A poco più di un anno dal lancio del nuovo sistema fotografico mirrorless Nikon Z e delle fotocamere Nikon Z 6 e Nikon Z 7, entrambe basate su un sensore in formato FX, ovvero Full Frame (24×36 mm), Nikon ha presentato la Z 50, dotata di sensore DX (23,5×15,7 mm) e dello lo stesso ampio innesto obiettivo Z-mount che caratterizza i due modelli superiori. Di fatto, la nuova Z 50 è la prima mirrorless APS-C nella storia dell’azienda giapponese, che dal 2011 al 2018 ha puntato, con le ormai dismesse Nikon 1, su un più piccolo (e poco apprezzato) sensore da 1 pollice (13,2×8,8 mm).

Insieme alla Z 50, Nikon ha immesso sul mercato due obiettivi Z DX dedicati: il Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR e il Nikkor Z 50-250mm f/4.5-6.3 DX VR (entrambi visibili nell’immagine sopra). Il primo regala, alla minima focale equivalente, un grandangolo da 24mm, oltre a un barilotto realmente compatto che, quando retratto, supera di poco i 30 mm (per un peso di soli 135 g); il secondo, sempre nel formato equivalente, produce un’escursione di focale pari a 75-375mm (un super teleobiettivo a tutti gli effetti, che come vedremo in seguito si presta bene alla fotografia di ritratto).

Niente male, soprattutto se si considera che acquistando a parte l’adattatore Nikon FTZ – esiste una versione kit della Nikon Z 50 che già lo include – è possibile montare sulla Z 50, così come sulle Z 6 e Z 7, più di 360 obiettivi Nikkor con lo storico attacco F-Mount, ovvero quello che caratterizza sia le vecchie, sia le ultimissime reflex Nikon nei formati DX e FX. Non solo, a patto di accettare il fattore di conversione 1,5x, le nuove e potenti ottiche Nikkor Z progettate per le Full Frame Nikon Z6 e Z6, possono essere abbinate anche alla Nikon Z 50. Una bella partenza insomma, che non limita chi decide di acquistare la “piccola” mirrorless all’uso di pochi obiettivi, mettendogliene a disposizione già centinaia. È doveroso ricordare che l’ultima ottica Nikkor Z presentata al pubblico è la luminosissima (e costosa) Nikkor Z 58mm f/0.95 S Noct, vero e proprio concentrato di tecnologia ottica.

Il sistema fotografico mirrorless Nikon Z

Prima di descrivervi le impressioni d’uso della Nikon Z 50, derivate da una settimana di uso intenso, soprattutto in notturna, nella città di Belgrado, attuale capitale della Serbia, ex capitale della ex Jugoslavia, è bene riassumere le novità tecniche introdotte dal sistema mirrorless Nikon Z. Il suo innesto a baionetta, detto Z-mount, vanta un diametro di ben 55 mm, per una distanza tra piano focale e flangia (detta tiraggio) di appena 16 mm. Sembra che Nikon, con questi numeri, abbia voluto battere due record: mettere a punto l’attacco attualmente più ampio sul mercato, almeno se si considera il panorama delle fotocamere Full Frame e APS-C, e al tempo stesso il tiraggio più corto. Ciò perché crede fermamente che convogliare i raggi luminosi sul sensore di immagine, limitandone al massimo l’inclinazione, sia fondamentale per elevare la qualità delle immagini e delle riprese video a livelli mai visti prima.
Un tiraggio così limitato permette inoltre di progettare corpi macchina di spessore limitato, a tutto vantaggio della praticità e della facilità con cui un intero corredo Nikon Z può essere trasportato in borsa o nello zaino. Lo Z-mount è inoltre contraddistinto da quattro punti di incastro, per un ancoraggio più sicuro, contro i tre dello storico attacco per reflex F-mount (il cui diametro è di 44 mm e il cui tiraggio raggiunge invece i 46,5 mm).

