“Per sviluppare la quarta generazione della Focus, in Ford siamo partiti dal cosiddetto foglio bianco”, esordisce così Marco Alù Saffi, Direttore relazioni esterne di Ford Italia. La parola chiave per capire il salto in avanti fatto dalla nuova generazione della Focus è una sola: “ex novo”. Il progetto sul quale si fonda la quarta generazione ha decretato un elemento di discontinuità con le Focus finora prodotte. “Se la terza generazione di Focus è ampiamente riconosciuta come un ottimo modello, con la quarta si è preteso molto di più, non solo di perfezionare e migliorare l’edizione 2012”. La carica innovativa e le qualità cristalline della Focus 2018 sono tutte evidenti non appena si sale in auto. Tanto che Jim Farley, Vice presidente di Ford Motor Company, l’ha definita “La Ford migliore di sempre”.

Tutta la storia della Focus è imperniata sul concetto di offrire impulsi innovativi al mercato e, di conseguenza, al brand stesso. Basti pensare che nel 1998 gli ingegneri Ford sono stati chiamati a sviluppare la sostituta della storica Escort, celebre modello che ha portato Ford a enormi livelli di popolarità e ha permesso anche si sperimentare nuove iniziative sia sui consumatori sia in segmenti paralleli, per esempio in ambito autosport. Venti anni fa non era scontato che la nuova famiglia di veicoli dovesse rinunciare a un nome così celebre e di alto lignaggio. Eppure Ford ha scelto di proseguire sulla coraggiosa strada della discontinuità, propendo la prima Focus caratterizzata dal design ovale che ha fatto da ispirazione per molti altre case automobilistiche. Dal 1998 la Focus ha totalizzato 17 milioni di veicoli al mondo, con 7 milioni di Focus vendute in Europa. Per diversi anni è stata l’auto più venduta in Italia e nel mondo nella sua categoria di riferimento; nel nostro Paese è stata per parecchio tempo la station wagon più diffusa.

Nuova partenza

Il mercato è cambiato e i consumatori hanno mostrato nuove esigenze, spesso inaspettate. Così Alù Saffi sintetizza il motivo che ha portato Ford a ripartire da zero. E in questa frase c’è anche il motivo per cui non esiste una sola Focus, ma varianti ben identificate. “Fin da subito è stato chiaro che erano necessarie edizioni della Focus studiate appositamente rispondere alle domande di un panorama di consumatori sempre più ripartito in più cluster. Da questa considerazione derivano le edizioni dell’auto: Plus, Titanium, ST Line, Vignale e fino al crossover denominato Active”. Tutte sono basate sul nuovo pianale C2, lo stesso che verrà impiegato anche sui modelli di fascia medio/alta di Ford. La descrizione esaustiva sulla nuova Ford Focus è contenuta in questo articolo.

Altra chiave di lettura della Focus è da ricercare nella predisposizone a scelte in “downsizing” sia delle aziende sia dei consumatori. In quest’ottica la domanda effettiva degli utenti non abdica dalla ricerca di alti standard di sicurezza, qualità e comfort, tuttavia riduce il principio di spesa e di dimensioni dei veicoli, che peraltro hanno un inferiore impatto energetico, cittadino e ambientale.

Altro concetto usato da Alù Saffi per descrivere la nuova Focus è “human centric design”, descritto come l’operazione di fondere il linguaggio espressivo ed emozionale con le quotidiane applicazioni funzionali. Impatta quindi sul design di esterni e interni: sui primi per conferire un aspetto premium e appagante per gli occhi; sui secondi per elevare gli standard di ergonomia e abitabilità. Ma non solo, l’idea di mettere al centro le persone si dipana anche in una connettività di nuova generazione con un modulo embedded per il collegamento dati e controllabile dallo smartphone via Ford Pass Connect. Per dovere di cronaca, è la prima Ford ad avere questo collegamento integrato e costante.

