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Razor

Il monitor perfetto non esiste. Esiste però il monitor che risulta perfetto agli occhi dell’utente e che soddisfa le esigenze di spazio e definizione. Lenovo Q27h-10 ha una serie di frecce nella sua faretra non di secondo piano: diagonale da 27″, risoluzione 1440p e una completa dotazione di porte tra cui la Usb-C per collegare dispositivi mobili e pc di più recente generazione.

A cui si somma il design. Piace molto che il pannello Ips abbia cornici ridotte al minimo sui quattro lati. Questo valorizza l’estetica e non solo: il centro focale dell’attenzione è spostato sul contenuto, mentre tutti gli elementi di controllo e interfaccia sono spostati in zone non visibili. Un punto in più a favore di Lenovo, che peraltro sceglie anche uno stand minimal, con un il braccio piegato a circa 45 gradi che si innesta sulla base piatta e si impernia nel monitor.

Ancora una bella soluzione estetica, che riduce al massimo l’ingombro del monitor senza rinunciare alla generosa superficie visiva, che però trova nella possibilità di regolare la visuale il principale limite.

La base piatta a forma di cuneo si rivela un perfetto appoggio per lo smartphone, ma anche per la tastiera e il mouse quando si spegne il computer. In alternativa, se si usa il Lenovo Q27h in abbinata con un portatile, la base piatta è perfetta per ospitare il notebook e fare “passare” i cavi sul retro. In ogni contesto, la soluzione estetica del Q27h-10 si apprezzano per ridurre al massimo il disordine.

Come si accennava, l’unico limite riscontrabile in questo bello e riuscito design è rappresentato dalla flessibilità di regolazione dell’area di visualizzazione. Sì, perché il pannello può solo basculare verso l’alto e il basso sull’asse orizzontale (quello su cui è ancorato alla base) e non può essere spostato in senso verticale. Quindi l’altezza del pannello è fissa e l’unico modo per modificarla e aggiungere spessori sotto la base.

Una volta trovata la regolazione ideale, si apprezzano le doti tecniche del monitor. A iniziare dalle porte posteriori: l’Hdmi è un must, ma la DisplayPort e la Usb-C sono il vero punto di forza. Con la prima perché si possono così gestire più monitor Q27h-10 in parallelo, oltre a permettere alla scheda grafica di pilotare il pannello al massimo delle sue potenzialità. L’Usb-C apre il mondo a notebook e a dispositivi mobili dotati di questa porta: con un semplice cavo, si visualizza sul monitor di Lenovo l’interfaccia del sistema operativo “in grande”, sia esso Windows, macOS o Android.

Per dovere di cronaca, citiamo anche la presenza del jack audio in uscita (per cuffie o speaker esterni) e due porte Usb standard (di cui una alimentata) per le periferiche esterne. Tutto questo occupa la parte bassa della superficie posteriore in perfetto allineamento con il perno di sostegno. Vi si accede solo la prima volta per eseguire i collegamenti.

Più frequente, invece, l’accesso ai tasti laterali a destra che consentono (dall’alto verso il basso) di regolare il volume, la qualità dell’immagine e accendere e spegnere il monitor. Sulla regolazione dell’immagine, è bene intervenire ma con tocchi sapienti altrimenti lasciate la modalità automatica che vi semplifica la vita.

Lenovo punta al lavoro ma non disdegna il gioco

Il pannello ha una luminosità massima di 350 nit e vi serviranno quasi tutti per esaltare soprattutto i contenuti multimediali. Il tempo di risposta di 4 ms rende il monitor adeguato per l’attività lavorativa, la produzione multimediale e non disdegna il gaming ma solo via Pc con Windows, con cui è anche possibile pilotare la frequenza di aggiornamento a 75 Hz (grazie ad Amd FreeSync si automatizza questa impostazione) che rende ancora più stabile e fluida la visualizzazione dei contenuti, soprattutto quelli in movimento e nello scrolling di siti e documenti.

Mettiamo bene in chiaro che Lenovo Q27h-10 non è un monitor gaming ma ben si presta a questa attività. Volendolo definire, è un monitor multimediale che esalta le risorse di produttività, di qualsiasi tipo (dall’editing di testi a quello di immagini e video).

Il pannello scelto da Lenovo ha una copertura superiore al 99% dello spazio sRGB e questo è l’elemento centrale per comprendere che bisogna operare in questo gamut per ottenere il massimo. Quanto alle regolazioni, se lasciate il controllo della qualità visiva al monitor vi troverete con un eccellente contrasto ma con un punto di bianco leggermente più scuro del bianco ottico. Quesa equalizzazione ha il vantaggio di non stancare gli occhi ma abituatevi se lavorate di fino sulle immagini. In tutti gli altri contesti, risulta adeguata.

Per ottenere una calibrazione diversa potete aggiunstare manualmente luminosità e contrasto, ma ve lo sconsigliamo. I preset Standard, Game, Web, Movie e Picture sono attivabili solo se si “spegne” la modalità DCR che provvede a modificare la resa del pannello in modo automatico in base al contenuto.

Le nostre considerazioni

In termini di qualità visiva complessiva, il Lenovo Q27h-10 vanta un’elevata definizione dei dettagli e colori piuttosto naturali. Il pannello ben si destreggia con la riproduzione di film, anche se la mancanza del local dimming (c’è una sola sorgente di luce posteriore) impedisce tra l’altro di ottenere la certificazione Hdr.

Volendo spingere al massimo le doti del pannello, si può attivare la modalità Over Drive per i pixel, che porta al massimo la loro reattività. Per il gaming, sconsigliamo la modalità Extreme e, anzi, vi consigliamo di tenerla disattivata. L’Over Drive ben si presta per l’ambito lavorativo e di produttività, perché permette di ottenere una maggiore reattività.

Alla resa dei conti, il Lenovo Q27h-10 con la risoluzione di 2.560×1.440 pixel per il pannello da 27″ è perfetto per qualsiasi ambiente e non risulta fastidioso agli occhi nemmeno per lunghi periodo. Il prezzo di 349 euro è in linea con le doti tecniche dei competitor, tuttavia ribasso sotto i 300 euro renderebbe lo schermo ancora più interessante.

Valutazione
Lenovo Q27h-10