Recensione Huawei Watch GT: lo smartwatch di lunga durata

La migliore scelta fatta da Huawei per questo Watch GT, tra tutte quelle che elenchiamo in questa recensione, è senza dubbio una: utilizzare LiteOS per animare lo smartwatch al posto delle alternative di Google o di altre parti. Il sistema operativo è la chiave di volta di un wearable che ha nella reattività e nella lunga autonomia i due principali elementi di forza.

Aprendo, s’intende solo virtualmente, la cassa da 46 mm del GT (lo spessore è di circa 10,6 mm) si trova un hardware di tutto rispetto. Snoccioliamo i numeri: storage da 128 MB, 16 MB di Ram e processore Arm Cortex-M4. La batteria è da 420 mAh. Il tutto “coperto” dal display Amoled da 1,39″ con risoluzione di 454×454 pixel, equivalenti a una densità di 326 punti per pollice. Il tutto è mosso dal sistema operativo LiteOS.

Questo già consente di comprendere il motivo per cui il Watch GT si fa usare anche per due giorni di uso intenso con connettività Bluetooth sempre attiva con l’app installata sullo smartphone Android e iOS. Oppure, con una sincronizzazione saltuaria con il cellulare, siamo arrivati a circa dieci giorni di utilizzo senza rinunciare alle applicazioni sportive e di fitness.

Hardware bilanciato

Il motivo di tanta longevità è tutto da ricercare nell’invidiabile bilanciamento tra hardware ad alta efficienza energetica, batteria di buona capacità e piattaforma software che non appesantisce eccessivamente il processore. La ricarica attraverso basetta magnetica con porta Usb-C avviene in circa due ore per una ricarica completa ma già in una mezz’ora è possibile ottenere circa il 30%, sufficiente per una sessione di corsa, palestra o per una mezza giornata di impegni lavorativi.

Siamo partiti dall’autonomia perché è l’elemento critico di ogni smartwatch ma la soluzione adottata da Huawei rende il Watch GT (finalmente) un wearable che non fa rimpiangere gli orologi tradizionali pur assicurando tutta la connettività necessaria. Le app installate sul dispositivo supportano tutte le principali attività sportive: corsa di vario genere, camminate, scalate, bicicletta, nuoto e workout indoor (palestra) e outdoor.

Ognuna di queste può essere personalizzata impostando obiettivi e visualizzazioni sul display in occasione dello svolgimento dell’attività stessa. Il Watch GT è inoltre dotato di funzioni integrate per barometro, bussola e Gps, mentre le altre informazioni come meteo e notifiche sono prelevate via Bluetooth dall’app sullo smartphone.

Compatibile Android e iOS

Perché lo smartwatch funzioni a dovere è necessario installare Huawei Wear ed eseguire la prima sincronizzazione, necessaria non solo per aggiornare data e ora ma anche per verificare la presenza di eventuali aggiornamenti e definire le impostazioni di base, tra cui personalizzare l’aspetto del quadrante.

Huawei ha previsto 13 varianti di watch face, selezionabili direttamente anche dal touchscreen del GT. Questo ci porta a dire che le app previste di serie dal brand sono quelle a cui avrete accesso. L’unico difetto della piattaforma proprietaria LiteOS è che non consente di espandere la peraltro ricca raccolta di funzioni previste di serie. Non ci sono optional ma ciò non toglie che il Watch GT offra pieno supporto a ogni esigenza.

Dall’outdoor all’ufficio

Per esempio, dall’app su smartphone è possibile verificare il tracciamento del sonno eseguito in automatico dal Watch. La visualizzazione del grafico è sufficientemente attendibile come linea generale dell’andamento dell’attività di riposo. Il Watch GT è piuttosto preciso nel rilevamento della frequenza cardiaca, merito anche dei quattro sensori inferiori. Mentre è interessante verificare dall’app il riassunto delle attività settimanali: molto spesso si incappa in sorprese sull’effettiva qualità di vita che si sta tenendo.

Se il fitness è l’habitat ideale del Watch GT, Huawei ha anche prestato attenzione all’estetica. Così la cassa è resistente (certificazione IP68 e sopporta immersioni equivalenti a 5 Atm) ed elegante. In connubio con i watch face sembra di avere al polso un orologio di tipo tradizionale. L’estetica convince e piace, perché si presta tanto all’outdoor quanto ad abbinamenti più “ingiachettati” (ambiti nei quali si apprezza la tempestività nelle notifiche). Piace la scelta del vetro opaco, che non mostra le impronte.

L’unico aspetto che richiede un po’ di abitudine è l’utilizzo dell’interfaccia. I due pulsanti consentono di attivare il menu principale e di confermare le scelte della voce selezionata. All’interno dei pannelli ci si muove con le dita attuando le gesture dall’alto verso il basso per visualizzare i comandi contestuali oppure con uno swipe da sinistra a destra per tornare indietro di un passo. Questa commistione tra tasti e touch richiede circa una mezz’ora di apprendistato, prima di orientarsi senza indugi nell’interfaccia essenziale di LiteOS.

ProContro
Autonomia della batteriaNon supporta app di terze parti
Design curatoNon permette i pagamenti contactless
Prezzo equilibrato