I caricabatterie portatili, noti anche come power bank, sono batterie esterne capaci di fornire energia dove e quando lo vogliamo. Il loro funzionamento è abbastanza semplice, basta accenderlo e collegarlo al dispositivo da ricaricare.

È un gadget molto utile per tutti, perché sebbene associamo il loro utilizzo con gli smartphone, servono anche per ricaricare auricolari Bluetooth, casse, AirPods, smartband, smartwatch, tablet, portatili e -quasi- tutto ciò che puoi immaginare.

Inoltre, il mercato dei power bank è ampissimo, infatti, esistono tanti modelli che risulta molto complicato sceglierne uno, perché la varietà non è solo una questione di stile, ma anche di tecnologie, capacità, tipo di porte incluse, funzionalità extra…

Proprio per questo oggi vi daremo alcuni consigli per rendere più semplice la scelta di un power bank… iniziamo!

Rapporto capacità/dimensioni/peso e l’importanza dell’efficienza

Sembra abbastanza logico e semplice da capire: più capacità è uguale a più peso e più dimensioni. Ma questo significa che un power bank da 20000 mAh è migliore rispetto a uno da 10000 mAh? Facciamo un pensierino su questo.

La prima cosa che dobbiamo avere in considerazione è che la capacità viene misurata in milliampereora (meglio noti come mAh) e che quella annunciata dai marchi nella confezione non è reale.

E allora? Tranquilli, non si tratta di una semplice manovra dei brand ma di efficienza: gli apparecchi elettronici hanno circuiti elettronici che realizzano i processi necessari per funzionare il prodotto correttamente, in questo caso, indicare al power bank che deve ricaricare il dispositivo collegato.

Questi processi hanno anche loro bisogno di energia, e questa energia, nel caso dei power bank, significa che arriva meno energia al dispositivo che si sta ricaricando perché parte di essa si perde in forma di calore, se il circuito è più efficiente, invece, si perde minor energia, in altre parole, è più efficiente.

E perché è importante? Se il power bank è più efficiente, la sua capacità reale diventa maggiore e, pertanto, fornisce più energia.

Vediamolo attraverso un esempio grazie ai test realizzati da PowerBank20 su tantissimi modelli presenti su Amazon, un sito che ha pubblicato i risultati ed elaborato varie grafiche per gli utenti per poter mettere a confronto i diversi modelli, in questo caso vediamo quale fornisce più energia:

Tutti i power bank da 10000 mAh hanno -più o meno- la stessa energia ma fornisce più energia (grazie alla sua efficienza) il modello ID1001 del marchio Aideaz rispetto a quello Okzu C1001.

In altre parole, un power bank da 10000 mAh con un’efficienza da 90% ha una capacità reale da 9000 mAh, invece uno con un’efficienza da 80% ha una capacità reale da 8000 mAh.

Tornando al rapporto dimensioni/peso, non sempre le dimensioni saranno le stesse, perché dipende dalle batterie con cui è costruito il power bank. Le batterie agli ioni di litio sono ideali per i power bank a rossetto, quelle LiPo, d’altronde, sono ideali per i modelli ultra-slim.

Esistono power bank di tutti tipi: a rossetto (sn.) o come una carta di credito (dx.)

E ora, tornando alla domanda iniziale, sì, è vero che un power bank più grande fornisce più energia e ha varie uscite, ma deve anche adeguarsi a te e alle tue necessità, siete in due? Allora deve adeguarsi alle vostre necessità e non di più! Soprattutto se lo utilizzerete ogni tanto.

Quick Charge e Power Delivery: alleati veloci ⚡

Le tecnologie di ricarica rapida sono ormai presenti nella maggior parte degli smartphone, basta pensare che quasi tutti modelli presentati poco fa hanno presente questa caratteristica, come il Xiaomi Mi Note 10, il quale si ricarica a 30W.

Se acquisti un power bank che non abbia questa caratteristica, allora il Mi Note 10 -mettendo questo come esempio- non potrà ricaricarsi velocemente, e si ricaricherà a soli 10W. E pensa che una batteria da 5000 mAh a 10W ci mette più di 2 ore e mezza…

Ma i vantaggi non sono solo in uscita: un power bank con tecnologia PD o QC in ingresso può dimezzare facilmente il proprio tempo di ricarica, magari non è molto per 5000 mAh o 10000 mAh, ma per 20000 mAh passare da 8 a 3 o 4 ore è più che bene.

Non ci credi? Grazie ai test realizzati da Powerbank20 puoi mettere -tu stesso- a confronto diversi modelli e i vari metodi di ricarica di uno o vari power bank:

Tempo di ricarica del power bank BlitzWolf BW-P8: PD (sopra) vs Standard (sotto)

Mettendo a confronto i tempi, vediamo come il tempo di ricarica con PD (Power Delivery) è nettamente inferiore a quella standard, infatti, è meno della metà.

Power bank tra le varietà di porte: quale mi serve?

Le porte tradizionali sono le seguenti:

USB-A: conosciuta anche come porta USB, è la porta tradizionale per qualsiasi apparecchio elettronico.
Micro USB: è stata la porta regnante prima della comparsa della porta tipo C negli smartphone e tablet. Ancora oggi molti modelli utilizzano questa porta.

A queste va aggiunta la porta USB-C: vuole diventare la porta universale per eccellenza (eccetto per gli iPhone, insistono ancora con la porta Lightning!), è capace di ammettere potenze incredibili (fino a 100W!) e non serve solo per ricaricare dispositivi, serve anche per audio/video e trasferimento dati.

È proprio per questo che non solo gli smartphone o tablet hanno questa porta, anche i computer portatili possono ricaricarsi con questa porta, comunque, anche i portatili vecchi hanno bisogno di energia, motivo per il quale molti power bank includono la porta DC, assieme ai vari adattatori.

Alcuni power bank includono anche la presa AC, come quella di casa, e ciò ti permette di fare quasi qualsiasi cosa con un power bank, basta guardare la specifica AC Output espressa in W (watt).

Finalmente, alcuni power bank sono compatibili con la ricarica wireless/senza fili (di solito a 5-10W e non più) o includere funzionalità extra come agire come avviatore di emergenza, lanterna LED con funzionalità SOS o protezione contro polvere o acqua (IP).