Circa 400 chilometri tra il Lazio e l’Abruzzo, partendo da Roma per arrivare al Centro Spaziale del Fucino (il più importante teleporto al mondo per usi civili) per arrivare al relais in zona Rieti e poi tornare a Roma. Un giro panoramico tra strade, autostrade e viottoli non asfaltati per mettere alla prova la nuova Ford Ecosport.

Due i modelli per questo test drive approfondito: la Titanium con cambio automatico e la St-Line, vera novità della gamma 2018 che propone contenuti più sportiveggianti con scocca a doppio colore. Diverse anche le motorizzazioni, per testare in condizioni variegate il pluripremiato Ecoboost con cilindrata 1 L da 125 Cv (Titanium) e 140 Cv (St-Line).

Entrambi i modelli erano equipaggiati con sistema audio firmato Bang&Olufsen e Sync 3 con touchscreen da 8″. Anticipiamo subito, è doveroso, che la nuova Ecosport porta a compimento il modello introdotto sul mercato italiano nel 2010 quasi in modo sperimentale, adattando un veicolo studiato per i mercati emergenti.

Di più, sublima il concetto finora proposto in un Suv compatto dal design più moderno che segue lo stilema di Ford e dagli interni curati e ben studiati negli spazi, ispirati alla plancia e al cruscotto che ha debuttato sulla nuova Fiesta.

La somma è un veicolo ben riuscito, duttile nell’utilizzo urbano ed extraurbano, flessibile negli spazi interni e nella soddisfazione delle necessità della famiglia e che nel corso dei prossimi mesi (i primi modelli saranno targati a maggio) si arricchirà di nuove motorizzazioni sia diesel sia benzina e della meccanica Awd (4×4).

Marco Alù Saffi, Direttore delle relazioni esterne di Ford Italia, fotografa alla perfezione il salto di qualità compiuto con la nuova Ecosport: “abbiamo fatto un grandissimo cambiamento. L’attuale modello è del tutto diverso da quello che abbiamo proposto finora perché è un veicolo europeo a tutti gli effetti. Se a questo si aggiunge che Ford è il marchio preferito dalle famiglie italiane, si comprende come la nuova Ecosport abbia grandi potenzialità nel nostro Paese”.

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Il brand ha infatti deciso di spostare in Romania la produzione del Suv compatto, sia per allinearlo ai gusti europei, sia per velocizzare la logistica. Il tutto si declina in aspettative di vendita superiori a 28mila unità per il 2018 (sono state circa 20mila nel 2017, pari al 25% della quota complessiva di Ecosport vendute in Italia). Raggiungendo questo obiettivo la Ecosport diventerà la seconda auto di Ford più gradita in Italia, seconda solo alla Fiesta.

Mix di prodotto

La nuova Ecosport è proposta in quattro versioni: Plus, Titanium, St-Line e Business. Quest’ultima declinazione è dedicata alle flotte aziendali e ai noleggi; il suo peso sul volume dovrebbe essere del 10%. Le altre tre edizioni, invece, si spartiranno equamente le preferenze degli italiani anche attraverso la riuscita piattaforma di pagamento Idea Ford. Questa permette di diluire l’investimento mantenendo bassa la quota iniziale per accendere il finanziamento (da circa 3 mila a poco meno di 5mila euro a seconda del modello) e poi per 36 mesi versare una rata tra 149 e 222 euro). Alla fine il valore residuo sarà sufficiente per acquistare una nuova Ford, oppure si potrà rifinanziare al fine di prendere il pieno possesso del veicolo.

Confronto con il passato

Rispetto al modello precedente, i cambiamenti sono stati tanti e tali da rendere la nuova Ecosport un veicolo totalmente differente e nuovo. Certo, le linee esterne mantengono un family feeling coerente con la versione finora disponibile a catalogo ma sono state rinnovate e ridisegnate per omogeneità rispetto alla gamma di Suv di Ford (Kuga ed Edge). Subentra così l’ampia calandra anteriore, con disegno esagonale e la muscolosa carrozzeria nella zona delle portiere e del retro.

Questo senza andare a penalizzare la guidabilità e l’agilità. La nuova Ecosport è lunga poco più di 4 metri, alta 1,645 metri e ha una luce a terra di circa 18 cm, fatto che la rende particolarmente agevole da guidare su terreni sconnessi e con sbalzi impegnativi.