L’innesto a baionetta che si ritrova sulla Nikon Z 50 è lo stesso che si osserva nelle mirrorless Full Frame Nikon Z 6 e Nikon Z 7. Lo Z-mount vanta un diametro di 55 mm e un tiraggio (distanza piano focale-flangia) di appena 16 mm. Ciò permette di realizzare corpi molto sottili e nel contempo ottiche in grado di catturare la luce in modo più efficiente.

Pensata per essere versatile anche con le riprese video 4K Ultra HD e Full HD

Gli sforzi degli ingegneri Nikon, va detto, hanno portato a una mirrorless APS-C che ha poco da invidiare alle più blasonate Z 6 e Z 7 per quanto riguarda la ripresa video. La fotocamera infatti esibisce, alla base della ghiera principale dei modi (P, S, A, M, EFC, U1, U2, etc…) una levetta che la trasforma in un vera e propria videocamera Full HD e 4K Ultra HD a ottiche intercambiabili. Basta addentrarsi nel menu e nel manuale di istruzioni per capire quante opzioni vengano offerte al video-maker (anche) professionista. Oltre a filmare in 4K Ultra HD (3.849×2.160 pixel) con frequenze di fotogramma 30p, 25p e 24p, permette la cattura Full HD (1.920×1.080 pixel) nei modi 24p, 25p, 30p, 50p, 60p, 100p e 120p. Non solo, se non si vuole utilizzare il PC per creare clip in slow-motion, si può optare direttamente per la funzione on-camera, selezionando le impostazioni di ripresa 1.920×1.080 pixel, 30p x4; 1.920×1.080 pixel, 25p x4 e 1.920×1.080 pixel, 24p x5. Sempre in fase di ripresa video è possibile regolare il bilanciamento del bianco, la sensibilità del microfono, il tipo e l’area di messa a fuoco e via dicendo. Molto comodo risulta, sia in fase di scatto, sia di cattura video, il monitor LCD da 3,2 pollici inclinabile, con funzioni touch (disattivabili nel menu).

La Nikon Z 50 con il display touch orientato di circa 45°
La Nikon Z 50 con il display touch ruotato verso l’alto di 90°
La Nikon Z 50 con il display touch in posizione selfie. Con questa orientazione, basta toccare in un punto lo schermo affinché la macchina metta a fuoco e scatti. Gli altri pulsanti della console posteriore vengono disattivati per evitare che siano premuti senza volerlo.

Corpo macchina, ergonomia, obiettivo zoom “pancake” Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR e i Menu

Il primo contatto con la Nikon Z 50, quando siamo giunti a Belgrado e abbiamo iniziato a fotografare per il sito web Turismo e Impresa in Serbia.it, è stato quello “fisico”, cioè quello che, dopo aver impugnato la macchina, consente di dire se il suo utilizzo è confortevole oppure no. L’abbiamo trovata eccellente per via del giusto peso del sistema “camera + obiettivo” e di una impugnatura sottile ma pronunciata che permette alla mano di afferrare saldamente la fotocamera. Dopo una settimana di utilizzo, le prime impressioni d’uso sono state confermate in pieno.

L’impugnatura della Nikon Z 50 è sottile e pronunciata, tanto da permettere a mani maschili e femminili di afferrare con sicurezza la fotocamera. In figura, abbiamo anche incluso l’adattatore Nikon FTZ (a sinistra) e l’obiettivo Nikkor Z 50-250mm f/4.5-6.3 DX VR (a destra). Il Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR è invece montato sulla macchina. I 3 cm di spessore, quando è retratto su se stesso, lo rendono davvero maneggevole.

L’obiettivo Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR è piccolo e leggero e, finalmente, assicura un più ampio angolo di campo di quello che contraddistingue i classici equivalenti da 27mm o 28mm. La focale minima di 24mm (83° circa di cono ottico) è stata davvero una benedizione quando abbiamo dovuto fotografare, a distanza contenuta, edifici storici e monumenti. Sembra poco eppure quei tre, quattro millimetri di differenza li abbiamo avvertiti eccome. Il meccanismo di sblocco dalla posizione di riposo è a scatto. Non vi sono quindi delicate parti elettriche o pulsanti da premere.
I (pochi) pulsanti fisici, che invece si osservano sul corpo macchina, sono posizionati in punti comodi da raggiungere, anche senza distogliere lo sguardo dal mirino. A colpirci è stato soprattutto il pulsante che attiva l’i Menu: dei quattro che si trovano alla destra del display e al di sotto del multi-selettore circolare, è quello in alto a sinistra.

