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Considerate che in casa la qualità dell’aria può essere da due a cinque volte peggiore rispetto a quella esterna. I motivi sono semplici. Oltre alle polveri che si depositano quando si aprono le finestre, ci sono numerose altre fonti che impattano, dai vapori che si generano in cucina fino ai peli d’animali e agli elementi chimici che si usano per la pulizia delle superfici. Incredibile ma vero: tutti contribuiscono a peggiorare la qualità dell’aria respirata negli ambienti chiusi. La soluzione per filtrare queste particelle è rappresentata da un purificatore d’aria. Come nel caso del modello H-Purifier 700 di Hoover, che abbiamo provato per circa sei mesi anche allo scopo di capire come reagisce il componente fondamentale di questa tipologia di apparecchi: il filtro. E, nel caso di Hoover con H-Purifier 700 (499,99 euro), è uno dei punti di forza e di qualità, insieme alla connettività affidata all’app hOn. Qui di seguito trovate la nostra video recensione, mentre nell’articolo descriviamo la nostra esperienza di utilizzo.

Il filtro di Hoover che fa la differenza

Non è il primo purificatore d’aria che testiamo ma è quello che più ci ha colpito per efficienza ed efficacia. Attivato a inizio febbraio, il dato che emerge nel momento in cui si pubblica questa recensione è questo: il filtro è ancora al 97% della sua efficienza. E abbiamo usato il modello di Hoover quotidianamente, alternando la fase di test in ufficio e a casa per capire il comportamento del dispositivo.

Sì, perché il modello 700 è il top di gamma della serie Hoover H-Purifier e si contraddistingue sia per il generoso filtro suddiviso in tre zone per filtrare in modo ottimale l’aria, sia per la dotazione multi-sensore, con un’apposita zona che analizza l’aria e adegua il comportamento del purificatore in base alle effettive condizioni e necessità. Il purificatore non solo monitora in tempo reale le particelle Pm 10 e Pm 2.5, ma anche gas che derivano da detergenti, solventi chimici, colle, vernici e così via e la temperatura e umidità, oltre alla presenza di monossido di carbonio (CO).

Dal canto suo, il filtro è composto da tre strati così fatti:

  • esterno: funziona come un filtro primario, intercettando le particelle più grandi come peli di animali e polvere;
  • Hepa (H13): rimuove il 99,97% delle particelle di dimensioni fino a 0,3 μm: come pollini, acari della polvere e batteri. Il filtro Hepa è particolarmente importante per catturare micro particelle invisibili come Pm 10 e Pm 2,5. Inoltre, ha un trattamento unico che inibisce i pollini una volta catturati dal filtro, rendendoli innocui e consentendo ai soggetti allergici di pulire il filtro in completa sicurezza;
  • ai carboni attivi: il terzo strato disattiva i gas nocivi e gli odori. È composto da carboni attivi che, grazie alla loro porosità, assorbono odori, fumi, fumo di sigaretta (anche quella elettronica), NO2 (biossido di azoto) e Composti Organici Volatili (VOC).

Proprio questa capacità di adattarsi è uno dei punti di forza del 700. Per esempio, il pannello di controllo rotondo integrato nella parte superiore è contornato da una ghiera a led che si illumina in verde, giallo, arancione e rosso a seconda della qualità rilevata dell’aria nella stanza. Attivando la modalità automatica, H-Purifier 700 regola automaticamente le ventole del sistema di filtrazione che è composto dal motore nella sezione bianca e dal filtro, che occupa tutta la parte inferiore di colore argento.

Grazie al funzionamento automatico si lascia il dispositivo nella massima libertà di adeguarsi alla situazione effettiva della stanza, così che sia sempre ottimamente bilanciato il consumo energetico e il rumore prodotto. È la modalità che abbiamo prediletto perché fonda sull’intelligenza artificiale del H-Purifier 700 per adeguare la filtrazione e per avere costantemente la stanza con un’aria “leggera”. Ed è questo il risultato che davvero si percepisce: un’aria più fresca e pulita, tanto da ridurre drasticamente, se non addirittura azzerare, i fastidi dovuti alle forme di allergia da inalazioni di pollini, polvere, vapori e così via.

hOn, l’applicazione “tuttofare”

Per avere un’idea ancora maggiore della qualità dell’aria basta connettere l’applicazione hOn compatibile per Android e iOS. L’abbinamento tra dispositivo mobile e purificatore è affidato al QR Code applicato all’interno del vano per il filtro. Basta inquadrarlo dall’app per accoppiare i device e perfezionare il collegamento dell’H-Purifier 700 alla rete Wi-Fi (opera su wireless Lan a 2,4 GHz). In una manciata di minuti, l’applicazione può gestire in toto il purificatore.

E così si scopre che Hoover, afferente al brand Haier (e l’app hOn è comune a tutti i prodotti IoT del gruppo), ha ideato l’indice Aqi per identificare la qualità dell’aria della stanza. Anche in questo caso, il codice colori è verde, giallo, arancione e rosso per determinare il livello di salubrità. Aqi è registrato in tempo reale e l’app hOn provvede a mantenere lo storico così da mostrare sia l’andamento nel tempo della qualità dell’aria in casa, sia per migliorare il funzionamento del purificatore che può evolvere nella sua efficacia nel tempo.

