nord 2 5g
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C’è un risultato raggiunto da OnePlus con Nord 2 5G: tornare alle origini del brand con uno smartphone che racchiude l’essenziale, senza fronzoli ma puntando al concreto. Anzi, a pensarci bene c’è anche un altro risultato interessante: la piattaforma MediaTek non ha poco o nulla da temere dal confronto di prestazioni con altri SoC più famosi. OnePlus ha concentrato nel Nord 2 5G l’essenza stessa del concetto di smartphone: compatto, veloce, completo, con qualche rinuncia. Sì, ma inevitabile e, tutto sommato, nemmeno tante se si considera il percorso di sviluppo che l’azienda fa compiere alla sua interfaccia OxygenOS che sul Nord 2 si presenta nell’inedita release 11.3.

Nord 2 è il vero successore del Nord presentato nel 2020. Gli altri modelli di questa famiglia finora proposti rappresentano varianti e segmentazione della gamma. La nuova generazione parte dal device protagonista di questa recensione per la quale ci siamo presi un po’ più di tempo rispetto all’uscita effettiva del prodotto (che è stato presentato il 22 luglio) perché nel frattempo è arrivato un update fondamentale del sistema operativo.

Mentre stavamo tirando le somme della nostra esperienza di utilizzo di una settimana abbondante, questo aggiornamento della OxygenOS 11.3 ci ha fatto domandare quanto potesse cambiare nell’esperienza d’uso. La risposta, dopo poche ore, è stata: tanto, soprattutto sul reparto fotografico. E quindi abbiamo preso più tempo. Anche perché OnePlus ha fondato il Nord 2 5G su due aspetti fondamentali: il processore MediaTek Dimensity 1200-AI e il reparto fotografico derivato dai modelli flagship in virtù del sensore Sony Imx766 a 50 Mpixel. Vediamoli in dettaglio.

MediaTek porta il suo SoC in un’altra dimensione

L’abbiamo anticipato nell’incipit, ora lo dimostreremo: il Dimensity 1200-AI certifica il netto miglioramento tecnologico e prestazionale di MediaTek. Non vanno affatto sottovalutate le potenzialità di questo SoC, che è il top di gamma della nuova generazione di MediaTek e assicura prestazioni prossime allo Snapdragon 865. Rispetto allo Snapdragon 765G, è un evidente step incrementale su tutti i fronti.

Il suffisso AI è stato introdotto dalla stessa OnePlus che ha collaborato a fondo con MediaTek per personalizzare il comportamento del SoC al fine di trarne il massimo beneficio in termini di gestione dell’intelligenza artificiale a supporto dell’elaborazione grafica e della reattività delle app. MediaTek è versatile in questo senso: permette di “programmare” e personalizzare i propri processori, così che sfruttino al massimo l’impostazione hardware e software dei brand. Ecco che i Dimensity 1200-AI può essere definito una derivazione del Dimensity 1200 per con una forte predilezione verso l’intelligenza artificiale per supportare la sezione fotografica, la riproduzione multimediale (per massimizzare la resa video) e il gaming.

Passando il SoC ai raggi X, si individua la sua struttura che ricalca un’impostazione collaudata:

1 Ultra Core Cortex-A78 a 3 GHz;
3 Super Core Cortex-A78 a 2,6 GHz;
4 Efficiency Core Cortex-A55 a 2 GHz;
Gpu Mali-G77 MC9 con 9 core di elaborazione.

L’architettura Cortex-A78 è utilizzata anche dai SoC flagship di Samsung e Qualcomm per i core ad alte prestazioni. Il Dimensity 1200-AI è a 64 bit, è stampato con geometria a 6 nm, ha percorsi di collegamento con la Ram di tipo Lpddr4x e con lo storage Ufs 3.1 e supporta il 5G in modalità dual Sim su entrambe le schede telefoniche.

Tra le caratteristiche salienti citiamo l’integrazione dell’Isp MediaTek Imagiq Camera che si occupa di supportare le funzioni di scatto, anche in notturna e wide-angle, e l’hardware di decodifica video con cui elabora il filmato massimizzandone la qualità visiva, grazie all’intelligenza artificiale. Gestisce la riproduzione nativa dei contenuti Hdr10+, così da sfruttare le caratteristiche del display integrato sul Nord 2.

