La rincorsa è stata così lunga che il salto non poteva deludere: Samsung ha mostrato lo smartphone pieghevole in anteprima, come promesso, alla Developer Conference 2018. Sono settimane che l’azienda coreana attrae l’attenzione in modo volontario o meno su questo dispositivo mobile che sarà il suo cavallo di battaglia per il 2019. Nel frattempo ci pensa Justin Denison, Senior vice presidente della divisione mobile di Samsung, a mostrare in diretta mondiale il primo smartphone con Infinity Flex Display, che è il vero protagonista di questa dimostrazione ancora in fase prototipale.

In realtà sono due le notizie che ha sommato in sè il manager impugnando il prototipo di smartphone con lo schermo flessibile: lo stato di maturazione della tecnologia, ormai prossima alla fase commerciale, e l’interfaccia di utilizzo che subisce un cambiamento radicale rispetto a quanto siamo abituati.

Sì, perché il display Infinity Flex si piega in senso verticale dando vita a un vero e proprio simil-tablet. La valva esterna ospita comunque un touchscreen classico per interagire con Android anche quando il dispositivo è chiuso. E proprio sul sistema operativo puntiamo l’accento, perché lo smartphone pieghevole non può esistere senza la partnership con Google. Quest’ultima ha annunciato, quasi in contemporanea con Samsung, che Android sarà ottimizzato per i display pieghevoli.

L’Os potrà sfruttare lo sviluppo in senso orizzontale del display e avrà una serie di animazioni e funzioni legate proprio al meccanismo di apertura così da mantenere coerenza nelle due modalità: chiuso e aperto. Il supporto nativo è anche indirizzato a eliminare problemi di funzionamento con le app e a eliminare la frammentazione eventualmente causata dalle aggiunte proprietarie sviluppate dai singoli produttori per supportare lo schermo pieghevole.

L’importanza del display flessibile in questo momento di mercato forse caratterizzato da una eccessiva omologazione di formati e design si riassume nella celerità con cui Google si sta già preparando a ottimizzare Android per questo nuovo genere di dispositivi mobili, mentre allo stato attuale il sistema operativo non è ancora in grado di gestire in modo ottimale il notch (a eccezione del Pixel 3 XL, non a caso prodotto da Big G). Tanto basta a descrivere la magnitudo dell’annuncio di Samsung e la vicinanza commerciale di questi prodotti.

In termini più tecnici, l’Infinity Flex Display è una evoluzione dei SuperAmoled: da aperto arriva a fornire una diagonale di 7,3″, mentre da chiuso è disponibile un pannello esterno da circa 5″. Il principale elemento di design riguardante il prototipo mostrato da DJ Koh riguarda lo spessore: è chiaramente ancora da affinare l’ingombro definitivo dello smartphone.

Piuttosto matura è risultata l’interfaccia, capace di sfruttare appieno l’ampia area disponibile. Interessante la funzione Multi Active Window: si potranno gestire fino a tre app in contemporanea, in misura simile a quanto avviene sui computer. Questo potrebbe essere una rivoluzione ed è proprio dove si concentra maggiormente la partnership tra Google e Samsung.

Samsung, parla D.J. Koh: “Abbiamo bisogno dello smartphone pieghevole”