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Netflix frantuma un altro record: gli abbonati hanno superato i 200 milioni a fine 2020, segnale chiaro di consolidamento della posizione primaria che l’azienda riveste nel panorama dei servizi di streaming in abbonamento.

Per fare un raffronto, Disney Plus, che è sul mercato da circa un anno e mezzo, ha registrato 86,8 milioni di abbonati.

Se è vero che la pandemia ha dato un nuovo boost ai servizi di streaming video, Netflix ha rilevato come gli abbonati siano aumentati di 8,51 milioni tra ottobre e dicembre per raggiungere quota 203,66 milioni totali. Un risultato che va oltre le aspettative: il forecast di Netflix secondo Reuters era infatti di circa 6,1 milioni di nuovi abbonati nello stesso range temporale.

Un successo che si riflette anche sul mercato azionario: le azioni sono aumentate dell’11% percento a 558 dollari negli scambi fuori orario.

L’incremento generale afferente ai dati di Netflix arriva dopo che la piattaforma aveva subito un arresto nel trimestre precedente, quando il numero di nuovi abbonati aveva registrato un calo se comparato ai dati di inizio anno, sui quali hanno inciso profondamente le esigenze di consumo poste in essere dal lockdown globale. Complessivamente, nel quarto trimestre Netflix ha registrato un profitto di 542,2 milioni di dollari, o di 1,19 dollari per azione, rispetto ai 587 milioni di dollari o 1,30 dollari per azione dell’anno precedente. I ricavi sono aumentati del 22%, toccando quota 6,64 miliardi di dollari

Nei primi tre mesi del 2020, infatti, Netflix ha avuto un clamoroso incremento dei nuovi abbonati, il più ingente mai registrato, una crescita record che è stata presa come fattore di riferimento per la popolarità dello streaming video durante la pandemia di coronavirus.

Grazie alle dimensioni strabilianti della sua pipeline di programmazione originale e al suo modello di streaming a casa, Netflix si è trovato in una posizione privilegiata durante la pandemia, soprattutto se si fa riferimento ai nuovi iscritti. Ma non sono state tutte rose e fiori: il lockdown ha decretato uno stop anche per la realizzazione dei film e delle serie tv della piattaforma, cosa che ha iniziato a pesare sugli abbonati di lungo corso, abituati a una certa freschezza dei contenuti.

A questo si somma che a ottobre Netflix ha eliminato la possibilità per i nuovi iscritti di usufruire di un mese gratis e a novembre ritoccato al rialzo i prezzi degli abbonamenti negli Stati Uniti per il piano standard e per quello premium. Un aumento di prezzo che era già previsto nella roadmap dell’azienda, ma che è stato anticipato. Forse perché l’azienda, forte del trend di crescita, ha ritenuto gli abbonati ben disposti a pagare di più per il servizio, nonostante i competitor si stiano moltiplicando.

Negli Stati Uniti e in Canada, Netflix ha aggiunto 860.000 nuovi clienti di streaming, per un totale di 73,9 milioni di utenti. In Europa, Medio Oriente e Africa gli abbonati sono cresciuti di 4,46 milioni toccando quota 66,7 milioni. In America Latina, gli abbonati sono aumentati di 1,2 milioni, arrivando a 37,54 milioni. In Asia, Netflix ha rastrellato 2 milioni di nuovi membri e ha raggiunto i 25,5 milioni di abbonati.

Con uno sguardo proiettato al prossimo trimestre, Netflix prevede di aggiungere 6 milioni di membri a livello globale. Secondo gli analisti, Netflix avrebbe dovuto prevedere circa 2 milioni di utenti in più. Netflix ha anche previsto un aumento di 2,97 dollari per azione nel primo trimestre. In media, gli analisti di Wall Street che seguono Netflix si aspettavano un incremento di 2,07 dollari.

Gli analisti prevedono in media un utile per azione di 1,39 dollari, rispetto alla previsione di Netflix di 1,35 dollari, e un fatturato di 6,1 miliardi di dollari.