Nel modello giunto in prova, il MediaTek Dimensity 1200-AI è assistito da 12 GB di Ram e 256 GB di storage (non espandibili). Le prestazioni sintetizzate dai benchmark sono di tutto rilievo. Come dimostriamo nei benchmark che abbiamo fatto girare: Antutu e Geekbench. I risultati dopo la major release che vi abbiamo detto sono stati i seguenti, migliorativi rispetto al punteggio ottenuto nella versione del sistema operativo giunto pre-installato sul device:

  • Antutu: 565.356 punti
  • Geekbench single core/multi core: 812 /2.497 punti
  • Geekbench compute: 4.990 punti

Non paghi dei punteggi assoluti, li abbiamo confrontati con una media dei benchmark che abbiamo condotto sui principali SoC. Iniziamo dalla comparazione delle caratteristiche tecniche, che determinano il perimetro d’azione dei benchmark.

I dati grezzi ottenuti comparando i punteggi di Antutu e Geekbench del Nord 2 con le nostre medie dei principali chipset per smartphone sono:

Infine, per capire come è posizionato il MediaTek 1200-AI rispetto agli altri, ecco i grafici che fotografano in modo più chiaro la situazione. I benchmark che afferiscono al OnePlus Nord 2 5G sono riconoscibili in arancione.

Geekbench

Antutu

Complessivo (somma di Antutu e Geekbench)

A conti fatti, il MediaTek Dimensity 1200-AI riesce a ottenere risultati perfettamente centrati rispetto ai top di gamma e nettamente superiori rispetto all’hardware integrato sul Nord 2020. Il salto generazionale in termini di efficienza è sostanziale. Non solo perché il SoC integrato nel Nord 2 5G permette di sfruttare al massimo le doti dello smartphone per il multimedia, il gaming e la produttività, ma anche e soprattutto perché non fa rimpiangere i flagship nell’utilizzo di qualsiasi applicazione si decida di installare.

Ecco, tema applicazioni. Se la perfetta intonazione realizzata da OnePlus tra OxygenOS 11.3 e MediaTek permette al Nord 2 5G di ottenere prestazioni e resa da flagship, l’aspetto su cui è necessario ancora migliorare è la compatibilità con le app di Google Play. La bontà del Dimensity 1200-AI non è messa in discussione, solo app come Netflix e Disney+ non sono ancora certificate e, infatti, nel momento in cui si scrive non possono essere installate sul Nord 2 5G dallo store di Google. Si tratta di una ottimizzazione software da un lato e del processo di approvazione della piattaforma dal lato degli sviluppatori di queste e altre app. Nulla di preoccupante, serve solo un po’ di pazienza.

Anche perché il punto di partenza offerto dalla OxygenOS 11.3 è davvero notevole. OnePlus ha ulteriormente perfezionato il comportamento e l’estetica del suo software, in coerenza con l’approccio di smartphone essenziale proposto dal Nord 2.

L’ambiente è minimal, con poche aggiunte (per lo più in termini di personalizzazione e ottimizzazione delle risorse hardware) rispetto all’interfaccia stock di Android 11, in perfetto stile Oxygen. Questa impostazione riduce l’impatto sul processore e assicura una reattività invidiabile. In più, non sono installati software accessori spesso superflui. OnePlus ripropone il suo ZenMode che obbliga a “staccare” dallo smartphone per un numero di minuti preimpostati e l’accesso alla Community, per tenersi aggiornati. C’è poi l’app per clonare il vecchio smartphone sul nuovo Nord 2 e null’altro.

La promessa del brand di un’esperienza “fast & smooth” è pienamente raggiunta per merito di azzeccate scelte costruttive. Cercando il pelo nell’uovo, andrebbero perfezionate le notifiche (sono ben visualizzate ma l’accesso diretto all’app è un po’ macchinoso). Mentre la gestione della batteria da 4.500 mAh rasenta la perfezione. L’ottimizzazione software e il chipset a 6 nm poco esoso (anche se scalda leggermente) permettono al Nord 2 5G di compiere tranquillamente due giri di orologio (24 ore) senza ricaricare e con una buona dose di energia di riserva.