Il test drive

Per provare su strada la nuova Ecosport, sono state percorse tre tratte: da Roma al Centro Spaziale di Fucino; dal teleporto al Relais Villa D’Assio e infine da quest’ultima location, sede della conferenza stampa, al Ford Store Carpoint a Roma. Ciascun segmento aveva una distanza compresa tra 120 e 150 Km, pari a un tempo di percorrenza inferiore a due ore. Inoltre, il test drive prevedeva sia strade ad alta velocità, sia percorsi interni fino a tratti dissestati. In ogni occasione, l’Ecosport ha ben figurato non temendo alcun tipo di terreno e nemmeno alcuni momenti di tragitto con sbalzi parecchio accentuati dovuti a strade disconnesse e non asfaltate. L’ampia luce inferiore permette al Suv compatto di destreggiarsi, a tutto vantaggio della percorrenza in città dove garantisce un buon comfort sia nel saliscendi dall’auto (l’altezza aiuta a semplificare l’accesso al veicolo), sia su strade con sampietrini, rotaie e fondo non uniforme. Fate solo attenzione al portellone posteriore che si apre “a portiera”.

Ciò si traduce in un’esperienza di guida confortevole, soprattutto quando si abbina il potente motore Ecoboost al cambio automatico. È avvenuto nel test della Titanium: 1L, 125 Cv e trasmissione automatica a sei rapporti. L’erogazione di potenza è sempre fluida ma quando si posiziona la leva su S, la modalità più sportiveggiante, il motore risponde prontamente e regala soddisfazioni. Senza eccedere nei consumi: il computer di bordo segnalava circa 18 Km/l medi.

Sulla St-Line abbiamo provato l’ebbrezza della guida grintosa con l’Ecoboost da 140 Cv e cambio manuale a sei rapporti. I sorpassi sono uno spasso e l’accelerazione merita di essere provata di persona; i consumi salgono leggermente (circa 16 Km/l) e l’unica attenzione da porre è in curva, perché l’altezza della Ecosport non pregiudica la possibilità di chiudere bene e con soddisfazione un cambio di direzione preso ad velocità sostenuta ma non aspettatevi la trazione e la compattezza di guida di un veicolo più basso e rigido. La tenuta (erano montati i cerchi da 18″) è egregia, anche in condizioni di cambi rapidi di direzione e di repentini spostamenti di peso dovuti a manovre d’emergenza. Ottimi la frenata assistita e il controllo di trazione.

La parola che sintetizza tutto ciò è “sicurezza”, insomma, anche grazie al Blis laterale che segnala la presenza di veicoli laterali vicini e la frenata decisa, corta. Questo aspetto della Ecosport ben si somma alla vivibilità interna. Certo i due modelli forniti in dotazione avevano importanti aggiunte di optional, tra cui spiccava il sistema audio firmato da Bang&Olufsen, ma ciò non impatta sull’effettiva abitabilità. Il Sync 3 dispone di due porte, supporta Android Auto e Apple CarPlay e vanta ampio touchscreen da 8 pollici con un’elevata resa grafica.

Il display è montato sulla console centrale e risulta leggermente troppo verticale rispetto all’asse di guida, ciò obbliga a spostare la testa indietro e di lato. Nulla di preoccupante, basta farci l’abitudine. Il posto di guida è comodo: sterzo preciso e volante ben dimensionato, pedali non pesanti. Se poi si aggiunge che i sedili non sono stancanti nemmeno dopo lunghi tratti, ben si capisce che a bordo della nuova Ecosport si viaggia comodamente e con un’insonorizzazione invidiabile per questo segmento.

Cruscotto connesso

La console centrale vanta tanti vani d’appoggio sia per lo smartphone (questo è un plus non da poco) sia per oggetti personali. Non è un problema trovare la giusta collocazione per le proprie cose, anzi. Risalendo verso il parabrezza, si trova la pulsantiera di gestione della climatizzazione con la modalità auto (vivamente consigliata) capace di mantenere in modo efficace e omogeneo la temperatura impostata e, infine, il suddetto touchscreen del Sync 3. La piattaforma è quella ben nota già vista sui modelli Ford, in questa declinazione l’interazione è affidata anche a tasti fisici e manopole per regolare il volume e accedere alle funzioni più utili.

La connettività con lo smartphone avviene via Bluetooth e sfruttando le due porte Usb inferiori. In pochi istanti Android Auto e Apple CarPlay sono visualizzati sullo schermo: nella prova non abbiamo riscontrato alcuna difficoltà nel configurare lo smartphone. Il cavo è indispensabile per utilizzare le (poche) app supportate in auto dai due sistemi operativi per smartphone, oltre a essere consigliato per massimizzare la qualità di riproduzione audio in streaming con Spotify o Apple Music.

