emporia

Italia a tutto streaming con Netflix, Prime Video, Disney+, Dazn. Le piattaforme di servizi on demand accelerano nel nostro Paese con le offerte commerciali, ma ancor più con nuovi contenuti capaci di conquistare spazio, attenzione, audience e sottoscrizioni. Una battaglia dura e senza esclusione di colpi, che se da un lato si fonda su produzioni originali (film e serie Tv), dall’altro punta ad abbracciare contenuti forti come lo sport. Per essere più precisi il calcio. Del resto, il botto di ascolti registrato da Rai e Sky in occasione degli Europei vinti dalla nostra Nazionale (per la finale oltre 20 milioni di telespettatori e share dell’83,6%) è più di un indicatore.

I numeri dello streaming

Il successo progressivo conquistato dai servizi di streaming on demand è certificato da numeri e risultati.  In Europa il giro d’affari ha raggiunto il target di 9,7 miliardi di dollari. Come riportato dallo studio dell’European Audiovision Observatory – a fine anno 2020 è stata superata la soglia dei 140 milioni di abbonati. In proposito, vale la pena ricordare che erano poco più di 70 milioni a fine 2018, giusto per capire il grande impatto (come volano) che ha avuto la pandemia. Lo si è toccato con mano anche in Italia. Lo stato di emergenza e i lockdown hanno fatto. Volare la fruizione delle diverse modalità di intrattenimento. Gli italiani hanno svariato su tutto il campo. Pur senza “tradire” la tv generalista e/o tradizionale hanno voluto aumentare la propria offerta a disposizione. E non è un caso che, a fianco al gaming, i servizi streaming siano aumentati di valore e interesse. Nel nostro Paese le cifre confermano per Netflix la leadership con più di 3,5 milioni di abbonati, seguita da Amazon Prime Video (2,3) Tim (2 milioni), Dazn (1,8 milioni per ora) Infinity (1,2 milioni) e Disney + (quasi 12 milione di abbonati). E dopo il varo di Discovery+ (al primo trimestre su scala mondiale erano 15 milioni gli abbonati) vedremo quale sarà stato l’andamento in termini di performance.

La leadership di Netflix

La fotografia della situazione italiana in qualche misura ripercorre le ombre legate al contesto internazionale. Il ranking vede la leradership di Netflix, che vanta oltre 200 milioni di abbonati. Il colosso di Los Gatos nei primi sei mesi di emergenza sanitaria del 2020 ha portato a casa 26 milioni di nuovi abbonati. E ancora: nel primo trimestre 2021 la media company guidata da Reed Hastings ha guadagnato 1,7 miliardi di dollari. Le produzioni vincenti, da “La casa di carta” a Lupin (giusto per citare due case history) sono state il traino perfetto. Ma alle spalle della “Enne Rossa” stanno scalando importanti posizioni gli altri top player, a loro volta intenzionati a imprimere un’ulteriore accelerazione al proprio business. Infatti, Amazon Prime Video dispone di 150 milioni di abbonati e ha tutta l’intenzione di allargare sul versante europeo. L’acquisizione dei diritti delle migliori 16 partite della Champions League (triennio 2021-2024) è più che un segnale. Da non trascurare la forza di Spotify con oltre 140 milioni. Tra le piattaforme di servizi streaming on demand che hanno messo letteralmente il turbo c’è Disney + con 100 milioni di abbonati. Si tratta di un traguardo inizialmente delineato per il 2024, ma che invece è stato raggiunto alla velocità della luce e ben prima del previsto. 

La partita del “prodotto calcio”

Benché il DNA dei provider di servizi on demand sia legato all’entertainment inteso in senso classico, appunto film e serie Tv, non si può eludere un altro tema rilevante e sopra accennato. La portata dei grandi eventi sportivi è impossibile da trascurare. Negli Stati Uniti ESPN non a caso ha deciso di valorizzare questo asset in modo ancora più forte. In Europa, ma ancor più in Italia, la stagione che sta per cominciare vedrà una nuova “rivoluzione” nelle abitudini. Appurato che la Rai è al palo (e potrà solo tornare in modo evidente sulla scena con l’esclusiva totale dei Mondiali 2022 in Qatar), la partita su Serie A e Coppe Europee si sta infiammando. Dazn in partnership con Tim ha “sottratto” la Serie A per tre anni a Sky. Che, in attesa delle decisioni dell’Antitrust, deve accontentarsi di tre gare in co-esclusiva, oltre a Champions League, Europa e Confederations League. Ma attenzione. Per la Coppa dalle Grandi Orecchie, la più ambita e capace di catalizzare tifosi e abbonamenti, sono in pista anche Amazon Prime Video (vedi sopra) e Mediaset. Sia con la trasmissione in chiaro di una partita (Canale 5), sia con la piattaforma streaming Infinity al prezzo di abbonamento mensile di euro 7,99. Insomma, il lungo torneo dello streaming è appena cominciato.