L’app inoltre permette di definire un profilo allergenico, ancora una volta per ottimizzare il funzionamento del purificatore al fine di operare con maggiore intensità sulla filtrazione di alcuni elementi, per esempio il pelo di animali domestici. Non solo, hOn mostra anche lo stato di manutenzione del H-Purifier 700, indicando lo stato di usura del filtro, e aiuta a risolvere eventuali problemi con la funzione di supporto.

Essendo il purificatore di Hoover un dispositivo IoT ed essendo l’app hOn pensata per la gestione da smartphone del H-Purifier 700, non mancano le funzioni di accensione, spegnimento e controllo delle funzioni di base.

Le stesse che sono replicate anche sul display e che si dividono sostanzialmente in tre insiemi: modalità di funzionamento del purificatore, gestione delle funzioni aggiuntive, impostazioni d’uso.

Nel primo insieme rientrano le modalità di purificazione. Dell’automatica abbiamo già detto. La massima, per fare funzionare il purificatore a piena potenza al fine di velocizzare la pulizia dell’aria o per rimuovere velocemente elementi fastidiosi (il fumo di sigaretta o gli odori del cibo). La modalità sonno invece riduce al massimo il rumore ma senza penalizzare la qualità di purificazione. Queste sono integrate dall’allerta pollini, che opera per neutralizzare con maggiore efficacia gli allergeni di questo tipo.

Sono di pregio le funzioni aggiuntive offerte dal H-Purifier 700. A iniziare dall’umidificatore per mantenere il livello di umidità dell’aria su tre valori: 40%, 55% e 70%. Sul retro il purificatore ospita il serbatoio dell’acqua rimovibile che permette di sostenere questa funzione. L’altra che contribuisce a mantenere alta la qualità dell’aria è rappresentata dal diffusore. Nella parte superiore, proprio di fianco al generoso sbocco della ventola che genera un effetto di rotazione dell’aria al fine di garantire la migliore areazione del locale, si trova il vano dove inserire i flaconi per il diffusore.

Hoover permette di inserire due tipologie di prodotto: H-Biotics, una miscela a base di probiotici che permette di inibire la proliferazione di microbi e batteri sulle superfici; H-Essence, a base di oli essenziali per profumare l’aria. Durante l’utilizzo, si percepisce chiaramente l’apporto dell’uno o dell’altro elemento sia per via del profumo, sia perché la gestione non è intrusiva ma sempre delicata e gradevole.

Infine, sul pannello ci sono una serie di icone che permettono di adattare il funzionamento del purificatore. Tra queste citiamo il controllo della luminosità del display e della cornice colorata su tre livelli e il blocco dei bambini. L’icona a forma di onde va invece usata per attivare o disattivare la connettività con l’app. C’è poi un led con indicato nei pressi la dicitura CO. Si tratta del sensore per il monitoraggio attivo della presenza di monossido di carbonio. Questo può provenire dai processi di combustione come quelli originati da stufe, piani cottura e cucine. Il Sensore CO avvisa sempre con un segnale acustico e visivo e con una notifica sull’app hOn. Interessante che tutte queste funzioni sono anche gestibili dall’applicazione, per avere un controllo completo del H-Purifier 700 in qualsiasi momento.

Sei mesi con Hoover H-Purifier 700

Oltre all’efficienza di utilizzo del filtro, che in sei mesi è ampiamente superiore al 90%, quello che ci è piaciuto in modo particolare è la completezza delle funzioni offerte dal modello 700 della gamma di purificatori di Hoover. Riassume in sé sia il concetto di filtrazione, sia di miglioramento dell’aria respirata in casa (con umidificazione e diffusore, oltre che di analisi in tempo reale).

Bello il design, che ben si intona a qualsiasi ambiente. Il peso di circa 10 Kg permette di spostarlo con una certa maneggevolezza. Le dimensioni sono di 317x280x745 mm, mentre il cavo di alimentazione è lungo circa 2 metri. La ventola assicura un flusso pari a 330 metri cubi per ora, che rende H-Purifier 700 adatto ad ambienti con superficie fino a 110 mq. La purificazione in condizioni normali di una stanza di circa 30 mq ha richiesto una decina di minuti. Abbiamo poi provveduto a eseguire il test nella medesima stanza dopo aver cucinato, passato lo straccio con candeggina, fumato e aperto la finestra: la pulizia totale ha impiegato una dozzina di minuti.

Ma il dato più interessante, perché empirico e personale, è stato che in soggiorno con tappeti, divano e cuscini che a chi vi scrive hanno sempre generato un fastidio per via dell’allergia alla polvere, è stato sufficiente fare operare l’Hoover H-Purifier 700 per alcuni minuti per non ricorrere alla pastiglia di antistaminico.

La possibilità di gestire tutto via app è una grande comodità, perché si controlla il purificatore senza rinunciare alla comodità o senza spostarsi dal luogo in cui ci si trova.

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Hoover H-Purifier 700