igizmo
pioneerdj

Le gamme di smartphone di Oppo sono storicamente divise in due: Find, che ospita i modelli flagship seppure declinati in vari punti prezzo; Reno, che si rivolge a un pubblico più giovane e alla categoria che il brand definisce “creator”. La sostanziale differenza tra le due famiglie è sempre stata l’attitudine del target a cui sono proposti. Così Find, in particolare il modello di riferimento, propone la migliore tecnologia; Oppo vira su un attento equilibrio tra prezzo, prestazioni e dotazione, con un occhio al design. Per questo, Reno è tendenzialmente più indirizzato a utenti più giovani e attenti più agli aspetti multimediali che alla tecnologia in sé. Parimenti, non deve stupire se ci siano punti di contatto tra Find e Reno: la forza del brand Oppo è quella di avere a disposizione tanti “pianali” su cui costruire la configurazione migliore in base all’utente a cui è rivolta e al prezzo. Reno6 Pro incarna perfettamente questo scenario, perché integra un hardware potente a supporto della creatività centrata nello schema fotografico sul dorso.

Riassumiamo per iniziare le caratteristiche tecniche dell’Oppo Reno6 Pro che, ricordiamo, corrisponde al Reno6 Pro+ rispetto ai modelli offerti in Cina e India. Questo è bene tenerlo presente qualora vogliate verificare ulteriori informazioni su Internet.

Oppo Reno6 Pro: configurazione

Display: Amoled a 6,55″ (92,1% superficie frontale) con protezione Corning Gorilla Glass 5
Risoluzione: 2.400×1.800 pixel, 402 ppi, profondità di colore 8 bit, frequenza di refresh laterale 90 Hz (180 Hz campionamento touch)
Processore: Qualcomm Snapdragon 870 octa core a 3,2 GHz
Ram: 12 GB Lpddr4x + 3-5-7 GB espandibili con algoritmo Oppo
Storage: 256 GB Ufs 3.1
Batteria: 4.500 mAh
Ricarica: SuperVooc 65 watt (circa 40 minuti da 0 a 100%); non è supportata la modalità wireless
Scocca certificata IPX4, quindi resistente agli spruzzi d’acqua ma non all’immersione
Connettività: Usb-C, Bluetooth 5.2, Wi-Fi 6, 5G (SA/NSA), Nfc
Sistema operativo: Android 11 con ColorOS 11.3
Dimensioni: 160,8×72,5×7,99 mm
Peso: 188 grammi
Prezzo: 799 euro

Oppo Reno6 Pro: benchmark da flagship

A questo aggiungiamo che la sezione audio dispone della certificazione Dolby Atmos per enfatizzare la riproduzione sonora tanto in cuffia quanto con gli speaker esterni stereo. Questa modalità di riproduzione acustica si apprezza in modo particolare con film e giochi, in quanto permette di avere una resa più accurata dei suoni in abbinata con i contenuti che sfruttano il Dolby Atmos.

Dal menu Impostazioni/Suono e vibrazione/Dolby Atmos è possibile definire i profili audio in base all’ambiente (interno, esterno, in movimento o in volo) oppure al contesto (automatico, film, giochi e musica). Questo è di fatto un equalizzatore. Se non avete dimestichezza, vi consigliamo di lasciarlo su automatico perché il Reno6 Pro esegue un’efficace configurazione automatica dei livelli a seconda del tipo di contenuto riprodotto.

Una simile configurazione, peraltro basata sul potente Snapdragon 870 (modello rivisto e corretto dell’865 e con prestazioni in linea con l’attuale top di gamma 888), consente di ottenere benchmark di alto livello. Con i punteggi che seguono:

Geekbench single-core: 1.015
Geekbench multi-core: 3.047
Geekbench compute: 3.592
Antutu: 575.617

A dimostrazione che il Reno6 Pro non teme confronti né se sollecitato ad alto livello con le app, né se paragonato con altri modelli di fascia superiore.

