ipad air
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Finalmente si è capito a cosa fosse ispirato il logo che ha accompagnato l’evento Time (legato ai nuovi Watch di cui abbiamo parlato qui) Flies (legato ai tablet). La grafia scelta per le due parole ora è comprensibile: si riferisce al carattere tipografico usato per scrivere iPad Air. E proprio su quest’ultimo modello Apple sta costruendo il futuro della gamma. C’è anche l’iPad di ottava generazione, ancora più potente, tuttavia è un miglioramento incrementale. Forse, per chiarezza, si sarebbe potuto usare anche in questo caso la dicitura iPhone SE per definirlo meglio nella lineup. Nel frattempo sull’Air sono svelate le peculiarità del processore A14 Bionic, destinato ad animare i prossimi iPhone 12.

iPad Air: come il Pro ma meglio

iPad Air riprende le funzioni del fratello maggiore Pro tuttavia a un prezzo più concorrenziale: si parte da 669 euro fino a 979 euro (versione da 256 GB con Lte). Il posizionamento lambisce la fascia bassa del Pro, ma è ancora molto staccato da quello dell’iPad tradizionale.

iPad Air è un concentrato di funzioni in un corpo compatto. Dal top di gamma eredita il display Liquid Retina da 10,9″ con risoluzione di 2.360×1.640 pixel (264 ppi). Il pannello copre il gamut P3, ha la funzione True Tone (che regola la luminosità in accordo con il tono della luce ambientale) ed è trattato con rivestimento oleorepellente per limitare di ritenere le ditate sullo schermo lucido. In più il touchscreen è compatibile con la seconda generazione dell’Apple Pencil, la stessa dei Pro.

Il dispaly è incastonato nella scocca squadrata agli angoli e con bordi ridotti al massimo, in stile Pro. In più cede all’estetica perché si propone nei cinque colori nero, argento, oro rosa, verde e azzurro. Meno vezzoso il tasti di accensione che ospita il sensore biometrico che funziona in simbiosi con il TouchID, al fine di bloccare l’accesso alle app e al tablet oppure perfezionare gli acquisti digitali.

La grande novità architetturale portata a battesimo da iPad Air è il processore A14 Bionic. Apple lo ha definito “il nostro chip più potente di sempre”: c’è da crederci, perché è lo stesso che animerà la prossima generazione di iPhone.

Il processore A14 Bionic è da primato. A iniziare dal fatto che è il primo al mondo con geometria a 5 nanometri: uno step evolutivo superiore ai più potenti chipset oggi integrati su smartphone e tablet, che sono a 7 nm. Lo stesso A13 Bionic dell’iPhone 11 è a 7 nm. Ridurre la dimensione delle componenti interne significa guadagnare in termini di efficienza energetica e prestazioni.

Su quest’ultimo punto Apple è stata chiarissima: l’A14 ha performance superiori a quelle di un processore per notebook e Chromebook. Il chipset integra 11,8 miliardi di transistor. Ci si conceda una digressione. Quando Apple cita “trillion” ma negli Stati Uniti si usa la scala decimale corta, quindi i “trilion” equivalgono a mille miliardi; in Italia i trilioni sono milioni di biliardi perché si usa la scala decimale lunga, ossia miliardi di miliardi.

L’A14 Bionic è molto articolato. La Cpu è rimasta a sei core (4 ad alta efficienza e due ad alte prestazioni) con un incremento del 40% di performance. La Gpu è a sei core con un incremento del 30% rispetto a quella dell’A13. Il motore neurale è raddoppiato e ora ospita 16 core, per un totale di 11 mila miliardi (trillion) di operazioni al secondo. Il modulo per la gestione del Machine Learning ha prestazioni decuplicate.

L’A14 Bionic promette di “spingere” l’iPad Air in contesti applicativi finora prerogativa solo dei computer. E sull’iPhone 12 sarà una vera bomba, soprattutto se si considera la sezione di intelligenza artificiale (neural engine e machine learning) al servizio della fotografia. La fotocamera frontale Facetime HD è da 7 Mpixel, f/2.0.

Parlando di fotocamera, l’Air dispone di un reparto composto dal singolo sensore grandagolare da 12 Mpixel, f/1.8 e obiettivo a cinque elementi. La registrazione dei video avviene alla risoluzione massima 4K/60 fps.

Il tutto in un dispositivo che pesa non più di 460 grammi, ha spessore di 6,1 mm e dispone di porta Usb-C per ricaricare la batteria da 28,6 wh. Sul dorso c’è anche lo Smart Connector per collegare la Smart Keyboard.

Apple iPad: l’ottava meraviglia

A chi vuole mantenere sotto controllo l’investimento in tablet e predilige un design classico, Apple dedica l’iPad di ottava generazione. I prezzi partono da 389 euro per l’edizione Wi-Fi da 32 GB e da 529 euro per quella anche con Lte. C’è anche la variante da 128 a partire da 489 euro.

L’iPad di ottava generazione è identico in tutto e per tutto a quanto visto finora, con in più il supporto per la Pencil di prima generazione. In più vanta il processore A12, quello degli iPhone Xs e Xr, che finalmente porta anche sui tablet entry level di Apple il motore neurale. Questo permette all’iPad di migliorare le prestazioni soprattutto in ambito multimediale.

Così anche da sfruttare il display Retina da 10,2″ con risoluzione di 2.160×1.620 pixel (264 ppi). Sul dorso si trova la fotocamera da 8 Mpixel, f/2.4 mentre quella Facetime è da 1,2 Mpixel, f/2.4.

Non manca il classico tasto frontale con TouchID.

Entrambi i tablet arrivano con iPadOS 14 pre-installato.