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L’abbiamo indossato esattamente il 18 ottobre 2018, subito dopo la conferenza stampa italiana di Fitbit durante la quale si ufficializzava l’arrivo del Charge 3. Si tratta della più recente versione dello storico fitband siglato dall’azienda americana, che è anche partner di Google in un progetto di monitoraggio a lungo termine della salute a livello mondiale al fine di attuare correttivi che possano elevare la qualità di vita. Spiega Giovanni Bergamaschi, Country manager della sede italiana di Fitbit: “Vogliamo contribuire a rendere ogni person al mondo un po’ più sana di quanto sia oggi, tant’è che ci stiamo spostando più verso il segmento della salute”.

Charge è probabilmente il wearable più famoso e venduto di Fitbit con 35 milioni di unità vendute. La terza generazione porta tutti i miglioramenti richiesti a gran voce dagli utenti: cinturino più aderente per una migliore precisione del rilevamento dei dati; maggiori funzioni di personalizzazione; display più luminoso e senibsile al tocco; cassa impermeabile; resistenza all’acqua con immersioni fino a 50 metri.

La prova

Questi i presupposti di un fitband che può vantare un lignaggio e una longevità unica nel suo genere. Abbiamo dunque indossato il Charge 3 nel giro di una quindicina di minuti dopo averlo tolto dalla scatola, che contiene il cinturino in due varianti per adattarsi a ogni tipo di polso. Nel nostro caso abbiamo scelto la misura L. Così come sugli altri Fitbit, anche questo prodotto vanta il sistema di sgancio veloce del cinturino: basta premere la levetta e sostituire l’accessorio.

Oltre alla versione in silicone con lavorazione a rombi che abbiamo trovato nel pacchetto, si possono anche agganciare cinturini più pregiati in alluminio e pelle e in tessuto a strappo per i più sportivi. Sono ovviamente accessori che si trovano elencati in questa pagina: https://www.fitbit.com/it/charge3#accessories-slider-wrapper

I quindici minuti suddetti sono dunque necessari per installare la sempre ben fatta app sullo smartphone, eseguire l’abbinamento con il Charge 3 e attendere la sincronizzazione dei dati. Tutto ciò avviene indossando già il wearable, così che una volta terminata la procedura è già operativo e raccoglie i dati sul nostro stato di forma e sull’attività quotidiana.

Design elegante

Del Charge 3 piace che si indossa come fosse un braccialetto quindi non toglie spazio e attenzione dall’orologio principale. Questo è un elemento estetico da non sottovalutare, perché il fitband assicura tutto il supporto per monitorare e tracciare l’attività sportiva e di fitness ma senza rinunciare al proprio stile.

Anche perché il wearable ha un design minimal: il pannello Oled è più grande rispetto alla precedente generazione per assicurare una migliore visualizzazione delle informazioni e delle notifiche. Inoltre è sensibile al tocco, così che si possano attuare swipe orizzontali o verticali per spostarsi nei menu. L’interfaccia è abbastanza semplice, bisogna solo abituarsi al fatto che tipicamente con movimenti orizzontali si sfogliano le opzioni disponibili, mentre con quelli verticali si approfondiscono i sottomenu.

C’è anche un tasto laterale meccanico, nascosto sotto una sorta di tacca sulla scocca e che serve per attivare il menu contestuale. Tenendolo premuto si accede al sistema di pagamento Fitbit Pay, che funziona solo se si è abbinata una carta di credito compatibile dall’app per smartphone. Per perfezionare i piccoli pagamenti è sufficiente dunque avvicinare il display ai tradizionali Pos.

In circa un’ora si prende confidenza con l’interfaccia di funzionamento del Charge 3, soprattutto per imparare correttamente i vari tipi di swipe e farli diventare un automatismo. La scocca infine è certificata per resistere a immersioni in acqua fino a 50 metri, dunque supporta correttamente anche il nuoto e le attività in piscina.

Così come tutti gli altri wearable resistenti all’acqua, è bene non sollecitare il Charge 3 con vapore, saponi, shampoo, docciaschiuma e con acque termali. Dunque, in saunee, idromassaggi e durante la doccia è bene non indossare il Fitbit perché la certificazione si riferisce alla pressione generata dall’immersione in liquidi e non da altri agenti che possano inficiare guarnizioni e sigillature (per esempio, il docciaschiuma ha elementi chimici che interagiscono con le plastiche; il vapore non è un fluido che rientra nella certificazione IP o equivalente).

Lo sport

In questi quattro mesi abbiamo indossato sempre il Charge 3 sia per misurare la qualità del nostro quotidiano, sia per tracciare semplici attività sportive. Il dispositivo spicca per la precisa rilevazione dell’attività notturna, è uno dei punti di forza storici di Fitbit. E non fa eccezione questo fitband capace di mostrare grafici precisi sulle fasi e la qualità del sonno, così utili da comprendere, almeno in prima battuta, se ci sono potenziali disturbi come per esempio le apnee notturne.

Altra funzione svolta egregiamente dal Charge 3 è il tracciamento della quotidianità. La panoramica descritta sottoforma di passi, salute del cuore e bilancio delle calorie bruciate sono uno sprono non indifferente per migliorarsi. Il tutto è corroborato dagli stimoli attivi, per esempio quello che incita a prendersi sessioni di respirazione misurate dal Charge 3 e basate sul battito cardiaco. Sono da provare: hanno il potere di ripristinare un senso di tranquillità e rilassatezza.

Così come è geniale l’app su smartphone che permette di impostare l’allenamento e l’attività sportiva perseguendo obiettivi predefiniti. Questi possono essere basilari (per esempio, 10mila passi al giorno) oppure più evoluti, nel caso si seguano programmi specifici di corsa, nuoto, bicicletta o in palestra.

Nel nostro caso abbiamo impostato obiettivi che ci imponessero di compiere almeno 15mila passi al giorno e abbiamo lasciato il compito al Charge 3 di individuare l’attività sportiva in aggiunta. Il fitband è preciso: riconosce in autonomia i principali workout di fitness, soprattutto per quanto riguarda la corsa, il nuoto e le attività all’aria aperta.

L’app su smartphone è il segreto del funzionamento di tutto il sistema. Il Charge 3 è un sensore preciso e affidabile, grazie anche a un preciso rilevamento del battito cardiaco e alla sensibilità nel tracciare ogni attività. Ma è per merito dell’applicazione che ogni dato trova un riscontro intelleggibile e utile.

Sono due le sezioni che ci sono piaciute in modo particolare. Da una parte Sfide, che consente anche di creare sfide virtuali con due o più amici simulando percorsi avventurosi in outdoor, e Consigli, con video per avere un coach personale sul display dello smartphone.

Ultima parola

Il Charge 3 offre al mondo femminile l’importante funzione di monitoraggio della salute, che si occupa di “tracciare cicli mestruali, registrare sintomi, prevedere i giorni di ovulazione e molto ancora”. Questa è una ulteriore chiave di lettura relativamente al fitband, capace davvero di offrire una panoramica spesso poco conosciuta ma piuttosto approfondita sulle nostre abitudini di vita.

In quattro mesi i risultati sono stati evidenti: abbiamo migliorato la nostra dieta, siamo riusciti a portare a termine gli obiettivi quotidiani con un senso di benessere derivato dal raggiungimento del target e dal sentirsi fisicamente meglio e siamo riusciti a comprendere meglio come riposare meglio. E senza il patema di dover caricare la batteria ogni giorno. È sufficiente una volta la settimana: in circa un paio d’ore il Fitbit torna a essere un valido compagno di fitness. Anzi, di wellness.

Valutazione
Fitbit Charge 3