E se questa generosa riserva di potenza ben si addice alla parte multimediale, ancor meglio si intona con il gaming. Anche perché la camera di vapore utilizzata da Oppo per dissipare il calore prodotto dallo Snapdragon 870 e superiore rispetto ai precedenti modelli di Reno (l’azienda l’ha definita una “huge vaper chamber”, ossia una “gigantesta camera di vapore”). Il suo lavoro lo fa e lo fa anche bene, perché il Reno nonostante lo spessore ridotto non scalda mai in modo fastidioso. Se in più si usa la cover in silicone trasparente fornita in dotazione, non si percepisce alcun tipo di sensazione tattile.

Nemmeno durante lunghe sessioni di gioco, laddove invece le vibrazioni tattili provocate dal motore Pro Gaming Haptic permettono di creare questa combinazione tra audio, video e vibrazioni (oltre 40 effetti differenti) che arricchiscono soprattutto i titoli più evoluti e impegnativi, anche a livello grafico in cui non si rinuncia nemmeno a un effetto estetico.

L’aggiornamento ha fatto bene al pannello del Reno6 Pro

Il display fa la sua parte. L’Amoled da 6,55″ opera con la frequenza di refresh verticale a 90 Hz. Ossia garanzia di estesa compatibilità con le app, lo streaming video e i giochi ma senza appesantire eccessivamente la batteria. Batteria che è da 4.500 mAh dunque sufficiente per tenere acceso senza sforzi il Reno6 Pro per 24 ore o per sopportare gravose e intense giornate di lavoro e di riproduzione e registrazione multimediale arrivando a sera con una buona riserva di energia.

La tecnologia di ricarica rapida SuperVooc 2.0 a 65 watt ha il pregio di impiegare 40 minuti per ricarica in modo completo la batteria; se siete al 50% ci vogliono poco più di 20 minuti; se siete al 20% in meno di mezz’ora avete il telefono “full”. Il SuperVooc 2.0 è la vera risorsa per non preoccuparsi del consumo dello smartphone perché è velocissimo nel ripristinare l’autonomia.

Tutto vero ma state attenti. La ricarica rapida del Reno6 Pro, così come di tutti gli altri prodotti di Oppo, è supportata solo ed esclusivamente con l’alimentatore (Vooc o SuperVooc) fornito in dotazione e con il cavo annesso. Non utilizzate mai altri carica batteria ad alta potenza (è da 65 watt quello che trovate nella confezione del Pro) perché la tecnologia proprietaria del brand prevede che alimentatore e batteria “comunichino” suddividendosi il processo di controllo dell’importante flusso energetico. I sensori di gestione sono suddivisi tra alimentatore e interno del telefono; il cavo Usb/Usb-c ha la sezione corretta per i 65 watt. Qualsiasi variazione di questa configurazione può provocare danni e malfunzionamenti.

Tornando al display, l’Amoled 6,55″ è migliorato nella resa dei colori dalla versione del sistema operativo fornita di defaul (Android 11 con ColorOS 11.3) all’aggiornamento alla release CPH2247_11_A.13 che ci ha fatto rivedere in diverse parti la nostra recensione.

Come avviene con tutti i pannelli Oled e Amoled, dalle Impostazioni è possibile agire sulla calibrazione dei colori scegliendo tra più profili. Reno6 Pro mette a disposizione Vivace (copertura del gamut P3) e Delicata (gamut sRG). A nostro avviso il primo tende a saturare ed esasperare ma con film, foto e giochi assicura una resa estetica superiore. Delicata è nel complesso migliore perché mantiene più fedeltà nella riproduzione delle sfumature e permette alle app di streaming video e di gaming di gestire meglio i profili nativi.

C’è anche il motore 01 Ultra Vision dei top di gamma di Oppo, che è una importante risorsa per migliorare ulteriormente la riproduzione dei contenuti cinematografici.

