palm

Le foto che vi mostriamo non rendono giustizia alla compattezza di questo smartphone Android. Dal vivo Palm è così piccolo da entrare nel taschino laterale dei jeans, quello preposto agli accendini in stile Zippo. Nell’epoca dei dispositvi mobili caratterizzati da touchscreen generosi, questo dispositivo (prodotto e distribuito in licenza da Tcl Communication) riporta felicemente il concetto della iper-tascabilità e dell’ergonomia nel senso di comodità di impugnatura e di trasporto. Certo, bisogna scendere un po’ a patti, perché bisogna imparare a interagire con un display sensibile al tocco così “piccolo”, soprattutto per chi proviene da pannelli da 5″ e oltre. Ma il periodo di apprendimento è davvero limitato e la soddisfazione che ne consegue è tale da fare dimenticare qualsiasi macchinosità iniziale. Di più, Palm ha la capacità di rendersi indispensabile e divertente con un formato così estremo rispetto a quanto siamo abituati che non passa inosservato. Alla resa dei conti si riscopre la praticità di avere uno smartphone che sparisce in tasca e si impugna senza troppi sforzi; in più è leggero, ben costruito e propone una dotazione completa di app, in perfetto stile Android.

In giro con Palm

Lo abbiamo testato per oltre un mese, portandolo in vacanza e usandolo a fondo. Vi diciamo subito che non abbiamo eseguito benchmark. Non hanno alcun valore su questo genere di dispositivi la cui utilità è molto superiore alle mere prestazioni sintetiche di un’app. I benchmark hanno un senso (se ancora l’hanno, ma questa è una dissertazione che merita un articolo dedicato) sulla fascia alta laddove i chipset e i Soc competono per elevare le prestazioni e per proporre novità tecnologiche quali le unità di elaborazione dedicata (ossia neurali a supporto del machine learning e dell’intelligenza artificiale) oppure sfruttano innovazioni costruttive tali da giustificare una misurazione meta-oggettiva che identifichi il guadagno prestazionale.

Palm vince per la specializzazione, non per la forza bruta. La perfetta simbiosi tra una versione di Android ottimizzata (con un’interfaccia così bella da fare invidia a modelli ben più blasonati) e un hardware essenziale ma efficace rende questo smartphone un “must have”. Ma a chi serve?

Companion phone

Abbiamo interpretato l’uso del Palm come smartphone secondario. Come si usa dire, è un “companion phone” che va ad affiancarsi a quello principale. In Italia sono poco diffuse e per lo più nascoste le cosiddette “sim bis”, le schede telefoniche gemelle rispetto a quella principale. Esistono ma vanno chieste, a volte con insistenza, all’operatore telefonico. Di fatto si ottiene una sim secondaria che risponde al numero originario ma con una priorità differente: qualora la chiamata non viene presa sulla sim 1, passa alla 2. Tuttavia in uscita (sms, telefonate e così via) risulta come fosse il numero di telefono principale. Negli Stati Uniti più che sim bis esistono sim “gemelle”, in tutto e per tutto uguali e legate al numero. Questo permette al Palm di comportarsi come fosse il telefono principale. In Italia ci si deve accontentare di avere un secondo telefono che risponde al vostro numero, ma tanto basta per comprenderne le potenzialità.

Da vero companion phone, Palm va portato ovunque non si voglia far cimentare lo smartphone principale: lo abbiamo portato in spiaggia, lasciando il più grande e voluminoso cellulare primario in stanza, ma anche in barca, per fare trekking, in occasione di camminate, in bici, per una uscita con un vestiario leggero dove il dispositivo più grande non avrebbe trovato posto. Sono esempi di ambiti nel quale Palm matura una ragion d’essere che si scopre solo apprenzandone la fisicità ridotta all’osso.

Sì, perché la chiave di lettura di questo dispositivo è la comodità di trasporto tale da fidelizzarne l’utilizzo. In un modo fatto di display con diagonali sempre più pronunciate, l’antitesi creata da Palm obbliga a ripensare e riscrivere le convinzioni che si hanno sui consumatori: l’ergonomia conta. I touchscreen giganti catturano l’occhio e giustificano l’investimento ma alla fine quando si ritorna tutto sommato alle origini ci si ritrova ad apprezzare la semplicità di trasporto.

Qualità costruttiva

Palm ha corroborato questo concetto con una scocca di alta qualità caratterizata dal frame in alluminio satinato di colore grigio su cui sono montate le due lastre in vetro Corning Gorilla Glass 3. Quella posteriore reca la scritta Palm ed è interrotta solo dal modulo fotografico con sensore da 12 Mpixel assistito dal flash. La superficie frontale invece sfoggia lo schermo da 3,3″ con risoluzione di 720×1.280 pixel (445 ppi) che occupa circa il 62% dell’area disponibile. Le dimensioni sono di 9,66 cm di altezza, 5,06 di larghezza e 0,74 di spessore: circa le dimensioni della carta di credito. Il peso di poco meno di 63 grammi è “piuma” se si condierano i modelli attuali con Android.

