Beko

Non poteva capitare occasione migliore per testare a fondo il MateBook D 14: il lockdown. Per oltre 60 giorni abbiamo sfruttato appieno le doti del portentoso notebook di Huawei, capace di sommare ottima portabilità, un ampio schermo (non touch e soprattutto non riflettente) e prestazioni adeguate in ogni ambito. Verrebbe da dire: tutto qui? No, anzi. La vera chicca è rappresentata dall’integrazione nativa tra gli smartphone di Huawei e il MateBook D attraverso la funzione Share One Hop.

Partiamo da quest’ultima perché è uno dei punti chiave differenzianti del portatile rispetto ad altri notebook con Windows, in quanto attraverso la funzione Nfc e la connettività Wi-Fi Direct si crea un vero e proprio ecosistema tra pc e smartphone. L’unico requisito è che entrambi i prodotti siano targati da Huawei. Per il resto, la soluzione studiata dal brand somma in modo quasi perfetto semplicità ed efficacia.

Huawei semplifica il dialogo tra MateBook D e smartphone

In sintesi con Huawei Share One Hop lo smartphone e il MateBook D si scambiano i dati. E’ sufficiente appoggiare il dispositivo mobile (tenendo acceso Wi-Fi, Bluetooth e Nfc) all’adesivo posto proprio di fianco al touchpad del notebook. Si abilita il collegamento tra i due device via Wi-Fi Direct per inviare foto, video e contenuti dallo smartphone. I file ricevuti si salvano sul disco fisso del MateBook: sono una copia di quelli presenti sul cellulare.

Il tutto assume un’importanza ancora maggiore se si considera che la piattaforma software PC Manager di Huawei è possibile abbinare lo smartphone al computer e ottenere una visualizzazione remota di Android sul display del MateBook. Questa funzione permette di gestire da mouse e tastiera il dispositivo mobile, muovendosi all’interno dei menu e utilizzando le app installate. Ma non solo. Emui Desktop, questo il nome del software, consente anche il copia e incolla delle informazioni tra notebook e smartphone come se si operasse su due finestre di Windows. Allo stesso modo, i contenuti (foto, video e documenti) memorizzati sullo smartphone possono essere trasferiti e copiati sul portatile con un drag&drop.

Il livello di sinergia che si crea tra i due dispositivi di Huawei è uno degli elementi chiave che hanno maggiormente convinto, perché finalmente si possono avere interazioni funzionali senza dover ricorrere a cavi e a software di gestione spesso complicati.

Sempre rimanendo in tema di personalizzazione di Windows, dal software proprietario PC Manager di Huawei si possono tenere sotto controllo gli aggiornamenti ai driver e al sistema operativo, oltre a verificare che tutto sia perfettamente funzionante. Nel pannello “I miei servizi” si recuperano utili informazioni sullo stato della garanzia e sul servizi post vendita.

Ergonomia invidiabile con Windows

L’intervento del brand sul sistema operativo di Microsoft si ferma sostanzialmente qui: non è invadente ma aggiunge quanto necessario per completare Windows 10. Huawei ha poi operato sulla parte hardware per restituire all’utente un’esperienza di utilizzo egregia.

Nell’uso lavorativo e personale per oltre due mesi, il MateBook D 14 ci è piaciuto per l’ergonomia e le prestazioni. La tastiera conquista il massimo dei voti fin dal primo tocco. I tasti sono ben posizionati nella loro configurazione a isola e la superficie è generosa; la corsa è precisa e secca. In sostanza è possibile scrivere lungamente con massima soddisfazione e senza affaticare le mani. Il touchpad è preciso e ben dimensionato, due aspetti non così diffusi in notebook di pari posizionamento ma determinanti nell’utilizzo effettivo.

Nel lungo periodo abbiamo apprezzato molto anche il display da 14 pollici. In modo particolare ci ha conquistato il trattamento opaco della superficie protettiva, che assicura una visibilità migliore rispetto ai più scenografici display lucidi. Lo schermo del MateBook D 14 non risente dei riflessi di luce e ha un ottimo angolo di visuale. La risoluzione è “solo” Full HD (1.920×1.080 pixel) ma adeguata per soddisfare qualsiasi esigenza lavorativa, di studio e multimediale (salvo non vogliate trattare file in 4K, nel qual caso vi sarà utile la porta Hdmi integrata per connettere monitor esterni con risoluzione maggiore).