La Nikon Z 50 vista nella parte posteriore. Il pulsante i, sotto il multi-selettore circolare, attiva gli i Menu ad accesso rapido, sia in modalità fotografica, sia in modalità video.

Impossibile sbagliare quando lo si cerca, mentre si compone l’inquadratura, con il pollice destro. E lo abbiamo premuto infinite volte, nel corso delle nostre sessioni di scatto, perché il menu grafico che si attiva alla sua pressione racchiude le icone delle regolazioni che si usano più di frequente. È così completo che fa quasi dimenticare il menu classico (e ricco) che la Z 50 mette a disposizione. L’i Menu, disponibile anche nella versione video (Movie-Mode i Menu), viene riprodotto sia nel mirino elettronico OLED, sia sul display orientabile da 3,2 pollici (quando attivo). In modalità fotografica, il Photo-Mode i Menu permette di accedere rapidamente a: Picture Control, Qualità delle immagini, Gestione flash, Wi-Fi On/Off, Scatto singolo o raffica, Modo Area-AF, Bilanciamento del bianco, Formato immagine (JPEG o NEF/RAW), Misurazione esposimetrica, HDR, Stabilizzatore di immagine VR, Messa a fuoco (AF secondo varie modalità oppure MF).

Il Photo-Mode i Menu della Nikon Z 50, che si attiva nel display e/o nel mirino elettronico alla pressione del pulsante i, dà accesso diretto alle impostazioni di uso più frequente. Il tutto, senza distogliere lo sguardo dal soggetto.

E gli ISO? Nessuna paura, perché per regolarli basta premere uno dei tre tasti che si trovano sopra, sotto il pulsante di scatto, e ruotare contemporaneamente il dial orizzontale posteriore (come nelle macchine professionali, la Z 50 ne mette a disposizione un altro, in posizione anteriore). Di accesso immediato sono anche gli altri pulsanti: registrazione video, compensazione dell’esposizione, playback, menu completo e tasto di cancellazione dell’immagine corrente. Siamo riusciti a gestirli quasi tutti senza distogliere lo sguardo dal mirino.

Per variare la sensibilità ISO, basta premere il pulsante ISO che si osserva sotto il pulsante di scatto e ruotare il dial posteriore fino a ottenere il valore desiderato.

Sulla destra del display, sono disposti verticalmente tre pulsanti a sfioramento: ingrandimento delle immagini (+), riduzione delle immagini e suggerimenti (-/?), quantità delle informazioni visualizzate sul monitor posteriore (DISP). Con questi, dobbiamo ammetterlo, occorre prendere un minimo di confidenza. Non capita di rado infatti, soprattutto ai primi utilizzi, di toccarli con il naso innescando azioni indesiderate. Quello centrale in particolare (-/?), è facile da attivare senza volerlo. Abbiamo preso alla fine le misure e imparato a posare la fotocamera sull’occhio in modo adeguato, senza cioè che il naso finisse per toccarli. Possiamo però affermare che se Nikon avesse proposto gli stessi pulsanti in versione fisica, nessuno avrebbe gridato allo scandalo.

Mirino elettronico OLED da 2.360.000 punti e flash integrato con supporto al CLS (Creative Lighting System) di Nikon