All’interno di una scocca così ridotta all’osso, trovano posto il processore Qualcomm Snapdragon 435 (octa core) con quattro nuclei a 1,4 GHz e altrettanti a 1,1 GHz, assistito da 3 GB di ram, 32 GB di storage espandibili con microSD fino a 256 GB. A questo hardware è affiato Android 8.1 impreziosito con un menu che alcuni dei brand più noti dovrebbero guardare con un certo interesse.

Google e Palm

Le app sono raccolte in una sorta di schema a cascata che scorre dall’alto verso il basso e viceversa. Prevalgono i toni scuri, mentre i comandi fisici si riducono al tasto laterale di accensione/spegimento e all’home sensibile al tocco posto sotto al display e identificato da tre puntini orizzontali. Si nota subito la mancanza del bilancere fisico per gestire il volume: per regolarlo bisogna sfruttare lo slider nel menu contestuale, non proprio comodissimo. In realtà Palm ha ridotto al massimo gli orpelli e ha optato per l’essenzialità, con alcuni meccanismi di utilizzo da imparare. Del volume abbiamo già detto; un altro esempio è costituito dalla tastiera virtuale che obbliga a una attenzione nella digitazione superiore rispetto a uno smartphone con display più grande. Sono compromessi a cui ci si abitua nel giro di una giornata, complice anche un’interfaccia minimal ma curata ed elegante, che aiuta a trovare agilmente ciò che serve esattamente dove ci si aspetta che sia, senza girare a vuoto. Anche in termini di sicurezza non c’è nulla lasciato al caso: manca il rilevatore d’impronte ma lo sblocco facciale è un valido sostituto.

Il sistema operativo di Google è garanzia di massima compatibilità con le app più diffuse: dai social, a Whatsapp ai giochi. Installate di serie si trovano le classiche di Android, compreso un completo supporto per la sezione telefonica. Ricevere ed effettuare chiamate con il Palm è un’esperienza appagante, con un audio chiaro e ben definito nonostante le dimensioni complessive del prodotto.

Reparto fotografico

A complemento c’è anche la sezione fotografica. Ora è bene precisare che Palm non è un dispositivo fotografico, tuttavia la sezione imaging con una struttura essenziale assicura scatti da 12 Mpixel. I risultati migliori si ottengono in condizione di buona luce ambientale, per esempio al sole, mentre quando questa inizia a scemare si rileva rumore di fondo e alcuni marginali artefatti dovuti alla compressione software. Il flash illumina bene ma con un effetto un po’ centrale, che quindi lascia i bordi della foto più scuri. Le foto sono complessivamente di buona qualità: perfette per la condivisione, adeguate persino per la stampa su carta. Sulla parte frontale c’è il sensore per i selfie da 8 Mpixel adeguato alla vocazione dello smartphone. Sul fronte video ci si accontenta di filmati in HD a 720 pixel: considerando l’hardware e il tipo di dispositivo, sono coerenti con le caratteristiche complessive.

Batteria

Ultima parola per la batteria. L’unità da 800 mAh si ricarica via Usb C (specifica 1.0) e assicura un’autonomia di una giornata lavorativa. La ricarica veloce permette di raggiungere il 50% di autonomia in una mezz’ora. I test sono stati condotti con una scheda Iliad costantemente connessa in 4G nelle zone della Lombardia e della Sardegna. E proprio il reparto Lte è l’ultima chicca del Palm: usato in tethering come modem a banda larga si rivela un prezioso strumento tuttofare, da tenere sempre in tasca.

Prezzo: 349 euro

Palm: specifiche tecniche

Processore: Qualcomm Snapdragon 435. Display: 3.3” HD Display – 445 ppi alta densità pixel LCD. Vetro: Corning Gorilla Glass 3, anteriore e posteriore, resistente agli impatti. Fotocamera: posteriore con flash 12MP + frontale 8MP. Costruzione: Crafted billet aluminium mid-frame. Durabilità: resistente all’acqua e alla polvere IP68. Memoria: 3 GB RAM + 32 GB; Batteria: 800mAh (non-removibile), all-day battery life*, 3+ giorni in standby.

Audio: Dual-purpose speaker. Sensori: G-Sensor, Glonass GPS, Proximity, E-compass, Gyro. Connettività: 4G LTE, Bluetooth 4.2 basso consumo, WLAN 802.11 b/g/n (2.4GHz). Nano SIM OS (non-rimovibile): Android 8.1. Sicurezza: Face unlock. Dimensioni: 50.6 X 96.6 X 7.4mm. Peso: 62.5 grammi. Colore: disponibile in titanium.

Ore di conversazione: fino a 3 ore e 20 minuti. GPS Workout: fino a 4 ore e 45 minuti. Music LTE Streaming: fino a 5 ore e 30 minuti. Music Wi-Fi Streaming: fino a 6 ore. Riproduzione Musica in locale: fino a 9 ore e 30 minuti. Music Over LTE + GPS Workout: fino a 3 ore outdoor workout con streaming audio, GPS e LTE. Connettività: con funzione Life Mode non attiva circa 8 ore. Standby Time: 3+ giorni. Tempo di ricarica: 50% in 31 minuti, 100% in 68 minuti.

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