Il 6T è il modello di punta di OnePlus e introduce alcune novità rispetto alla versione 6. Il cambio di posizione del sensore di impronte digitali è un primo elemento distintivo. Nel 6T è infatti posizionato non in prossimità delle due fotocamere posteriori, bensì nella parte bassa del display. È sensibile e riconoscere velocemente il dito, quasi quanto un sensore fisico, attestandosi fra i più performanti della categoria. Il notch, più piccolo, posto in cima allo schermo OLED da 6,4 pollici e risoluzione Full HD+ (2.340×1.080 pixel), è la seconda novità. Discreto e a forma di goccia, non sottrae spazio alle notifiche. Se volete, potete anche renderlo invisibile, entrando nelle impostazioni generali del telefono e spegnendo la parte più alta dello schermo. Un altro cambiamento, che forse farà storcere il naso a chi usa lo smartphone anche per ascoltare la musica in cuffia, sta nel passaggio dal classico jack da 3,5 mm alla porta USB Type-C che, oltre a veicolare dati e corrente, nel OnePlus 6T trasporta anche l’audio. Nella confezione si trova l’adattatore USB Type-C / jack che consente di collegare al telefono anche i vecchi auricolari.
Dal punto di vista delle prestazioni, il OnePlus 6T conferma la volontà del produttore cinese di proporre smartphone affidabili e veloci. La CPU Qualcomm Snapdragon 845 a otto core, abbinata a 8 GB di RAM (quanti ne possiede il sample giunto in prova nella nostra redazione) e alla GPU grafica Adreno 630, fa di questo modello un dispositivo altamente performante in tutti gli utilizzi: quotidiano, business e video ludico. I risultati ottenuti in fase di test con i software AnTuTu Benchmark v7.1.4 e Geekbench 4 parlano chiaro: 294.129 punti con il primo, 2.368 punti (single-core score) con il secondo.

Basta sollevare il telefono o toccare lo schermo per attivare il display e visualizzare data, ora, stato della batteria e notifiche. Ampie le possibilità di personalizzazione.

Un interruttore per silenziare il telefono
Una soluzione interessante che il OnePlus 6T propone è la leva fisica, posizionata sopra il pulsante di accensione e spegnimento, con la quale si impostano le tre modalità di funzionamento audio: silenzioso, vibrazione e suoneria. È un’ottima trovata perché consente di passare da un modo di funzionamento all’altro in un attimo, senza dover attivare il cellulare ed entrare nel menu. Per quanto riguarda il carrello delle Sim, gli slot disponibili sono due – il OnePlus 6T è infatti un Dual Sim – mentre manca la possibilità di espandere la memoria interna con una scheda micro SD. Una scelta progettuale giustificata dai 128 GB di memoria previsti dal telefono (è disponibile anche in versione da 256 GB), un quantitativo che tenderà a esaurirsi solo nei mesi.
Passando ad analizzare la durata della batteria e la velocità di ricarica, lo smartphone ha dalla sua una batteria da 3.700 mAh e il sistema di fast charging, grazie al quale la stessa raggiunge la massima carica in circa un’ora. Un utilizzo medio del telefono permette di far fronte a due giornate intere senza ricaricare. È importante a tal proposito utilizzare il caricabatteria e il cavo microUSB Type-C dedicati al modello in questione (il primo lo si riconosce a distanza grazie al cavo di colore rosso).

Due fotocamere posteriori
La sezione fotografica del OnePlus 6T si compone di una doppia fotocamera posteriore, dotata di flash Led, i cui sensori hanno risoluzione di 16 e 20 megapixel e di una fotocamera anteriore, da attivare soprattutto per scattare selfie o per le videochiamate su Skype, Facebook e WhatsApp, da 16 megapixel. Ai due obiettivi posteriori, disposti verticalmente, sono rispettivamente abbinati due CMOS di fabbricazione Sony (l’IMX 519 e l’IMX 376K) e due diaframmi con apertura fissa f/1.7.

Un paesaggio naturale fotografato di prima mattina con il OnePlus 6T.

La prima ottica interviene in ogni scatto; la seconda si attiva solo in modalità Ritratto e, stando a quanto afferma il produttore, ottimizza la messa a fuoco per generare un adeguato effetto Bokeh (immagini in cui il soggetto principale a fuoco si sovrappone a uno sfondo sfocato). La conferma arriva dal messaggio “Obiettivo coperto” che lo smartphone visualizza se, appunto, in modalità Ritratto, si oscura volontariamente l’obiettivo con il dito. Non tragga inoltre in inganno il pulsante virtuale “1x” visualizzato nella parte bassa dell’inquadratura, il quale, toccato, attiva lo zoom digitale 2x (non ottico), che riduce, come accade in ogni interpolazione software, la qualità complessiva delle immagini. Non sono specificate, sul sito web ufficiale di OnePlus, le lunghezze focali delle fotocamere posteriore e anteriore.

I due scatti mostrano l’effetto dello zoom digitale 2x che si attiva toccando il pulsante virtuale 1x visualizzato a schermo durante la composizione delle inquadrature. Gli effetti dell’interpolazione software, nella foto di esempio accettabili, si fanno più evidenti con gli scatti in condizioni di luce più difficili.

A osservare il tipo di composizione prodotta, potremmo però ipotizzare per entrambe i valori equivalenti di 25 o 26 mm (nel formato da 35 mm). Insomma, due ottimi grandangoli. Per quanto riguarda invece i sistemi AF, la fotocamera anteriore è a fuoco fisso, quelle posteriori sfruttando il rapido meccanismo di messa a fuoco a rilevamento di fase, lo stesso che si ritrova a bordo delle macchine fotografiche reflex e delle mirrorless.