Veniamo a un punto di estrema importanza quando si deve esprimere la qualità complessiva di una fotocamera mirrorless: il mirino elettronico o ViewFinder. È questo, d’altronde, che già al primo impatto, permette di distinguere una mirrorless da una macchina reflex. La Nikon Z 50 si affida a un mirino elettronico OLED da 0,39 pollici e 2.360.000 di punti circa di risoluzione, che può essere regolato su sette diversi livelli di luminosità. La copertura è pari al 100% dell’inquadratura, sia in orizzontale, sia in verticale, con un fattore di ingrandimento pari 1,02x (puntando all’infinito con un innestato obiettivo da 50mm di focale equivalente). Si attiva automaticamente, grazie a un sensore di prossimità, non appena si avvicina la fotocamera all’occhio, spegnendo in contemporanea il display posteriore. Agendo su un pulsante dedicato, è tuttavia possibile scegliere di farli funzionare entrambi, di attivare il solo mirino (che comunque si spegne non appena la macchina è allontanata dall’occhio, per salvaguardare la batteria) o di attivare il solo display posteriore. Come lo abbiamo trovato? Perfetto! Se, scattando di notte, non ci si accorge di guardare in un mirino elettronico, anziché ottico, significa che chi lo ha progettato ha svolto al meglio il suo lavoro. Anche in condizioni di luce molto scarsa, abbiamo utilizzato il mirino elettronico della Nikon Z 50 senza rimpiangere quello ottico delle reflex. C’è poi un altro plus da considerare: l’attivazione, quando si avvicina l’occhio, è immediata. La macchina, da questo punto di vista, non soffre di alcune latenza. La regolazione delle diottrie infine, fra -3 e -3 m-1, lo rende confortevole anche per chi indossa gli occhiali.

Il flash integrato della Nikon Z 50 permette di schiarire la scena. Ha un numero guida pari a 7 (metri, ISO 100 e 20 °C). Il lampo può essere compensato nell’intervallo -3 – +3 EV ed è di tipo iTTL. È inoltre compatibile con il sistema di illuminazione creative CLS di Nikon (Creative Lighting System).

L’unità flash pop-up della Nikon Z 50 è compatibile con il sistema di illuminazione creativa CLS di Nikon che permette la comunicazione wireless tra la fotocamera e uno o più flash Nikon compatibili. Il CLS (Creative Lighting System) fonda la propria efficienza su un’unità detta commander o master, in grado di pilotare, senza ricorrere a scomodi cavi di collegamento, ma sfruttando le frequenze dell’infrarosso (raggi IR), uno o più flash posizionati a distanza e liberamente intorno al soggetto, detti unità remote o slave. In funzione dei risultati che si vogliono ottenere, questi possono essere posti ai lati, al di sopra o al di sotto del soggetto, con le parabole flash orientate secondo le specifiche esigenze di illuminazione. Alla pressione del pulsante di scatto della Nikon Z 50, le unità remote emettono un lampo in contemporanea a quello prodotto dalla fotocamera. Fra i flash compatibili con la Nikon Z 50 ci sono i modelli: SB-5000, SB-800, SB-900, SB-910, SB-500 e via dicendo.

Il sistema AF ibrido da 209 punti AF della Nikon Z 50

Altro fiore all’occhiello della fotocamera mirrorless in prova è il suo sistema AF. Possiamo affermarlo con certezza visto che ne abbiamo sperimentato la velocità e la precisione nelle condizioni di luce più critiche che avremmo potuto incontrare (praticamente in piena notte). È un sistema ibrido in grado di “leggere” il soggetto rilevandone la fase e il contrasto. Dispone di 209 punti AF, distribuiti quasi sull’intera area DX del sensore di immagine e vanta una sensibilità, con illuminatore ausiliario AF attivato, compresa fra -4 EV e + 19 EV (tra -2 EV e + 19 EV senza supporto). È possibile inoltre regolare il modo di messa a fuoco (AF-S singolo, AF-C continuo, MF fuoco manuale, AF-A switch automatico fra AF-S e AF-C) e il Modo Area AF (AF Pinpoint, AF a punto singolo, AF area estesa piccola, AF area estesa grande, Area AF auto). Nella modalità AF Pinpoint la macchina permette di selezionare manualmente un punto davvero piccolo su cui mettere a fuoco, esibendo una notevole precisione. Se la funzione è attivata nel menu, oltre a riconoscere i volti dei soggetti e a metterli a fuoco, la Nikon Z 50 riconosce gli occhi e si concentra su di essi (funzioni Face and Eye Detection). Né manca la possibilità di “agganciare” un soggetto in movimento e di seguirlo senza mai perdere la messa a fuoco (Subject Tracking).