Il display è dunque apparso più fedele e preciso dopo il suddetto aggiornamento, questo va a tutto vantaggio del Reno6 Pro perché può anche contare su un display “fedele” che mostra in modo pertinente e coerente la qualità dei contenuti creati sfruttando il reparto fotografico.

Oppo Reno6 Pro focalizzato sul Sony IMX766

Se ci avete fatto caso, non abbiamo ancora toccato l’argomento imaging. Questo perché essendo il Reno6 Pro “nato per i creator” abbiamo lasciato a questo comparto un ambito descrittivo dedicato.

Partiamo dalla configurazione:

  • sensore principale Sony IMX766 a 50 Mpixel, f/1.8, 24 mm, messa a fuoco omnidirezionale a rilevamento di fase (Pdaf), stabilizzatore ottico (Ois);
  • teleobiettivo da 13 Mpixel, f/2.4, 52 mm, zoom ottico 2x (effettivo 2,16x), Pdaf;
  • ottica ultra wide angle da 16 Mpixel, f/2.2, angolo di campo di 123°;
  • macro da 2 Mpixel, f/2.4;
  • obiettivo per i selfie da 32 Mpixel, f/2.4, 26 mm.

Iniziamo con il dire che il sensore principale Sony IMX766 è il vero protagonista per versatilità e qualità delle immagini. Il suo angolo di campo prossimo a 84° lo rende un vero wide angle; per fortuna Oppo ha scelto di spingere il sensore ultra wide angle fino a 123°, così che la differenza tra le due inquadrature sia effettivamente marcata (a differenza di altri modelli che usano lo stesso sensore principale ma un ultra wide angle meno esteso).

Altra precisazione riguarda il corredo che si individua sul dorso, perché oltre al doppio illuminatore led c’è anche il sensore per la temperatura dei colori. Questo consente di limitare la differenza di resa cromatica quando si scatta con il sensore principale e gli altri. Non solo, in abbinata al Sony IMX766 permette di ottenere immagini piuttosto fedeli rispetto alla scena.

A un patto: che si abbia il coraggio e la voglia di rinunciare alla IA. Posto che Oppo ha migliorato ulteriormente lo scatto assistito dall’intelligenza artificiale in ColorOS 13 (ha addestrato la IA con oltre 10 milioni di sample di immagini per perfezionare gli algoritmi di scatto e ripresa video), dal nostro punto di vista e per l’esperienza avuta si guadagna in realismo, soprattutto con lo scatto notturno, disattivando la IA.

Questo perché la funzione di intelligenza artificiale tende a ricreare un effetto “wow” su ogni foto accendendo ogni colore e dando più enfasi. Il risultato è bello ma non è realistico. Disattivandola si sfruttano le doti dell’IMX766 e la fedeltà alla scena è assicurata.

Stesso discorso vale per la modalità notturna. Posto che è una questione di gusti, con questa modalità che si affida alla IA l’ambiente si schiarisce molto, in modo particolare per il cielo. L’immagine risulta molto “aperta” e, in alcuni casi, sembra sia animata da una luce tutta sua. Aumenta il dettaglio e il numero degli elementi visualizzati (ma non può essere questo il benchmark), quindi è decisamente appagante agli occhi. Ma non è ciò che si vede nella realtà. Disattivando la IA e usando la modalità Foto standard si possono non solo avere scatti fedeli al vissuto, ma anche giocare con i punti luce.

E, secondo noi, questo è il pregio del Reno6 Pro e il suo suggello: dato che è proposto ai creator, lascia anche ampio spazio di manovra. IA o non IA è una scelta che sta all’utente; invece la funzione sulla quale non dovete mai abdicare è l’HDR perché è fondamentale, soprattutto nei chiaroscuri, per ottenere foto ben bilanciate.

