Stiamo usando le Apple AirPods e le Samsung Galaxy Buds da quasi un mese ed è tempo di trarre alcune considerazioni destinate a chi sta meditando di acquistare un paio di auricolari wireless. Facendo però una premessa: le AirPods vantano ormai circa due anni di anzianità e sono sostanzialmente la prima generazione degli auricolari Bluetooth di Apple, con design e indossabilità ereditate dagli auricolari standard che accompagnano gli iPhone.

Le Galaxy Buds, invece, sono alla loro seconda generazione e possono già vantare alcuni perfezionamenti attuati soprattutto con la versione presentata in occasione del Galaxy Unpacked 2019, che si è tenuto il 20 febbraio. Le stiamo utilizzando da questa data, in abbinata con le AirPods.

Sì, perché c’è una prima grande differenza da fare tra le due cuffie. Se gli auricolari Bluetooth di Samsung sono compatibili con Android e iOS, quelli di Apple sono configurabili in modo indolore solo con iPhone, iPad e Mac. Certo, ci sono anche le app per Android ma la procedura è così macchinosa e farraginosa che non consigliamo.

Compatibilità: vincono a mani basse le Galaxy Buds, in quanto auricolari standard Bluetooth.

Installazione

Facendo seguito al ragionamento precedente, l’installazione su iOS delle AirPods è di una semplicità disarmante. Una volta cariche, è sufficiente attivare il Bluetooth sull’iPhone, premere il tastino sul dorso, aprire la capsula che le contiene e vedere comparire sul display la richiesta di abbinamento. Gli auricolari, inoltre, sono abbinati all’account iTunes quindi sono già pronti all’utilizzo anche su altri dispositivi di Apple.

Per usarli, una volta acceso il Bluetooth, è sufficiente aprire la capsula che li tiene carichi e vedere il pannello bianco che ne indica l’autonomia residua e l’avvenuto abbinamento.

La procedura di setup dei Galaxy Buds è leggermente più laboriosa. Con i Samsung Galaxy è sufficiente attivare il Bluetooth e fare ricorso al pannello SmarThings per effettuare l’abbinamento. Sugli smartphone della serie Galaxy, è bene dirlo, le Buds hanno un setup e un utilizzo molto più naturale perché le risorse per il loro funzionamento sono già incluse nella personalizzazione di Android.

Con gli altri smartphone, è necessario scaricare l’app accessoria Samsung Wear ed eseguire l’abbinamento via Bluetooth. In entrambi i casi avviene il download automatico del plug-in che consente di gestire le funzioni delle Buds.

Una volta configurate, i successivi collegamenti tra smartphone e Buds sono automatici: basta aprire l’alloggiamento che le contiene e indossarle per essere già operativi. La medesima procedura è replicabile in iOS.

Installazione: sostanziale pareggio.

App

La configurazione delle AirPods è praticamente nulla. Non ci sono pannelli o menu di configurazione. iOS le gestisce come auricolari solo via Bluetooth. Certo, il fatto che siano già pronte all’uso su tutti gli altri dispositivi con la Mela morsicata è un vantaggio non indifferente.

Più articolate le possibilità offerte dall’app per le Buds perché offre un elevato numero di opzioni di personalizzazione. A iniziare dall’equalizzatore che consente di modulare la resa acustica sulla base delle preferenze, alla gestione dei comandi a tocco sulla parte laterale sensibile al tocco degli auricolari (attivazione comandi vocali, volume e messa in pausa), fino all’attivazione del suono ambientale, che permette alle Buds di fare da eco con le voci e i suoni esterni così da non isolare completamente l’ascoltatore.

Nel corso dell’utilizzo abbiamo ricevuto tre aggiornamenti software delle Buds, ciascuno dei quali ha migliorato sostanzialmente la stabilità della connettività Bluetooth. Consigliamo a questo proposito uno smartphone con almeno 4 GB di Ram per supportare al meglio soprattutto la riproduzione dei file audio in alta qualità.

App: le Buds vincono

Ergonomia

Le AirPods hanno una indossabilità paragonabile a quella delle classiche auricolari per iPhone. Tendono a essere appoggiate all’orecchio ma non agganciate eppure difficilmente cadono perché hanno una sagomatura perfettamente ergonomica. Anche quando si corre mantengono la loro posizione. E poi è particolarmente azzeccato il meccanismo secondo cui togliendo una auricolare, la riproduzione musicale è in stop finché la AirPods non torna al suo posto.

Le Buds sono di tipo in-ear con silicone da inserire nel cavo auricolare e padiglione sufficientemente grande da appoggiarsi all’interno dell’orecchio: impossibile perderle. Inoltre questo sistema attua un efficace isolamento dall’esterno, a tutto vantaggio della riproduzione musicale. Come detto, il lato esposto è sensibile al tocco per alcuni comandi di base. Tuttavia, per chi non è abituato alle in-ear, le Buds possono risultare leggermente invasive.

Ergonomia: pari

Qualità sonora

Le Buds assicurano un’esperienza musicale migliore rispetto alle AirPods. Il merito va al tipo di vestibilità che pone la capsula auricolare all’interno del condotto uditivo e non appoggiata all’orecchio. Questo permette alla musica di esprimersi al massimo senza interferenze da rumori esterni.

Non solo. Le Buds assicurano un suono più corposo e definito, grazie anche all’equalizzazione software. Mentre le AirPods tendono a diventare metalliche con la musica al massimo volume.

Nel complesso il bouquet sonoro delle Galaxy Buds è più convincente e inciso, con una chiara predilezione sui bassi; mentre le AirPods sono più precise nella separazione dei singoli elementi.

Spostando l’attenzione al reparto telefonico, le due cuffie sono sostanzialmente equivalenti, anche se in locali rumorosi con le Buds bisogna alzare la voce rispetto alle AirPods perché il microfono è più lontano dalla bocca e risente del rumore ambientale.

Autonomia

Le Buds sono durate circa 6 ore a cui sommano le 13 ore offerte dalla batteria nella basetta di ricarica. Le AirPods si sono esaurite in meno di cinque ore, cui si aggiungono le oltre 20 ore della capsula che le ricarica. Eccellente in entrambi i casi.

Le Galaxy Buds hanno uno spicco in più: la basetta si ricarica via wireless, quindi si può appoggiare a una basetta standard o a un Galaxy S10. Sembra poco ma è di una comodità senza pari.

Quale scegliere: Galaxy Buds

Le Samsung Galaxy Buds ci hanno conquistato per qualità audio, semplicità ed ergonomia. Certo, non hanno alcune funzioni uniche delle AirPods (togliendo l’auricolare la musica va in stop) ma il pacchetto complessivo è più convincente.