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Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Agcom, relativi al periodo di riferimento 31 marzo – 30 giugno 2021, la banda larga continua a espandersi sul territorio italiano in forma fissa e mobile. Le Sim complessive superano quota 105 milioni (+1,9 milioni su base annua). Nello specifico, le SIM Machine to Machine (M2M) sono cresciute per poco meno di 2 milioni, mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono ridotte di quasi 400 mila unità. Per penetrazione di mercato, Tim risulta prima (28,8%), seguita da Vodafone (28,7%) e Wind Tre (25,0%) mentre il nuovo entrante Iliad si attesta al 7,4%.

Considerando il solo segmento delle SIM “human”, ovvero escludendo le M2M, Iliad ha superato il 10% con una crescita di 2,0 punti percentuali su base annua, mentre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 1,8 punti percentuali, rimane il principale operatore con il 27,0% seguito da Tim con il 26,0% e Vodafone con il 23,5%.

Prosegue la crescita della larga banda mobile: il consumo medio unitario mensile di dati nel primo trimestre dell’anno è stimabile in circa 11,7 GB/mese, in crescita del 27,9% su base annua. Nel secondo trimestre del 2021 poco meno del 73% delle complessive linee human ha effettuato traffico dati.

La banda larga terrestre aumenta su base annua

Sul fronte della telefonia fissa, a fine giugno si registra un numero di accessi complessivi sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente e in crescita di circa 280 mila unità su base annua. In linea con quanto emerso nelle precedenti edizioni dell’Osservatorio, si rilevano significativi cambiamenti nella composizione delle tecnologie utilizzate per la fornitura del servizio.

A fronte di un numero di accessi in rame alla rete fissa assai elevato, (poco meno dell’80% del totale) registrati nel giugno 2017, dopo quattro anni la quota di tali accessi si attesta su di un valore di poco superiore al 30% (con una
flessione di 9,9 milioni di linee). Nello stesso quadriennio, sono sensibilmente aumentati gli accessi tramite tecnologie qualitativamente superiori, in particolare FTTC (+6,80 milioni di unità), FTTH (+1,78 milioni) e FWA (+0,70 milioni).

Tale dinamica si riflette in un aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzate: le linee con velocità pari o superiori ai 100 Mbit/s negli ultimi quattro anni sono passate dall’8,3% al 57,4% del totale. La crescente capacità trasmissiva della rete si riflette sull’andamento dei volumi: il traffico dati medio giornaliero nei primi 6 mesi dell’anno è aumentato del 22% rispetto al corrispondente valore del 2020 e, con riguardo al periodo pre-Covid, dell’83% rispetto al primo semestre 2019.

Corrispondentemente, i dati unitari (traffico per linea broadband) mostrano un aumento, trainato anche dalla progressiva diffusione dei servizi video in streaming, stimabile in poco meno del 18% sul 2020 e del 71,6% nei confronti della prima metà del 2019.

Il quadro competitivo degli accessi broadband e ultrabroadband, a fine giugno, vede Tim quale maggiore operatore con il 42,3%, seguito da Vodafone con il 16,5%, Fastweb con il 15,1% e Wind Tre con il 14,0%.

Per concludere, nel mese di giugno 2021, 44,5 milioni di utenti unici hanno navigato in rete per una media di 57 ore
di navigazione mensili per persona. L’utilizzo della rete internet si concentra in particolare sulle principali piattaforme e social network, confermando il trend in crescita già registrato nel trimestre precedente.