Nikon Z 50 – Belgrade Waterfront, Belgrado. 1/15 s; f/7.1; ISO 640; Esposizione: S (a mano libera); JPEG; obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Parco Kalemegdan, Belgrado. 1/10 s; f/3.5; ISO 12800; Scena: Paesaggio Notturno (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR

Obiettivo zoom Nikkor Z 50-250mm f/4.5-6.3 DX VR

Il kit della Nikon Z 50 con doppio obiettivo comprende, oltre al “pancake” Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR, anche il super teleobiettivo Nikkor Z 50-250mm f/4.5-6.3 DX VR ideale per raggiungere e ingrandire soggetti (molto) lontani o per ritratti di buona qualità. La minima focale equivalente di 75mm permette infatti di utilizzarlo anche a questo scopo. Visto che i nostri servizi fotografici si sarebbero svolti in linea di massima dal crepuscolo in poi, lo abbiamo testato proprio nella realizzazione di ritratti, in particolare in un servizio fotografico volto a promuovere una clinica dentistica di Belgrado. Le prestazioni, soprattutto in termini di bokeh, pur non raggiungendo quelle degli zoom più luminosi ad apertura massima costante f/2.8, sono comunque degne di nota. I soggetti ritratti mostrano un ottimo micro-contrasto, riuscendo comunque a staccare efficacemente dallo sfondo (grazie all’apertura massima f/4.5). Utilizzare alla stessa focale di 75mm equivalenti l’obiettivo “pancake” Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR non ci avrebbe condotto allo stesso risultato, per via del diaframma più chiuso (f/6.3)

1/200 s; f/4.5; ISO 1250; Flash sulla prima tendina; Esposizione: A (a mano libera); NEF/RAW; obiettivo: Nikkor Z 50-250mm f/4.5-6.3 DX VR

Resa superba agli alti ISO, modalità Scene (SCN) e stabilizzatore VR

Quale occasione sarebbe stata più adatta a testare la Nikon Z 50 di notte? La nostra visita a Belgrado, già addobbata a festa per i prossimi appuntamenti natalizi e del Nuovo Anno, era appunto finalizzata agli scatti notturni, quelli cosiddetti “di atmosfera”. C’è poi un ponte di recente costruzione, l’Ada Bridge (Most na Adi in lingua locale), che sembra fatto apposta per essere fotografato, dati i giochi di luce che si susseguono nelle ore serali e notturne. Senza inutili giri di parole, possiamo affermare con assoluta certezza che la resa della Nikon Z 50 fino a 3600 ISO è a dir poco superba, forte di una profondità del nero che si presta a ben poche critiche. Il sensore DX ha una sensibilità massima nativa di 51200 ISO, valore che si può essere esteso fino a 102400 ISO, nel modo Hi 1, e 204800 ISO, nel modo Hi 2. Se a questa aggiungiamo uno stabilizzatore VR estremamente efficiente, che ci permette di scattare a mano libera con tempi di 1/6 s senza rischiare il mosso, la definizione di “mirrorless DX in grado di vedere anche nel buio” è quella che ci sembra al momento più appropriata.
Nel titolo del paragrafo abbiamo volutamente fatto riferimento alle modalità Scene cui si accede ruotando la ghiera dei modi fino alla posizione SCN. La Nikon Z 50 prevede diversi programmi di scatto pre-impostati: Ritratto, Paesaggio, Bambini, Sport, Macro, Ritratto notturno, Paesaggio notturno, Feste/interni, Spiaggia/neve, Tramonto, Crepuscolo/alba, Cuccioli, Lume di candela, Fiori, Colori autunnali e Food. Date le condizioni di scatto, abbiamo optato per il modo Paesaggio Notturno alternandolo con la modalità S (priorità al tempo di posa). Mai scelta fu più azzeccata. Per mettere in crisi la Z 50 abbiamo dovuto realmente fotografare panorami nel buio, mentre di fronte ai monumenti e ai contesti cittadini illuminati artificialmente, la macchina ha mostrato una grande efficacia. Sotto ogni immagine pubblicata in questa recensione (tutte scattate a mano libera) potete leggere infatti le specifiche Exif.

