Play Station, buon compleanno. La console di Sony compie 25 anni

Play Station compie 25 anni ed è il momento perfetto per fare capolino sul viale dei ricordi, che nell’immaginario di chi scrive è illuminato da una luce dorata e da colori autunnali.

Era il 3 dicembre 1994 quando Sony riempì gli scaffali dei negozi con una console che non tardò a presentarsi come un vero e proprio game changer nel mondo dei videogiochi. Play Station arrivava tra le mani di milioni di persone – dal 1994 al 2006 ben 104,25 milioni – e contemporaneamente ridisegnava i confini di un mercato allora dominato da Nintendo e da SEGA.

Ed è proprio a Nintendo che Sony, sapientemente, si stava ispirando. Se nei 6 anni precedenti aveva collaborato con la casa giapponese – leader di mercato grazie al Super Nintendo e all’amatissimo Game Boy – Sony stava comunque cercando di tracciare il proprio percorso, disegnando una console capace di leggere sia le cosiddette “cartucce” con i giochi Nintendo, sia gli allora futuristici CD-ROM.

La collaborazione cessò nel 1993, ma Sony impiegò comunque alcune tecnologie di Nintendo per la sua nuova console, utilizzando case esterne per lo sviluppo dei primi giochi, rigorosamente su CD-ROM, con costi di produzione minori e capaci di ospitare un quantitativo di dati consistente. Decisioni che, insieme al processore da 32 bit, permisero a Sony di diventare appetibile per i designer di tutto il mondo, che finalmente potevano sviluppare giochi tridimensionali.

In poco tempo Play Station divenne la console in grado di garantire la migliore esperienza d’uso, sia per quanto riguarda la grafica che per la fluidità di gioco. Le novità riguardarono anche il joystick, che venne ridisegnato e reso più ergonomico.

Lo ricordiamo tutti: Play Station in quegli anni non era solo un oggetto da avere, uno status symbol. Play Station fiondava di diritto il mondo dei videogiochi in un contesto culturale più ampio, dissociandolo dall’aura nerd che fino a quel momento lo aveva contraddistinto.

“Giocare alla Play” era cosa di tutti, anche grazie al catalogo di titoli che in poco tempo assunse dimensioni mastodontiche, creando icone come Crash Bandicoot, Final Fantasy, Spyro e Gran Turismo e poi FIFA e PES, Nascar e Ridge Racer.

Negli anni nessuna console è riuscita a eguagliare il successo della prima Play Station poi di Play Station 2, che dal 2000 al 2013 arrivò in 157,68 milioni di case. La Nintendo Wii raggiunse quota 101 milioni, mentre furono vendute 85 milioni di XboX 360.

E per ogni candeline che si spegne, lo sguardo è proiettato a fine 2020, quando farà la comparsa sul mercato una quinta attesissima generazione di Play Station.