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Microsoft è cambiata negli ultimi anni. Dentro e fuori. La lenta ma inesorabile rivoluzione ha portato l’azienda a concentrarsi maggiormente sul segmento più business, lasciando il comparto consumer a un ristretto perimetro d’azione principalmente in termini complementari rispetto all’ecosistema nel suo complesso. In sintesi: Xbox, Windows, Surface e gli accessori servono come ponte per la transizione verso le piattaforme cloud focalizzate sulla produttività più che sul sistema in se stesso. TikTok sarà l’acceleratore.

Il cambiamento è stato voluto, spinto e alimentato da Satya Nadella, Ceo di Microsoft e vero attore innovativo su un palcoscenico che rischiava di rassegnarsi alla rappresentazione di un solo spettacolo. Invece Nadella ha cambiato attori, contesto, scenario e trama, “inventando” una Microsoft moderna, talmente orientata al futuro dal rischiare di essere fin troppo avanzata per essere capita. Ma il tempo ha dato ragione a questa visione: si prenda il caso di LinkedIn o la vocazione a trattare iOS e Android come fossero Windows.

Un nuovo Windows

Sì, va bene. Ma TikTok? La risposta è una sola: dati. L’enormità delle informazioni sugli utenti che Microsoft potrebbe trarre dall’acquisizione della piattaforma è immensa. Ancora più dorata se si considera l’età media degli utenti e la diffusione tra le nuove generazioni, tanto da diventare un vero e proprio dogma comportamentale e sociale (per i teenager il concetto di ballare equivale a emulare le movenze apprese su TikTok).

I dati sono al centro delle mire reali e concrete di Microsoft: lo scrive persino nel comunicato ufficiale di cui vi abbiamo dato notizia. Nello specifico si legge che l’azienda di Redmond si “assicurerà che tutti i dati privati degli utenti americani di TikTok saranno trasferiti e rimarranno all’interno degli Stati Uniti”.

La garanzia che le informazioni personali degli iscritti statunitensi non è solo il fondamento per tranquillizzare Trump sull’efficacia dell’acquisizione del social. Per Microsoft è anche il viatico che giustifica un investimento che sarà miliardario. L’azienda entra in possesso di una enorme quantità di dati che può sfruttare e valorizzare in moltissimi modi.

Si prenda la parte più consumer di Microsoft, con Xbox e le sottoscrizioni ai piani di gioco per la console. Questi profili sono studiati dagli sviluppatori e dai ricercatori dell’azienda per comprendere come sviluppare le prossime generazioni di software e hardware. Il tutto sfocia in miglioramenti progressivi ma anche in nuovi prodotti. Da queste analisi è nato HoloLens, gli occhiali che permettono di interagire per mezzo di ologrammi.

Il ruolo di TikTok dovrebbe essere di compensare i cosiddetti angoli bui. Ossia tutta una generazione di utenti che sfrutta in modo diverso e più omogeneo i social. Oltre a comprendere il ruolo dei servizi e della piattaforma come tramite per le operazioni di business, marketing e interazione con i consumatori.

Il cloud non è solo un asset per sviluppare la digitalizzazione della sfera lavorativa. È anche la piattaforma su cui si appoggiano tutti i servizi particolarmente cari alle nuove generazioni, per la scuola e la vita privata. I dati raccolti con TikTok potrebbero permettere a Microsoft di ottenere una comprensione molto più approfondita di queste tematiche, andando a sondare le preferenze, i gusti e le abitudini delle prossime generazioni di utenti di computer, smartphone e risorse aziendali. Proprio i manierismi che si sviluppano nel privato sono poi quelli che, portati negli uffici, creano le leve evolutive in ambito aziendale.

Di più: TikTok è il modo con cui Microsoft apprenderà come trasformare Windows per portarlo a intercettare le nuove esigenze di utilizzo, per esempio molto più votate al multimedia, alla creazione e alla riproduzione multimediale.

Quanto costa la convergenza con TikTok

La convergenza è presto detta: unendo xCloud di Xbox, gli account legati a Windows e quelli di TikTok si crea uno scenario trasversale improntato all’utente più che sul servizio. L’intelligenza artificiale e le derivazioni del machine learning ne traggono vantaggio ben oltre le tutto sommato poche funzioni disponibili in Office. Windows stesso ha la potenzialità di diventare ben più evoluto, moderno e affine all’utente di quanto sia possibile oggi.

Il fatto è che tutto ciò ha un prezzo. Microsoft ha sborsato oltre 26 miliardi di dollari per LinkedIn. TikTok ha un potenziale maggiore e permette all’azienda di Redmond di mettere le mani su uno dei social a più alta diffusione senza oscillazioni nei vari Paesi. TikTok è l’unico a essere uguale e omogeneo in occidente tanto quanto in oriente, al nord e al sud. Non si può dire lo stesso, per esempio, di altri social e piattaforme cloud (per esempio le soluzioni facenti capo a Facebook non funzionano in Cina, dove WhatsApp è sostituito da altre chat). E questo porta a cifre potenziali davvero imprevedibili.