BEST-FOR-IGIZMO

Più di sei mesi. Tanto è durata la prova delle Jabra Elite 85h (249,99 euro). Il motivo è semplice: ci si innamora subito di un prodotto, perché presi dall’entusiasmo e dalla novità, ma solo con l’utilizzo nel tempo si dipana questo approccio sentimentale e ci si convince della validità effettiva della soluzione. E così abbiamo scelto un “long run”, anzi un “very long test”, per mettere alla prova le 85h in tutte le possibili occasioni. Occasioni che sono state in viaggi lunghi e corti, in aereo e in treno, sui mezzi pubblici e sull’auto privata, camminando per la città e stando in ufficio. Insomma, per oltre sei mesi le Elite 85h sono state il nostro compagno di vita inseparabile per ascoltare la musica, vedere i film, dialogare al telefono e intrattenerci con i contenuti multimediali, dai gaming fino agli audiolibri e ai corsi in streaming.

In tutto questo tempo, abbiamo apprezzato l’indiscutibile qualità del sistema di riduzione dei rumori di fondo e il comfort. Soprattutto quest’ultimo è l’aspetto che più soddisfa, perché si possono indossare le Elite 85h anche per diverse ore senza risentire della maggior parte dei fastidi delle cuffie “over the ear”, ossia che si appoggiano ai padiglioni ricoprendoli in toto o per la maggior parte della superficie. Tendenzialmente questo design risulta stancante per le orecchie e per la cervicale. Non le Jabra, per merito dei morbidi cuscinetti utilizzati per i padiglioni sovraurali: il materiale e il filling impiegati non infastidiscono la pelle e non creano frizioni. A ciò si aggiunge un peso davvero contenuto delle cuffie nel loro insieme e un archetto di supporto regolabile con sufficiente precisione. Il risultato è una indossabilità non riscontrabile nemmeno su modelli ben più blasonati.

La prova di durata

A ciò si aggiungono alcune finezze, tra cui il rilevamento automatico dell’orecchio: i sensori rilevano quando le Jabra sono indossate e, di conseguenza, attivano la riproduzione o mantengono bloccata la connettività, risparmiando sulla batteria. Ecco, l’autonomia è un altro fondamentale punto di forza delle 85h. Le abbiamo usate su voli intercontinentali per oltre 12 ore senza doverle ricaricare. Con un utilizzo più cittadino si arriva a circa 30 ore di riproduzione prima di collegare l’alimentatore e il cavo Usb-C. Azzeccata la scelta del produttore di ricorrere a una filiera di ricarica ormai consolidata negli smartphone: non è necessario avere con sé un doppio kit.

Rimanendo in tema di qualità costruttiva (elevata, come si può intendere) citiamo anche il trattamento nano-coating delle zone esposte delle Elite, che consentono alle cuffie di resistere agli spruzzi d’acqua, alla pioggia e al sudore, per quanto non siano cuffie dedicate al fitness e all’attività sportiva. Nonostante ciò sono comunque resistenti alla maggior parte delle intemperie in cui si può incappare in un utilizzo quotidiano.

Essendo cuffie Bluetooth 5.1, per quanto si possano anche collegare al jack da 3,5 mm per mezzo del cavo e degli adattatori forniti in dotazione, il loro ambito di utilizzo principale è in mobilità associati a uno smartphone. Se l’abbinamento tra i due dispositivi avviene senza intoppi con Android e iOS, più interessante è espandere l’utilizzo delle Elite attraverso l’applicazione Sound+.

Questa rileva le cuffie in automatico e permette di configurare i livelli di funzionamento del sistema Anc (active noise canceling, ossia cancellazione attiva del rumore). Per inziare ci sono due livelli di operatività: l’eliminazione totale dei disturbi ambientali e la HearThrough, che permette di fare filtrare il parlato e le informazioni uditive principali. Nel primo caso si valorizza al massimo la qualità del sistema Anc di Jabra: preciso, affidabile e capace di migliorare ulteriormente il già ottimo comfort di utilizzo delle 85h. Che hanno il pregio di isolare l’ascoltatore dall’esterno, una soluzione che si apprezza soprattutto negli spostamenti sui mezzi pubblici e in aereo, durante i quali ci si può concentrare sui propri contenuti senza essere annoiati o disturbi. Qualora sia necessario comunque continuare a mantenere un contatto con il mondo esterno, si può attivare la funzione HearThrough che permette di ascoltare qualora ci siano avvisi vocali o persone che intendono interagire.

Le funzioni d’Elite

L’applicazione Sound+ è il vero “cervello” delle Elite 85h, anche perché attivando la funzione SmartSound permette di configurare in automatico lo scenario audio impostando il livello di funzionamento dell’Anc e regolare l’equalizzatore. Qudest’ultimo è sostanzialmente un gadget che non aggiunge nulla all’ottima qualità audio delle cuffie, che restituiscono un sonoro preciso su tutti i toni, separando correttamente alti e bassi ed evitando di schiacciare i medi e il parlato. Il comportamento delle Elite 85h è “piatto”, quindi ideale per chi non apprezza pre-impostazioni quali una eccessiva focalizzazione sui bassi. La precisione acustica è uno dei pregi che più si apprezzano sulle Jabra.

Una volta indossate, inoltre, si scoprono alcune funzioni accessorie. Il padiglione a destra dispone di un bilanciere per il controllo del volume di riproduzione (legato al Bluetooth dello smartphone), mentre i padiglioni hanno due tasti inferiori. Quello di sinistra per attivare l’Anc (non in sinergia con l’app), quello di destra per il sistema di interazione vocale che può essere quello predefinito del sistema operativo (Siri in iOS e Assistente Google in Android) oppure per usare Alexa. Per usare il sistema di Amazon è necessario eseguire il login. Tra le funzioni accessorie offerte dall’app segnaliamo la Find My Jabra, per scoprire l’ultima posizione di utilizzo delle cuffie, e l’aggiornamento del firmware. Ne abbiamo eseguiti tre durante l’utilizzo, ciascuno dei quali ha perfezionato principalmente l’affidabilità di collegamento wireless e il funzionamento di SmartSound.

Valutazione
Jabra Elite 85h