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Di questi giorni l’analisi pubblicata dall’istituto statunitense Cirp (Consumer Intelligence Research Partners) in merito alla comparazione dei risultati di vendita degli iPhone dal 2014 a oggi. Si tratta, nella fattispecie, della segmentazione nell’apporto a quantità di ogni singolo modello. Il grafico è interessante e lo riproponiamo in questa pagina, perché ha dato vita a una serie di opinioni a volte fuorvianti, nel caso peggiore raffazzonate e frettolose. Il fatto è che nei primi trenta giorni di vendita dell’iPhone X, questo modello è arrivato a incidere per il 30% sul totale delle vendite di iPhone.

iphonex

Un caso di successo, un risultato eccezionale.

Innanzitutto perché la somma degli altri due modelli (iPhone 8 e 8 Plus) incide per il 40%, mentre il restante 30% è suddiviso fra vari segmenti di iPhone 5, 6 e 7. Ciò che ha portato fuori strada le analisi che si sono fatte spazio in questi giorni è il paragone con le vendite dei tre anni precedenti. Per esempio, nel 2016 la somma di iPhone 7 e 7 Plus pesava per il 70%. Nel 2015 una quota simile era occupata dai precedenti modelli 6s per non parlare del 2014 quando la generazione 6 occupava quasi il 90% dei volumi.

Cosa è cambiato? Tutto.

E questo rende fragili le analisi pessimistiche e poco oggettive lette nei giorni precedenti. Per prima cosa, dal 2014 a oggi la concorrenza si è moltiplicata e rafforzata e il consumatore è cambiato. Ma questi sono fattori esogeni che hanno impattato su ogni brand della telefonia mobile. Di fatto, però, hanno inciso in modo determinante sul product mix e sui posizionamenti. Ciò che Apple ha modificato radicalmente è la gamma offerta. Dal 2014 a oggi si sono moltiplicate le varianti di iPhone in commercio al fine di rispondere alle suddette leve di mercato, alla concorrenza e alle necessità di investimento dei consumatori.

Non basta dire: l’iPhone X vende meno delle generazioni precedenti. È semplicistico e superficiale, quasi pretestuoso. Meglio sarebbe spiegare: Apple ha aumentato il numero di modelli in commercio, che si sono affiancati ai top di gamma di nuova generazione e hanno segmentato la propensione di acquisto dei clienti finali; nonostante questo lo smartphone più costoso oggi disponibile a scaffale è comunque capace di ottenere un 30% di vendite ed essere, di fatto, l’iPhone più venduto oggi.

Nel frattempo, aggiungiamo anche che le unità complessive vendute per trimeste da Apple dal 2014 a oggi è aumentato costantemente. Il 30% di 50 milioni di pezzi è ben inferiore rispetto alla stessa quota percentuale di oltre 70 milioni di unità. Dopodiché, il fattore da considerare riguarda le aspettative di vendita dell’iPhone X. Ma su questi dati relativi si dovranno aspettare le stime ufficiali di Apple. Infine, se si considera che quest’anno per la prima volta i flagship sono stati tre e hanno dovuto fronteggiare la concorrenza interna di altri 5 modelli, va da sè che hanno comunque ottenuto una quota complessiva del 70%. Perfettamente in linea con gli anni precedenti nonostante la minore scelta di iPhone a catalogo. Certo il 2014 rimane un anno particolare per via del cambio di design, di prestazioni e di formato. Inoltre, il 2014 è stato l’anno del poco fortunato e molto sottostimato Samsung Galaxy S5. Anche questo approccio virato all’alta tecnologia ha giocato a favore tre anni fa…

 

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