Spostando lo sguardo verso sinistra, si riconosce il generoso tasto Start/stop che funziona in sinergia con la chiave a trasponder, che è sufficiente tenere in tasca per accedere e accendere l’auto, e il cruscotto. Gli indicatori sono a toni scuri con i numeri e le informazioni rappresentante in bianco, la soluzione migliore per massimizzare la qualità di visualizzazione dei dati. Non manca un generoso display centrale da 4,2″, posto tra contagiri e contachilometri, sul quale compaiono le informazioni del computer di bordo e le indicazioni del navigatore integrato nel Sync 3. Il cruscotto è minimal ma ben studiato, con i comandi comodi e facilmente accessibili sul volante e sui satelliti. Si prende immediatamente confidenza e il tempo di apprendimento è ridotto a pochissimi minuti.

Il Centro Spaziale del Fucino

La parte del test drive più emozionante è stata la sezione che ha portato al Centro Centro Spaziale “Piero Fanti” del Fucino. Un’eccellenza tutta italiana purtroppo troppo poco conosciuta, un vero fiore all’occhiello in provincia de L’Aquila controllato da Leonardo e fondato nel 1963. In numeri: su una superficie di 370mila mq trovano posto oltre 170 antenne e 22 sale di controllo con servizi garantiti 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Questi dati lo rendono il primo e più importante teleporto al mondo per usi civili all’interno del quale sono svolte attività che vanno dalle telecomunicazioni ai servizi televisivi e multimediali, dall’osservazione della Terra al controllo e gestione dei satelliti. Altri numeri per dare concretezza all’importanza di questo centro: sono gestiti oltre 250 satelliti geostazionari in orbita intorno alla Terra ed è presente il Galileo Control Centre. Tanto per dare un’idea, l’altro punto di gestione del sistema di posizionamento satellitare Europeo, che sarà completato entro la fine del 2018 e sarà a regime nel 2020, è in Germania.

Al Fucino c’è la sala di controllo che occupa uno spazio di 5mila mq nel quale siamo entrati per avere un’anteprima esclusiva di come sarà il nuovo sistema destinato a fare concorrenza al Gps. Con Galileo si punta ad avere una precisione in termini di centimetri e non di metri, come oggi siamo abituati con il sistema di geolocalizzazione americano, e un’efficienza di rilevamento della posizione nettamente superiore, anche negli spazi chiusi. Ad oggi sono già in orbita 22 satelliti, la costellazione che prevede 24 satelliti effettivi e 2 di riserva sarà completata entro la fine di quest’anno. Entro il 2018 Galileo sarà disponibile in ogni nuovo modello di veicolo in Europa e fornirà servizi di navigazione potenziati, consentendo anche l’uso del sistema di chiamata di emergenza eCall. Questo sistema è ancora di fatto top secret e le informazioni reperibili sono confidenziali, però basti pensare che al Centro Spaziale di Telespazio sono presenti ben tre orologi atomici per gestire il sistema che ha un’accuratezza di misurazione dell’ora con errori in termini di 10 elevato alla -12 secondi.

Ma è stato girare con le nuove Ecosport all’interno della foresta di antenne paraboliche del Centro Spaziale del Fucino ad avere conferito un valore unico al test drive. Negli anni ’60, in quest’area piana protetta dalle montagne abruzzesi sono stati rimbalzati i segnali della Nasa ed è stato trasmesso sulle Tv italiane ed europee lo sbarco sulla Luna nel 1969. Oggi gli operatori telefonici e televisivi si affidano a questo centro per garantire il segnale. Nel centro di controllo si riconoscono monitor che fanno l’eco del segnale di Rai, Mediaset, Sky e anche di numerose emittenti estere di ogni Paese. Oltre 250 persone si occupano di garantire il funzionamento, con squadre dedicate alla manutenzione dei singoli satelliti e dell’altra risorsa vitale: l’elettricità, necessaria per il funzionamento tanto da delegare l’approvvigionamento a centrali dedicate e gestite in autonomia.

Infine, nel Centro Spaziale del Fucino è presente Cosmo Skymed, un progetto tutto italiano per l’osservazione della Terra. Non manca il museo, con i primi van arredati con i primi rudimentali strumenti per intercettare i satelliti esattamente come si intercettano le stazioni radio analogiche e i nastri per registrare il segnale ricevuto. A due passi da questo building si trovano contrapposti due simboli delle trasmissioni: da una parte la poppa della nave Elettra sulla quale Guglielmo Marconi ha effettuato i primi esperimenti di radiopropagazione a onde corte; all’esatto antipodo una gigantesca parabola con diametro da 32 metri per controllare i satelliti impiegati oggi.

Riassumiamo in questo articolo tutte le novità introdotte con la nuova Ecosport.

https://igizmo.it/ford-ecosport-il-suv-compatto-e-da-citta-si-evolve-e-diventa-ancora-piu-potente-e-completo/