emporia

“Apple ha annunciato nei giorni scorsi un accordo con piccoli sviluppatori di app (da 100 milioni di dollari) che hanno fatto causa alla società. Ma nonostante i cambiamenti annunciati ieri, nulla sta realmente cambiando per gli sviluppatori: l’App Store è troppo grande e troppo dipendente dalle commissioni di acquisto in-app perché ciò accada”. A sostenerlo è il sito statunitense The Verge. Che in sostanza scrive e parla di una rivoluzione finta. O meglio“gattopardesca”, per dirla con il famoso romanzo di Tomasi di Lampedusa, della serie: “Tutto cambia perché nulla cambi”.

L’accordo con gli sviluppatori

Secondo The Verge l’accordo della Casa di Cupertino include diverse nuove politiche per meglio “chiarire” le regole dell’App Store. Gli sviluppatori possono ora contattare i clienti in merito a metodi di pagamento alternativi utilizzando i dati raccolti dalla loro app (a condizione che la notifica stessa venga eseguita al di fuori delle loro app), cosa che in precedenza era stata loro vietata. Apple promette di mantenere l’App Store Small Business Programm, che riduce le entrate del 15% per gli sviluppatori che guadagnano meno di 1 milione di dollari all’anno, nel suo stato attuale per tre anni. Lo stesso vale per l’organizzazione dei risultati di ricerca in base a “caratteristiche oggettive” come download, valutazioni a stelle e pertinenza del testo. Gli sviluppatori possono impostare nuovi prezzi per le app e Apple promette di fornire loro maggiori informazioni su come funzionano i ricorsi. Prevede inoltre di pubblicare un rapporto di trasparenza annuale sul processo di revisione dell’App Store.

App Store, ricavi di 64 miliardi di dollari solo nel 2020

Ciò premesso, secondo l’analisi di The Verge “… niente di tutto questo probabilmente farà molta differenza a lungo termine sul modo in cui funziona effettivamente l’App Store o su come lavorano con esso gli sviluppatori che fanno la maggior parte dei suoi soldi. Questo accordo offre concessioni alle piccole imprese sull’App Store, ma una manciata di grandi aziende guadagnano la maggior parte dei soldi sull’App Store stesso”. Si stima che l’App Store abbia generato circa 64 miliardi di dollari di vendite nel 2020. A proposito di numeri e ricavi, ancora le parole di The Verge: “Mentre la stessa Apple non ha fornito alcun numero su quanti dei suoi sviluppatori rientrano nella categoria delle “piccole app” con guadagni inferiori a 1 milione di dollari, un rapporto SensorTower della fine dell’anno scorso ha affermato che circa il 98% di tutti gli sviluppatori di App Store si qualifica per il programma. Quel rapporto ha anche notato che quegli sviluppatori – che la Casa della Mela definisce la “grande maggioranza” degli sviluppatori di app iOS – rappresentano solo il 5% delle entrate totali dell’App Store. L’economia dell’App Store nel 2021 sono regole stabilite da una società multimiliardaria per acquisire entrate dalle transazioni in-app sul 2% degli sviluppatori che rappresentano il 95% del commercio sulle piattaforme Apple”.

Quel “vantaggio nascosto”

L’accusa di The Verge si fa poi ancora più circostanziata: “Il più grande cambiamento di Apple, l’opzione per discutere metodi di pagamento alternativi, ha anche un vantaggio nascosto. Gli sviluppatori possono discutere metodi di pagamento alternativi per abbonamenti o servizi al di fuori della loro app utilizzando le informazioni di contatto ottenute nell’app. Ma se si vuole effettivamente vendere qualcosa nella propria app, si devono comunque utilizzare i metodi di pagamento di Apple. E come ha dimostrato la drammatica lotta dell’anno scorso tra Apple e Hey, non è sempre facile aggirare i pagamenti di Apple”.

App Store e la “leggerezza” dei 100 milioni di dollari

Insomma, le cifre parlano chiaro. Ed è per questo che The Verge trae una conclusione ben precisa: “Cosa importa ad Apple se deve rinunciare a 100 milioni di dollari o a 59 milioni di dollari (il costo annuale stimato per Apple del programma Small App Business)? Finché è in grado di difendere il taglio del 30% degli acquisti che fluiscono attraverso il suo negozio dagli sviluppatori e dalle app più grandi, può concedere tutte le concessioni necessarie su cose come classifiche di ricerca o nuovi prezzi per le app per risolvere azioni collettive”. Come a dire che “… App Store è troppo grande e troppo importante per l’azienda per rivoluzionarne il funzionamento. A meno che un tribunale non decida diversamente, come Epic, Spotify e altri stanno attivamente cercando di fare, nulla cambierà davvero nell’economia delle app”. Con la quantità di denaro in gioco qui, Apple non avrebbe mai reso possibile (o addirittura più facile) per gli sviluppatori avvisare gli utenti di metodi di pagamento alternativi all’interno delle loro app.