Il display piace anche perché ha le cornici ridotte al minimo indispensabile, perché la webcam è stata spostata sulla tastiera. Più precisamente si trova tra il tasto funzione F6 e quello F7 nasconta in un simil-tasto: quando premuto si solleva a circa 45 gradi e mostra l’occhio della webcam. La qualità video è nella norma, solo bisogna abituarsi all’inquadratura. Sì, perché si viene inquadrati dal basso verso l’alto, non all’altezza occhi. Inoltre, a differenza delle webcam integrate sul bordo del display, non si può regolare l’angolo di inquadratura, che è fisso.

La scelta di installare la webcam in questa posizione, che peraltro rappresenta la firma estetica di Huawei su tutti suoi notebook, è dettata dalla necessità non solo di ridurre visivamente i bordi del display (rapporto schermo/corpo dell’84%) ma anche di migliorare la privacy. La webcam si attiva solo sollevandola, in tutti gli altri casi è come fosse spenta: inquadra la scocca interna nera del portatile.

Qualità costruttiva firmata Huawei

Questa soluzione di design è uno dei tratti distintivi del MateBook D 14, caratterizzato da una solida scocca in lega di alluminio. Risulta solida e non flette in corrispondenza della valva superiore che ricopre il display, a conferma dell’elevato standard di qualità profuso dal brand. Sulle fasce laterali si trovano le porte Usb-C e Usb standard, oltre a quella Hdmi. Huawei ha avuto la geniale idea di ridurre al massimo l’ingombro dell’alimentatore (poco più grande di quello di uno smartphone a ricarica rapida) che sfrutta proprio l’Usb-C per la ricarica della batteria da 56 Wh. L’autonomia è sufficiente per completare le otto ore lavorative standard, nonostante la tastiera retroilluminata.

Non mancano nemmeno il tasto di accensione che integra il lettore biometrico e due speaker precisi da 2 watt per canale, adeguati per l’ambito di utilizzo del notebook. Il tutto in un oggetto che pesa poco meno di 1,5 Kg e ha dimensioni compatte (spessore di circa 1,6 cm), perfetto dunque per essere trasportato.

Proprio in mobilità mostra le altre sue doti: quelle prestazionali. L’unità di storage è di tipo Ssd da 512 GB nominali. Nella configurazione che abbiamo ricevuto in test, pressoché identica a quella disponibile in negozio, lo spazio di memorizzazione è stato suddiviso in due unità da circa 80 GB e 380 GB: sulla prima si trovava Windows 10 e le applicazioni, sul secondo nulla salvo il backup dei software. Nel nostro test abbiamo preferito sommare le due unità in un’unico spazio di memorizzazione utilizzando le risorse di Windows. La logica di Huawei è fornire una unità separata dove salvare i dati: se davvero vi serve questa risorsa, vi bastano e avanzano 100 GB. L’importante è lasciare quanto più spazio possibile per il sistema operativo e i software: gli 80 GB di serie, in effetti, sono il minimo sindacale.

Huawei sceglie Amd

Anche perché l’hardware invita a dare sfoggio della propria creatività. La piattaforma scelta da Huawei è composta dal processore Amd Ryzen 5 3500U a 2,1 GHz con architettura quad core, assistito da 8 GB di Ram e dalla Gpu Amd Radeon Vega 8 a 1,2 GHz (octa core e 1 GB di Ram dedicata).

La Cpu è costruita a 12 nm e ha un Tdp massimo di 15 watt. In condizioni di massima potenza si spinge fino a 3,7 GHz e la temperatura supera di poco i 70 gradi. In questa modalità entrano in funzione la ventola inferiore che sfrutta una heatpipe per dissipare il calore prodotto dall’hardware. Si apprezza il fatto che la rumorsità non è elevata e che, anche in condizioni di pieno carico e regime di funzionamento al limite, la piattaforma di Amd continua a mantenere la sua efficienza di elaborazione senza entrare in protezione termica. Conferma, ancora una volta, delle sagge scelte costruttive compiute da Huawei.

In termini puramente di prestazioni, il MateBook D 14 è perfetto per il montaggio video anche ad alte risoluzioni (l’ideale è Full HD per via del monitor ma non disdegna il 4K) e anche per i giochi, seppure non spingendo al limite massimo il dettaglio grafico e gli effetti 3D. Anche in questo caso, per ottenere la migliore reattività, è consigliabile non superare la risoluzione di 1.920×1.080 pixel.

Valutazione
Huawei MateBook D 14 - 749 euro