Sicurezza, prima di tutto

Il design “human centric” è strutturale per la sicurezza attiva e passiva in auto. La cifra tecnologica dell’auto è elevata, basti pensare alla piattaforma Co-Pilot 360 che riassume, per la prima volta in un veicolo Ford, tutte le soluzioni volte a coadiuvare e assistere il guidatore. Sui modelli con cambio automatico si raggiunge la massima espressione, per esempio, del nuovo Adaptive Cruise Control, che può ora contare sullo stop&go, sul sistema di mantenimento della corsia (lane centering), sulla videocamera di riconoscimento dei segnali stradali e sulla variazione della velocità in funzione sia del veicolo che ci precede. La somma di queste funzioni configura la nuova Focus nell’ambito di una guida autonoma di livello 2, a testimonianza ulteriore dell’impegno di Ford nello sviluppo di autombili a guida autonoma per trasporto di passeggeri. Uno dei due asset futuri per il brand, insieme con l’elettrificazione dei veicoli.

La piattaforma Co-Pilot 360 migliora anche la procedura di parcheggio automatico, che ora avviene senza alcun intervento umano se si dispone di cambio automatico. La nuova Focus si può avvalere delle informazioni ottenute dai 12 sensori perimetrali, tre radar e due telecamere. Questa infrastruttura supporta sia la gestione dell’illuminazione intelligente, sia le funzioni di assistenza alla guida.

Ecco dunque che l’Adaptive Cruise Control grazie al cambio automatico può contare su Stop&Go, sistema di centratura automatica della corsia (con gestione del volante) e riconosciemento dei limiti di velocità. A ciò si somma la guida assistita per il parcheggio parallelo e perpendicolare e, novità, anche l’uscita dal parcheggio in parallelo. Questo rappresenta un sostanziale aggiornamento del precedente sistema che provvedeva solo a parcheggiare l’auto.

L’Active Park Assist finora impiegato controllava il volante ma obbligava il guidatore a cambiare le marce. Ora con il cambio automatico è sufficiente tenere premuto il tasto di parcheggio e lasciare fare tutto alla Focus.

Co-Pilot 360 si declina anche nel sistema di Pre-Collision Assist che comprende sia gli allarmi acustici e visivi, sia una più pronta frenata. Inoltre, ora è in grado di riconoscere pedoni e ciclisti e opera anche di notte.

Alla prova della pista

Per provare queste tecnologie abbiamo avuto modo di provare la nuova Ford Focus sulla pista poco fuori Modena. Qui di seguito potete vedere il video che riassume l’esperienza di guida per testare le tecnologie di sicurezza attiva e passiva finora descritte.

Sul circuito abbiamo avuto modo di vedere come funziona il nuovo Adaptive Cruise Control con un veicolo che ci ha preceduto. Sul volante si trovano sempre i tasti per configurare l’attivazione e la disattivazione del sistema (il layout è rimasto identico al passato) e per definire la distanza da tenere con l’auto che ci precede. Ci ha colpito la prontezza di reazione dell’Acc. Abbiamo usato una Ford Focus ST Line con cambio automatico e di fatto, una volta impostata la velocità massima di crociera, l’automobile ha regolato in autonomia l’effettiva velocità di percorrenza in accordo con i veicoli antistanti e con le distanze da mantenere. Ai rallentamenti di chi ci precedeva, corrispondeva un conseguente rallentamento dell’auto. Il tutto finché l’auto davanti rimane nella zona d’azione del radar, pari a circa un angolo di 80 gradi rispetto al muso della Focus. In caso di stop di chi ci precede, anche la Focus si ferma progressivamente. Dopo una manciata di secondi si spegne in virtà dello Start&Stop ed è sufficiente un colpo di acceleratore per ripartire.

Interessante anche il sistema di centratura della corsia. Applicando forza sul volante, questa tecnologia si disattiva perché presuppone che il guidatore abbia ripreso il controllo del veicolo. In alternativa si può lasciare andare l’auto da sola: provvederà a rimanere perfettamente centrale alle corsie e addirittura a frenare. Perché tutto funzioni è necessario che le mani rimangano appoggiante sul volante, altrimenti l’auto inizia a rallentare e si ferma per sicurezza, perché suppone che il guidatore sia distratto o abbia avuto un qualche problema.