La ricarica è affidata alla potente tecnologia Warp Charge da 65 Watt: il telefono è carico in circa mezz’ora partendo da 0%. Con circa dieci minuti di ricarica si ottiene il necessario per una giornata lavorativa. In più, tenendolo collegato di notte si attivano i sistemi automatici di protezione delle due batterie parallele (ai quali arrivano in parallelo i circa 32,5 Watt di potenza sommati nella ricarica rapida) per prolungarne la vita utile, gestendo la ricarica in modo non aggressivo. La Warp Charge 65 attua simili interventi anche mentre si riproducono video o ci si cimenta in giochi, sempre al fine di non sovraccaricare la batteria e rovinare le celle. Per questo motivo, il Nord 2, così come tutti gli altri OnePlus, non va ricaricato se non con alimentatore e cavo Usb-C originale. È assolutamente fuori luogo collegare i OnePlus a carica batterie rapidi con tecnologie diverse da quella di OnePlus: si rovinano i telefoni. Se non avete gli accessori originali, usate carica batterie che non superino i 15 Watt massimi di potenza erogata.

OnePlus Nord 2 5G: fotografie da flagship

Uno dei motivi per cui abbiamo rifatto da zero i test e le prove con il Nord 2 dopo il major update è riconducibile al comportamento della sezione fotografica. Ci sembrava sottoutilizzata, con la versione software definitiva la gestione dello schema ottico è migliorata.

Prima di tutto, ecco la configurazione imaging proposta da OnePlus sul Nord 2 5G:

  • sensore principale Sony Imx766 a 50 Mpixel, lunghezza focale equivalente 24 mm, f/1.8, (1 μm), lenti 6P, stabilizzatore ottico (Ois);
  • sensore ultra wide-angle da 8 Mpixel, f/2.25, 119,7° di angolo di campo, stabilizzatore elettronico (Eis);
  • sensore monocromatico da 2 Mpixel, f2.5;
  • sensore frontale per i selfie Sony Imx615 da 32 Mpixel, f/2.45, stabilizzatore elettronico (Eis).

Questa configurazione permette di girare fino a 4K a 30 fps con stabilizzazione elettronica (Eis). L’app di scatto è quella classica di OnePlus, che si caratterizza per la semplicità di impostazione e la rapidità di scatto.

Diciamo subito che il sensore monocromatico assiste il principale per integrarne le informazioni di colore e per aiutare negli scatti con effetto di profondità. Ossia per attuare il classico bokeh che si attiva impostando la modalità di scatto su Ritratto: questa dicitura non deve trarre in inganno, perché è sì dedicata ai ritratti con sfondo sfumato, ma opera anche con oggetti che si stagliano sullo sfondo con effetto bokeh. Dunque la funzione Ritratto opera tanto sulle persone quanto su altre inquadrature.

Il pregiato Sony Imx766 è protagonista in tutte le situazioni (modalità notte, video, ritratto, esperto, nelle foto alla massima risoluzione e così via) tranne che quando si attiva la modalità ultra wide angle, che subentra l’ottica a 8 Mpixel. E la differenza cromatica si vede, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità.

Questo significa che l’effetto zoom è attuato forzando il crop sull’Imx766, che è quasi un wide angle in virtù della lunghezza focale di 5,59 mm (equivalenti circa 24 mm) che producono un angolo di campo intorno a 84°. Il crop avviene negli effetti di ingrandimento a 2x e 5x come predefiniti e consigliati; tenendo premuto il tasto dell’ingrandimento si può arrivare fino a 10x (la qualità degrada). La resa del sensore principale, soprattutto a fattore 1x (al massimo 2x), è molto più che convincente: è davvero di alta qualità.

OnePlus ha azzeccato la scelta con un sensore “tuttofare” come il Sony Imx766 che già ha brillato. In abbinata alle doti del SoC e a quelle del software, si ottengono scatti ben più che ottimi in ogni condizione di utilizzo, compresa la nuova modalità notturna nel quale abbiamo messo alla prova il Nord 2 5G con lux 1 (equivalente a una candela, per la misurazione abbiamo usato l’app Lux) e non abbiamo percepito la differenza con un flagship.