Modalità Foto
La fotocamera posteriore del OnePlus 6T è talmente affidabile da consentire l’uso del modo automatico Foto nella stragrande maggioranza delle situazioni. Che si tratti di fotografare in piena luce o nelle ore serali, i risultati sono sempre buoni. Ovvio che, quando la luce ambientale scarseggia, la giusta attenzione alla composizione e la mano ferma di chi fotografa sono di aiuto nel produrre fotografie nitide e godibili, soprattutto se si decide di rinunciare al flash.
Sulla parte alta dello schermo troviamo le icone dell’autoscatto (su 3, 5 o 10 secondi), del rapporto di aspetto delle immagini (è possibile scegliere fra 4:3 e 1:1, ma manca il 3:2), del flash (disattivato, automatico o forzato) e dell’HDR (High Dinamic Range). L’attivazione di quest’ultima funzione può essere automatica o manuale: basta operare la propria preferenza nel menu “Impostazioni” della fotocamera.

Modalità Notte
È la feature del momento e, almeno in teoria, dovrebbe migliorare la resa fotografica nelle ore notturne e con luce artificiale di soggetti per lo più statici. Usiamo il condizionale perché per far sì che la funzione dia il meglio di sé, è importante che lo smartphone sia mantenuto fermo durante l’acquisizione delle immagini le quali, una volta sovrapposte, generano la fotografia finale. Con queste premesse, i risultati sono buoni, ma la definizione degli scatti, se osservati alla dimensione reale, è sempre un po’ più bassa di quella che si osserva nelle immagini singole (riprese in modalità Foto). Questo è il prezzo da pagare per avere un livello di dettaglio superiore.

Lo stesso edificio fotografato prima nella modalità Foto, poi attivando la funzione Notte. Il livello di dettaglio nella seconda fotografia è superiore, ma se si guarda con attenzione la definizione delle due immagini, la prima vince il confronto.

Modalità Ritratto
Come anticipato nell’introduzione, questa è l’unica modalità di scatto in cui interviene il secondo obiettivo posteriore. Una volta attivata, conviene puntare lo smartphone verso un soggetto vicino che possa “staccare” bene dallo sfondo. La scritta in sovrimpressione “Effetto profondità” si illumina di verde quando questo viene a trovarsi in un intervallo di distanze ottimali per generare un adeguato effetto Bokeh. I risultati sono buoni non solo se ritratti e primi piani sono destinati alla condivisione online, ma anche se si intende stampare qualche bella foto ricordo.

Altre funzioni fotografiche
Il OnePlus 6T mette a disposizione anche altre funzioni per rendere l’esperienza fotografica più divertente: Modalità Pro (regolazione manuale del tempo di posa, della sensibilità ISO, del bilanciamento del bianco, della messa a fuoco e compensazione dell’esposizione tra +2 e -2 EV), Time-Lapse (video accelerati di situazioni ed eventi che normalmente si svolgono in lentezza), Panorama (creazione di foto panoramiche a sviluppo orizzontale), Slow motion (video a velocità ridotta di situazioni che di solito si svolgono ad alta velocità). In più, c’è la già citata funzione HDR (immagini ricche di dettagli sia nelle zone d’ombra, sia nelle alte luci) e il formato di registrazione RAW, che mette a disposizione dei più esigenti file da elaborare in post-produzione.

Davvero efficiente la funzione Panorama che permette, ruotando lo smartphone, di creare panoramiche a sviluppo orizzontale.

La funzione HDR, in modo simile alla modalità Notte, sovrappone più scatti ripresi con esposizioni differenti in modo da enfatizzare le aree di ombra intensa e quelle più illuminate (alte luci).

Opzioni di ripresa video
Nulla è lasciato al caso quando il telefonino è chiamato a registrare filmati sfruttando l’obiettivo posteriore. In linea con gli altri top di gamma, anche il OnePlus 6T mette a disposizione la risoluzione di acquisizione video 4K (Ultra HD), con un frame rate massimo di 60 fps (fotogrammi per secondo). Non mancano le più diffuse risoluzioni Full HD (1.920×1.080 pixel) e HD (1.280×720 pixel). Le riprese possono essere effettuate con luce ambiente o illuminando la scena con la luce prodotta dal Led sottostante gli obiettivi. I risultati sono ottimi in piena luce, buoni in luce artificiale. In questo ultimo caso si sente la mancanza di alcune personalizzazioni, soprattutto del bilanciamento del bianco. Per quanto riguarda le ripresa frontali, la risoluzione massima consentita è la Full HD.

Conclusioni
Dopo oltre dieci giorni trascorsi con il OnePlus 6T, in versione da 8 GB di RAM, non si esagera se lo si considera uno degli smartphone più interessanti del momento. Potenza di calcolo a parte (la configurazione hardware parla chiaro), sorprende per la qualità del display; per la facilità con cui, grazie all’interruttore fisico laterale, si alternano in un attimo le modalità silenziosa, vibrazione e suoneria; per la durata della batteria da 3.700 mAh e per la velocità con cui la stessa si riporta al 100% della sua carica. L’integrazione del sistema operativo OxygenOS 9.0.1 con Android 9 (Pie) regala all’utente, già ai primi utilizzi, un’esperienza d’uso (anche gestuale) molto piacevole.