I sistemi anticollisione ci hanno obbligato a un esercizio mentale non indifferente: accelerare fino a 30 km/h verso un manichino, senza frenare. Sì, perché la nuova Ford Focus provvede a rilevare la presenza del finto pedone e a frenare repentinamente, con il nostro intervento per bloccare l’auto. Si trattava di una situazione al limite, che simula una eventuale distrazione per verificare effettivamente il funzionamento della tecnologia Pre-Collision Assist. Anche in questo caso è stata eccellente la reattività della Focus: l’allarme sonoro è un efficace metodo per forzare la frenata da parte del guidatore, anche se l’auto ha già iniziato a rallentare in autonomia.

Ford Pass Connect

Non solo auto ma anche smartphone e, quindi, connettività. Per migliorare l’esperienza d’acquisto del consumatore Ford ha portato a un nuovo livello di perfezionamento la piattaforma di connettivtà, affinché sia possibile accedere sempre e ovunque al veicolo.

La grande novità della Focus 2018 è rappresentata dal modulo Lte integrato con frequenze modulabili al fine di supportare anche il 5G. Il modem opera in accordo con la e-Sim di Vadafone e al piano dati incluso. Ford ha previsto una serie di opzioni contrattuali con prezzi fino a 120 euro/anno per oltre 1.000 GB. Grazie alla connettività embedded, si estendono le funzioni attuabili dallo smartphone.

Dal cruscotto ora infatti è disponibile un hotpost Wi-Fi per connettere fino a 10 dispositivi (attivo solo se l’auto è accesa); inoltre si accede agli aggiornamenti Live per esempio legati al navigatore, al traffico e alle app installate e operative con Sync. Non manca l’e-call. Mentre il collegamento Live consente anche di ricevere notifiche in diretta dall’applicazione e di avere soluzioni in real time su eventuali o potenziali problemi di funzionamento che possano pregiudicare il corretto funzionamento della Focus.

Sull’app Ford Pass Connect dello smartphone ci sono le funzioni di controllo remoto: check remoto del veicolo, visualizzazione della localizzazione della Focus, apertura e chiusura delle portiere, accensione temporizzata per trovare l’abitacolo alla temperatura ideale a seconda della stagione (funziona solo con il cambio automatico).

Interessante notare le risorse di sicurezza approntate da Ford. Per esempio, quando si accende il veicolo il cambio è bloccato e non è possibile accendere il cruscotto, finché non ci si avvicina alla Focus con la chiave dongle. E ancora, molte delle opzioni, per esempio la durata dell’accensione oppure la temperatura della ventilazione, sono configurabili dal menu sul cruscotto dell’auto.

Con Ford Pass Connect si possono attivare varie vetture e, vieceversa, la Focus può essere connessa a più app per esempio dei membri della famiglia. Tuttavia l’autorizzazione specifica all’aggiunta di altri utenti Ford Pass deve essere confermata dal primo utente registrato, che funge da amministratore, salvo non si sia eseguito un master reset della piattaforma di connettività.

Guida sicura

Il segmento C, al quale appartiene la nuova Focus, vale circa il 10% del mercato italiano. Questo comparto di mercato è diviso quasi in perfetta metà tra aziende e privati. E nella prima categoria rientrano anche le società di noleggio, le quali potranno contare su una Focus che integra in toto i sistemi Co-Pilot 360 per massimizzare la sicurezza degli autisti.

La sicurezza è un elemento chiave di Ford, come ci tiene a precisare Alù Saffi, tant’è che sono confermati anche per il prossimo futuro i programmi e le iniziative rivolte alla formazione culturale dei guidatori. “L’impegno di Ford si concretizza con gli eventi dedicati ai neopatentati con Driving Skills For Life, che hanno già permesso di fare sperimentare dal vivo con le nostre speciali tute i disturbi derivanti da eccesso di alcol e droghe. E poi c’è Share the Road, finalizzato a perfezionare l’armonia e la convivenza tra chi guida in città. Questo programma mira a creare un contesto di dialogo e armonizzazione tra chi si muove in città in auto come in bici o in moto”.

Interessante notare come nell’ambito di Share The Road siano impiegati visori VR di Oculus per simulare le condizioni in cui ci si trova in strada, per fare capire in concreto i pericoli che si vivono quando non si approccia la guida con le dovute attenzioni e cautele.