A Parigi Oppo fa debuttare il Find X, tanto acclamato e anticipato telefono che si è posto come unico obiettivo di portare il rapporto tra la superficie anteriore e il display a oltre il 90%. Detto, fatto. Il brand cinese controllato dalla holding BBK Electronics ha profuso tutto quanto oggi possibile in uno smartphone ambizioso ma del tutto fuori contesto come prezzo.

Procediamo per punti. Dato che oggi l’intento di tutti i produttori è di massimizzare l’area anteriore dedicata al display, riducendo al massimo le cornici laterali, Oppo ha portato all’estremo questo ragionamento. Come? Ricorrendo al più classico meccanismo slider che permette di fare scorrere la semi-scocca posteriore su quella anteriore per fare comparire le due fotocamere posteriori e i sensori anteriori. Un sistema interessante e innovativo, indubbiamente bello da vedere. Nei fatti, però, lo smartphone potrebbe risultare macchinoso, da un parte, e difficile da proteggere con cover, dall’altra.

Notch o no?

Questa scelta tecnologica ha permesso di rinunciare la notch: ne varrà la pena? Gli utenti sono davvero così disturbati da questa tacca? I fatti lo diranno. Già Xiaomi è riuscita con i Mi Mix 2 e 2S a proporre uno smartphone full screen semplicemente spostando sotto i sensori di luce e fotografico. Soluzioni alternative al notch esistono e, comunque, la scelta di ricorrere a questa tacca più che per seguire Apple è funzionale per garantire le funzioni di utilizzo dello smartphone senza introdurre modalità di interazioni differenti. Anche Vivo con il suo Nex S ha trovato l’elegante soluzione di rendere il sensore fotografico anteriore un elemento a scomparsa nella scocca.

Caratteristiche tecniche

Ma questa soluzione ha permesso di arrivare a fare occupare al pannello Oled da 6,4 pollici circa il 94% (93,8% per la precisione) dello spazio anteriore. La risoluzione del display è Full HD+ (2.340×1.080 pixel, 403 ppi) e propone un rapporto di forma di 19,5:9. Sotto allo schermo trovano posto il processore Qualcomm Snapdragon 845, assistito da 8 GB di Ram e configurazioni da 128 e 1256 GB.

Continuando con le caratteristiche tecniche, citiamo la batteria da 3.730 mAh, Android 8.1 personalizzato con l’interfaccia ColorOS che in Europa arriverà corredata dai servizi di Google. Il reparto telefonico è dual Sim e il peso dell’oggetto è pari a 186 grammi.

Dal punto di vista estetico, Find X vanta una scocca curva sia nella parte anteriore dello schermo sia nella parte posteriore. Le due semi-scocche scorrono sulla slitta ricorrendo a un meccanismo motorizzato e le fotocamere posteriori prevedono uno schema di 16+20 Mpixel mentre per i selfie è disponibile un sensore anteriore da 25 Mpixel. Per scattare le foto è necessario dunque aprire lo smartphone. Anche in questo caso sorge qualche dubbio sull’effettiva comodità e praticità di utilizzo. A volte la soluzione estetica e di design non tiene conto dell’ergonomia. Solo l’utilizzo effettivo dimostrerà quanto la scelta di Oppo risulterà confortevole.

Tra le funzioni che meritano di essere citate, c’è il sistema di riconoscimento facciale (ormai uno standard) una volta fatto scorrere lo smartphone per accendere la fotocamera anteriore. Non si capisce perché sul Find X non ci sia il sensore biometrico, che in ambito Android è uno standard di fatto tanto da aver dimostrato sul campo di essere ben più preciso e affidabile del riconoscimento facciale.

Prezzi (altissimi)

Veniamo alla parte più critica. Il prezzo dell’Oppo Find X è di 999 euro per la versione 8 GB di Ram e 256 GB di storage. Sarà disponibile ad agosto. Arriverà anche una edizione firmata da Lamborghini allo stratosferico prezzo di 1.699 euro.

 

Il senso (e il non senso) del notch sugli smartphone