Sempre a favore dei creator, citiamo che la modalità tutta manuale è disponibile tanto per lo scatto fotografico quanto per i video. Mentre se non vi bastano 50 Mpixel di risoluzione, la funzione HD Extra arriva a raddoppiare la risoluzione. Questa modalità è utile per spremere al massimo i dettagli delle foto “posate” e degli oggetti.

Mentre, quasi all’opposto, il sensore macro è preciso e rapido nel fotografare dettagli a circa 4 centimetri di distanza.

Abbiamo detto che il protagonista del Reno6 Pro è il sensore principale perché ribadisce l’eccellenza dell’IMX766. Convince anche quello ultra grandangolare, per quanto si incappi in una leggera distonia di colori ma del tutto marginale. La stessa che si rileva attivando, seguendo la scala impostata dall’app, lo zoom 2x (ottico) e 5x e 10x (digitali). Il teleobiettivo non è stabilizzato ma è preciso anche in condizioni di scarsa luminosità.

La differenza nel trattamento cromatico si evince soprattutto con le foto in modalità notturna, mentre di giorno il Reno6 Pro consente di ottenere immagini e video di eccellente qualità.

Ecco i video. Reno6 Pro registra in 4K fino a 60 fps e in Full HD fino a 120 fps, per supportare time lapse e slow motion. Interessante la modalità bokeh applicata anche al mondo video: permette di ottenere girati in primo piano delle persone con effetto sfondo sfocato. In più, la nuova funzione automatica bokeh flare trasforma le fonti di luce posteriori (per esempio lampadine o insegne) in un alone luminoso molto scenografico. Per tutte queste funzioni è bene tenere attiva l’intelligenza artificiale.

Se poi ci si vuole sbizzarrire, tanto nella modalità ritratto, quanto in quella video e foto (solo nella notturna mancano), Oppo mette a disposizione una ricca selezione di filtri colorati e in bianco/nero per conferire ancora più enfasi alle foto.

La registrazione video dispone anche della modalità Ultra Steady a 1080p/60 fps che assicura un’elevata stabilità di ripresa anche in movimento e con soggetti in movimento, quasi da action cam. Tuttavia sfrutta solo la parte centrale del sensore Sony IMX766, quindi di fatto l’inquadratura è ridotta all’80% centrale della superficie totale di ripresa così da compensare i movimenti. Nonostante questa rinuncia, più evidente nelle riprese dal vivo che su campo lungo, il meccanismo è perfetto e assicura video eccellenti per stabilità.

Alla resa dei conti, come smartphone per i crator, Reno6 Pro mette a disposizione un bouquet di funzioni e tecnologie mirate per chi produce contenuti per i social, per l’online ma anche per ambiti più strutturati e perfino semi-professionali.

Galleria fotografica: Oppo Reno6 Pro

ColorOS 13: essenziale ma non banale

Chiudiamo la nostra recensione del Reno6 Pro con ColorOS 13. La nuova release dell’interfaccia di Oppo, che debutta proprio su questo smartphone, contiene numerosi miglioramenti che rendono ancora più semplice l’utilizzo e l’accesso alle funzioni.

Dal punto di vista estetico, la ColorOS 13 basta su Android 11 non propone sostanziali modifiche rispetto a quanto già viso sui Find X3. Oppo ha optato per mantenere coerenza dell’ambiente in cui si opera, peraltro già impostato per essere semplice, immediato e piuttosto in linea con l’interfaccia stock di Android 11 a eccezione delle integrazioni e delle aggiunte per riorganizzare in modo più semplice l’accesso agli strumenti e per configurare l’aspetto dei menu in modo più esteso.

ColorOS 13 sul Reno6 Pro è reattiva e sfrutta bene le doti dell’hardware. Per di più, come da tradizione Oppo, anche questo modello ha una qualità telefonica e di stabilità del segnale da vero “telefonino”. E questo non è un aspetto secondario.

Valutazione
Oppo Reno 6 Pro - 799 euro