal carta da zucchero al lilla dall’angolo in alto a sinistra a quello in basso a destra. Il retro in policarbonato risulta una scelta gradevole anche se sembra mantenere un po’ troppo aloni e ditate. 

La fotocamera quadrupla si trova inclusa in una cornice quadrata posta al centro della back cover che sporge di qualche millimetro, rendendo lo smartphone leggermente traballante quando appoggiato su una superficie piana senza la protezione della cover.
La cornice prosegue in basso, a filo con la scocca, per accogliere il sensore di sblocco tramite impronta digitale. 

Anteriormente il display è un LCD IPS da 6,53 pollici con risoluzione FHD+ 1080×2340 pixel e refresh rate da 60Hz. La densità di pixel è 394 ppi e il formato è 20:9. Le cornici di qualche millimetro rosicchiano un po’ di spazio, soprattutto inferiormente, ma questo non inficia la fruizione dei contenuti, anche grazie al notch in alto a sinistra che ospita la fotocamera anteriore. 

La qualità del display, tenuto conto della scelta costruttiva in allineamento al posizionamento di prezzo, è adeguata: i colori sono brillanti e non eccessivi. L’LCD IPS garantisce una buona fedeltà cromatica, con colori naturali. Ciò che si perde rispetto agli AMOLED sono i contrasti e i neri meno profondi, tuttavia la fruizione di contenuti resta godibile. 

Prestazioni

Le prestazioni sono affidate al MediaTek Helio G85 a 12nm: un octa con supporto ai 64 bit che lavora alla frequenza di 2 GHz, supportato da un processore grafico Mali-G52. Completano il quadro 4GB di Ram e 128 GB di memoria, espandibile tramite l’ausilio di una microSD. 

Il comparto esegue tutte le operazioni in modo adeguato, ma senza brillare. Ci saremmo aspettati forse una reattività e una fluidità maggiore, ma per la fascia di prezzo le prestazioni sono tutto sommato in linea. Da segnalare alcuni lag nello scroll: nonostante abbiamo testato il modello con taglio di RAM da 4GB, le considerazioni generali sul modello da 3GB si sono riproposte. Segnale che non è il taglio di RAM a fare la differenza, quanto probabilmente il processore o l’ottimizzazione del software, sicuramente da rivedere. 

Il software è basato su Android 10 con patch di sicurezza di giugno e interfaccia MIUI 11.0.5. Lo smartphone dovrebbe ricevere l’aggiornamento alla nuova MIUI 12, per ora non pervenuto. La MIUI non si discosta da quanto visto su altri modelli. Rimane un’interfaccia pulita e minimale nell’aspetto e corposa nelle funzioni.  

L’aspetto che ci ha convinto di più è quello legato alla batteria, capiente, da 5020mAh, supportata da ricarica rapida a 22.5W. Grazie a questa dotazione, lo smartphone arriva tranquillamente fino a sera e garantisce qualcosa in più. Il secondo giorno deve comunque essere ricaricato. 

Convince anche lo sblocco tramite impronta digitale. Il sensore, posto sul retro e subito sotto la fotocamera, è facile da raggiungere e regala prestazioni precise e rapide. 

Per quanto concerne la connettività, troviamo Wi-Fi ac dual-band, Bluetooth 5.0, sensore a infrarossi, NFC per i pagamenti con Google Pay, GPS A-GLONASS Galileo BDS, supporto Dual-SIM, espansione di memoria con micro-SD.

Comparto fotografico di Redmi Note 9

Posteriormente si trova una quad camera così composta:

  • principale da 48MP f/1.8, priva di stabilizzazione ottica
  • Grandangolare da 8MP f/2.2
  • Macro da 2MP f72.4
  • Depth da 2MP, per la profondità di campo

La fotocamera anteriore è da 13MP, f/2.2 anch’essa priva di stabilizzatore ottico.

Tra le modalità di scatto troviamo le più classiche: la principale, con grandangolo e zoom fino a 10x, la modalità notte, ritratto, panorama, la 48MP per scattare alla massima risoluzione, la Pro per impostare manualmente i settaggi di scatto, la macro e i video in slow-motion e time lapse. I video possono essere registrati a 30fps sia a 1080p che a 720p e c’è anche la possibilità di girare brevi video da 15 secondi, perfetti per le storie Instagram.

Le foto sono adeguate alla fascia di prezzo, ma non si possono considerare il fiore all’occhiello di questo smartphone. La fotocamera si comporta bene nel punta e scatta, dove i colori sono fedeli e la quantità di dettaglio è adeguata. Inizia a perdere qualcosa nello zoom, nelle macro – la messa a fuoco sul soggetto può risultare difficoltosa – e in condizioni di scarsa luminosità. Anche il grandangolo regala scatti piacevoli e in notturna la resa è tutto sommato buona. La fotocamera frontale, sia in pieno giorno che di sera, ci pare regalare invece contorni un po’ troppo sfumati.

Conclusioni

La versione 4GB è disponibile a 229 euro, mentre online si trovano offerte anche sotto i 200 euro. Un prezzo adeguato per uno smartphone che registra risultati soddisfacenti in tutti i comparti e che è particolarmente efficace per quanto concerne l’autonomia.