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Curate, performanti ed economiche. Le cuffie gaming firmate da White Shark sommano tutte le caratteristiche fondanti per dotarsi di un sistema audio personale che offrano performance sonore di buon livello senza impattare eccessivamente sulla finanza personale. Anzi, la qualità costruttiva è degna di prodotti di fascia di prezzo ben più alta. Le due cuffie “gemelle”, seppure diverse, prendono il nome di White Shark Panther (14,90 euro) e di White Shark Jaguar 7.1 (29,90 euro) e sono distribuite in Italia da Db-Line.

La principale differenza tra le due è ben visibile fin dal nome: le Jaguar riproducono un audio 7.1 e, per sostenere questa emulazione sonora, prevedono un connettore Usb 2.0 da collegare alla corrispondente porta sul pc. Il generoso cavo provvede anche ad alimentare le cuffie, con i led bianchi scenografici che illuminano la parte alta del padiglione nei pressi dell’aggancio dell’archetto di appoggio alla testa. Lo streaming del segnale sonoro è elaborato dal sistema operativo (Windows 10 nel nostro caso ma sono anche compatibili con macOS e la Playstation 4) e la separazione dei canali avviene in digitale con un posizionamento in sorround piuttosto preciso.

L’audio 7.1 al servizio del gaming

La Jaguar è riconosciuta in automatico dall’Os e configurata in modo ottimale, tale da fare apprezzare fin dal primo gameplay il buon posizionamento 7.1. Soprattutto nei giochi con taglio “sparatutto” in prima persona si ottiene un precisa dislocazione dell’effetto sonoro: alle spalle, ai lati o frontale, con conseguente decisione strategica di come muoversi. Il 7.1 convince anche in virtù della generosa capsula auricolare che integra uno speaker da 50 mm di diametro. Questa ampia sezione e il cuscinetto morbido che si appoggia sopra l’orecchio assicurano un’ottima vestibilità e un comfort elevato anche per lunghi sessioni di gioco.

Non manca nemmeno il microfono, integrato nel padiglione sinistro all’interno di un segmento fisso, non snodabile. Seppure la posizione del microfono non sia regolabile, la sensiblità è egregia e permette di dialogare tanto durante il gioco quanto in occasione di videochiamate e meeting virtuali.

La Jaguar 7.1 consta anche di alcune chicche, tra cui il volume regolabile con potenziometro che si somma a quello predefinito del computer o della console. In pratica si hanno due volumi: uno gestibile dalla rotella meccanica nella parte posteriore del padilgione sinistro; l’altro software attraverso il sistema operativo. Questo consente di ottenere una precisa regolazione degli effetti sonori. E, ancora di più, permette di apprezzare il potente suono dei driver, capaci di restituire un’ottima esperienza musicale e multimediale.

Sì, perché pur essendo nate per i goichi, le cuffie di White Shark ben si prestano anche per l’ascolto di musica e film. In quest’ultimo caso il supporto surround delle Jaguar è il viatico per ottenere una buona “spazializzazione” degli effetti cinematografici ad alto impatto. Dal canto loro, le Panther non hanno il supporto 7.1 ma propongono i medesimi driver da 50 millimetri, con risultati altrettanto egregi.

Whiteshark Panther: approccio classico al gaming

Le Panther adottano soluzioni più collaudate, per fare la felicità di chi predilige il connettore analogico. Si collegano infatti attraverso il doppio jack da 3,5 mm per alimentare le cuffie e il microfono. Sul computer servono dunque gli ingressi sdoppiati, perché senza collegare l’apposito jack il microfono rimane spento. Rimanendo in tema, il microfono è integrato in un braccio agganciato al padiglione sinistro che ruota sull’asse di innesto. Ciò permette di posizionare in modo piuttosto preciso il satellite rispetto alla bocca.

Anche le Panther confermano l’ottima qualità costruttiva profusa da White Shark in un design meno estremo, più sobrio, ma comunque mantenendo ottimi livelli di ergonomia e comodità di utilizzo. Il comfort è anche derivato dalle superfici morbide in materiale sintetico che ricoprono i padiglioni e l’archetto singolo di appoggio alla testa. Le Panther hanno un archetto regolabile a mano, a differenza delle Jaguar 7.1 che si affida a tiranti elastici che si adattano alla conformazione della testa.

Come detto le Panther seguono un percoso più tradizionale ma assicurano una resa acustica di ottimo livello sia per il gaming sia per la riproduzione audio e multimediale. E, in virtù dell’abinamento neutro dei colori, non sfigurano nemmeno per le videochiamate più professionali. Anche sulle Panther è previsto il regolatore del volume affidato al potenziomentro integrato nel modulo rotondo sul cavo di collegamento audio.

Il tutto con un ulteriore vantaggio offerto da entrambi i modelli di White Shark: un cavo di collegamento sufficientemente lungo per evitare qualsiasi scomodità. Nel dettaglio pari a 2,3 metri per le Jaguar e a 2,2 metri per le Panther.

Valutazione
Whiteshark Jaguar 7.1 e Panther