Purtroppo si perde di coerenza cromatica e qualitativa passando al sensore ultra wide-angle. In condizioni di buona luminosità, per questioni strutturali (apertura focale e risoluzione), i colori sono più cupi e il livello di dettaglio è inferiore all’obiettivo principale. Con la modalità notturna la modalità ultra wide angle non riesce a operare al livello dell’obiettivo principale: in questi casi, fate affidamento al Sony Imx766 che è sempre foriero di grandi soddisfazioni fotografiche.

Il terzo obiettivo in bianco/nero subentra per il bokeh e per quando si vogliono applicare filtri cromatici, sostanzialmente è un supporto on demand. Invece, nella nostra esperienza d’utilizzo abbiamo notato come l’intervento dell’intelligenza fotografica dipende dai gusti. Attivandola, gli algoritmi operano per ottimizzare lo scatto basandosi su oltre una ventina di scenari. I colori che risultano quando la IA è attivata sono più accesi, quasi pitturati ed enfatizzati. Bella la resa agli occhi ma disattivandola si raggiunge un migliore livello di fedeltà cromatica. Invece, l’Hdr, come vedrete negli scatti qui di seguito, è sempre bene tenerlo su Automatico perché aiuta a compensare bene le situazioni di forte contrasto.

Le ottime prestazioni offerte dal sensore principale poggiano in modo fondamentale sulla stabilizzazione ottica, che compensa bene i movimento. Mentre in modalità di registrazione video si ottengono filmati fluidi e bene incisi, anche in questo caso con una resa di modelli con posizionamento ben più alto rispetto al Nord 2. Chiudiamo citando la fotocamera per i selfie, che assicura risultati più che egregi in qualsiasi condizione di luce.

OnePlus Nord 2 5G: la galleria fotografica

Foto in modalità notturna

Modalità ritratto

Modalità zoom 0,6x, 1x, 2x, 5x

Modalità HDR e IA

Modalità notturna: sensore principale e ultra wide angle

OnePlus Nord 2 5G: essenziale e compatto

L’essenza che Nord 2 5G rappresenta nei confronti dell’approccio costruttivo di OnePlus è riscontrabile anche nella scelta di mantenere sotto controllo l’ingombro complessivo. Così il display Fluid Amoled con diagonale di 6,43″ contribuisce a ridurre le dimensioni: 158,9×73,2×8,25 mm per un peso di 189 grammi. Il pannello ha risoluzione di 2.400×1.080 pixel (densità 410 ppi) e opera al refresh massimo di 90 Hz al fine di visualizzare in modo stabile e fluido video, giochi e lo scrolling del menu, dei documenti e sul web. La frequenza di aggiornamento può essere impostata su 60 o 90 Hz fissi: consigliamo quest’ultima perché assicura una resa visiva migliore senza impattare sulla batteria.

Ottima la qualità visiva del pannello. Con il termine “fluid” OnePlus indica gli Amoled già calibrati per produrre un punto di bianco preciso. Via software si può scegliere tra la modalità di colore vivace (sfrutta il gamut P3 per migliorare le tonalità) oppure delicata (basata sul gamut sRGB). Ci sentiamo di consigliare quest’ultima perché si apprezza soprattutto per la precisione dei colori nella riproduzione cinematografica con le app di streaming video e non solo.

Anche l’orecchio vuole la sua parte. Gli speaker stereo integrati sono potenti e ben configurati. Non manca l’equalizzatore Dirac che enfatizza le sonorità seguendo i profili Film, Giochi e Musica. Infine, nelle conversazioni telefoniche si apprezza la stabilità del segnale e la chiarezza del microfono e della capsula auricolare.

Se si aggiunge l’estetica essenziale ed elegante complessiva del Nord 2, ci si rende conto che OnePlus ha centrato non solo l’obiettivo che si era prefissa ma è anche davvero tornata alla sua filosofia storica, quella che ha nutrito il brand per tutti questi anni.

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OnePlus Nord 2 5G