L’audio in mobilità si è rapidamente spostato dagli auricolari cablati a quelli wireless. O, come si chiamano oggi, True Wireless, perché connettività, ricarica e gestione avviene esclusivamente via Bluetooth. C’è da tenere in considerazione che la progressiva sparizione dei jack audio da 3,5 mm dagli smartphone ha velocizzato la transizione verso il wireless. Il “senza fili” non basta più, come spiega Qualcomm nel briefing a porte chiuse dedicato alle nuove soluzioni per l’audio, e l’utente è alla continua ricerca di una esperienza musicale di alta qualità. La resa audio elevata contende al comfort la priorità nei confronti dei consumatori: sono sullo stesso piano, mentre la durata della batteria è un risultato tecnologico perseguito dai produttori.

Il fatto è che le persone si sono abituate a usare gli auricolari true wireless ovunque e in qualsiasi contesto, anche in ambienti rumorosi o in situazioni “estreme” come lo sport. Questo incide nel cambiamento delle esigenze, perché il sistema di riduzione dei rumori di fondo e gli assistenti vocali attivabili con un “tap” sono diventati standard di fatto.

A ciò si aggiunge la continua ricerca di una sempre maggiore efficienza di trasmissione via Bluetooth. Come spiega Qualcomm, si tratta di assicurare la qualità sonora migliore mantenendo alta l’autonomia sia del dispositivo mobile, sia dell’auricolare stesso. La soluzione migliore individuata dall’azienda californiana consiste nel gestire in modo separato i due auricolari (peraltro soluzione già adottata da altri brand, come Huawei) al fine di modulare correttamente il flusso di dati e l’utilizzo del microfono (se quello destro o sinistro) in accordo con l’ambiente.

I nuovi Soc dedicati firmati da Qualcomm

Lo stereo è dunque comandato dal Soc (System-on-chip) integrato su ciascun auricolare. Qui entra in gioco in modo determinante Qualcomm con i nuovi chip Qcc514X (fascia premium) e Qcc304X (fascia media) studiati per attivare gli auricolari true wireless del prossimo futuro e compatibili con la tecnologia TrueWireless Mirroring, che gestisce i due elementi in modo indipendente.

Uno dei punti di forza di questi Soc è rappresentato dal sistema di riduzione del rumore (Anc) perché si affida esclusivamente alle capacità del chip integrato nei due auricolari. Non si affida dunque a risorse esterne che operano in sinergia, per esempio il processore dello smartphone, riducendo così il traffico dati che passa sul Bluetooth e incrementando l’efficienza operativa. I Soc di Qualcomm hanno già una serie di profili tipici predefiniti che individuano la modalità ottimale di funzionamento del sistema Anc. La selezione avviene in automatico per adattare le cuffie allo scenario effettivo, vale a dire che non si opera attraverso una regolazione software, come avviene per in molti casi per le cuffie wireless che si collegano allo smartphone.

Allo stesso modo, essendo le due auricolari indipendenti, durante la telefonata il SoC di Qualcomm provvede a spostare l’utilizzo del microfono dall’una all’altra, al fine di massimizzare la resa acustica per l’interlocutore.

Il tutto avviene mantenendo bassi i consumi: con una batteria da 65 mAh (uno standard tra gli auricolari wireless in commercio), si ottengono oltre 13 ore di autonomia in riproduzione musicale mantenendo attivo il sistema di riduzione dei rumori.

Il ruolo degli assistenti vocali

L’altro fronte di interazione attivato da Qualcomm è costituito dagli assistenti vocali. Per le auricolari true wireless che saranno affidate al Qcc304X basterà fare tap sul tasto o sulla zona sensibile della cuffia per attivare la modalità di comandi a voce. Nel caso dei modelli con il Soc top di gamma Qcc514X è sufficiente pronunciare la parola chiave (wake word) per attivare l’interazione.

Il terzo è ultimo fronte su cui si muove Qualcomm è la qualità audio. Oltre a consigliare ai produttori di smartphone e di sistemi operativi (Apple e Google) di continuare a investire sul protocollo proprietario AptX (considerato il migliore per efficienza e resa acustica), l’azienda si è prodigata con la tecnologia TrueWireless Mirroring. Di fatto ciascun auricolare è collegato via Bluetooth in modo indipendente, così da adattare l’utilizzo e la riproduzione in tempo reale sulla base dell’uso effettivo da parte dell’utente.

Per esempio, togliendo un auricolare dall’orecchio, il Soc di Qualcomm provvede a convogliare in toto la comunicazione via Blueooth all’auricolare rimasto operativo, al fine di evitare interruzioni anche momentanee. Allo stesso modo, in condizioni di chiamata vocale o rumori di fondo, l’utilizzo flessibile dei due auricolari permette di ottenere la massima efficienza della risorsa chiave: la connettività wireless, senza incrementare inutilmente i dati trasferiti e riducendo così l’impatto energetico complessivo.

Alla resa dei conti, Qualcomm con i nuovi Soc Qcc514X e Qcc304X punta a sostenere l’evoluzione del mercato degli auricolari true wireless mettendo a disposizione chip che soddisfino le crescenti esigenze degli utenti. Utenti che cercano non solo la migliore qualità audio possibile, ma anche il massimo comfort in ogni occasione di utilizzo grazie a design sofisticati, una durata della batteria sempre migliore e una integrazione semplice, veloce e affidabile con i dispositivi personali.