Nikon Z 50 – Piazza della Repubblica, Belgrado. 1/30 s; f/4; ISO 1800; Scena: Paesaggio Notturno (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Ada Bridge, Belgrado. 1/6 s; f/3.5; ISO 1250; Esposizione: S (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Piazza della Repubblica, Belgrado. 1/30 s; f/4; ISO 3200; Scena: Paesaggio Notturno (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Via Knez Mihailova, Belgrado. 1/30 s; f/5; ISO 800; Scena: Paesaggio Notturno (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Parlamento Serbo, Belgrado. 1/13 s; f/3.5; ISO 800; Esposizione: S (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Skadarlija, quartiere bohemien, Belgrado. 1/13 s; f/3.5; ISO 800; Esposizione: S (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR

Abbiamo poi deciso di andare oltre, di raggiungere in tarda serata il Parco Kalemegdan da dove avremmo goduto di un panorama notturno mozzafiato sui fiumi Sava e Danubio. Qui abbiamo spinto la Nikon Z 50, affidandoci ancora al programma Panorama Notturno, fino a 12800 ISO. Ecco come si è comportata. Da notare che i due punti luminosi che si stagliano nel cielo dell’immagine immediatamente sotto (ripresa a 9000 ISO) non sono “pixel bruciati”, ma fari di un aereo in volo sul cielo notturno di Belgrado. A 12800 ISO del rumore è evidente, senza che l’immagine risulti però scadente, tutt’altro.

Nikon Z 50 – Parco Kalemegdan, vista sul fiume Sava, Belgrado. 1/30 s; f/6.3; ISO 9000; Scena: Paesaggio Notturno (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Parco Kalemegdan, vista sul fiume Sava, Belgrado. 1/13 s; f/3.5; ISO 12800; Scena: Paesaggio Notturno (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR

Picture Control, Effetti Speciali e tecnologia Nikon SnapBridge

Una volta che si prende confidenza con la Nikon Z 50 e si abbandonano gli automatismi di base, diventa piacevole sperimentare gli strumenti che la mirrorless mette a disposizione. Come i Picture Control, noti a chi ha posseduto o possiede tuttora una o più macchine Nikon. Sono impostazioni di colore che permettono di ottenere risultati soddisfacenti nelle varie condizioni di scatto. La Z 50 aggiunge però ai classici Picture Control Auto, Standard, Neutrale, Vivido, Monocromatico, Ritratto, Paesaggio ed Esteso nuovi Picture Control Creativi (Sogno, Mattina, Pop, Drammatico, Silenzio, Malinconico e via dicendo), per consentire all’appassionato di fotografia di ottenere risultati particolari, in funzione del suo stato d’animo e della propria visione del mondo. I Picture Control possono essere applicati in fase di scatto oppure, se fotografate nel formato NEF/RAW, in post-produzione, utilizzando per esempio il software gratuito Nikon Captura NX-D. Potrete in questo modo valutare l’effetto di ciascun Picture Control sulle vostre immagini e scegliere quelli che più vi piacciono. I Picture Control, in fase di scatto, sono selezionabili, mediante l’i Menu, direttamente nel mirino elettronico oppure sul display orientabile.
Discorso a parte meritano gli Effetti Speciali, a cui si accede ruotando la ghiera dei modi sulla voce EFCT: aumentano il divertimento durante l’esperienza fotografica e strizzano l’occhio a chi, trasferendo in tempo reale gli scatti allo smartphone mediante l’app SnapBridge, vuole condividere le proprie creazioni su Instagram, Facebook oppure ovunque sia richiesto un buon estro creativo. Gli effetti speciali previsti dalla Nikon Z 50 sono: Visione notturna, Super vivido, Pop, Foto disegno, Toy camera, Miniatura, Selezione colore, Silhouette, High Key e Low Key. Vi proponiamo alcuni esempi.

Nikon Z 50 – Via Knez Mihailova, Belgrado. 1/30 s; f/8; ISO 3600; Effetto: Miniatura (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Ada Mall, Belgrado. 1/125 s; f/3.5; ISO 500; Effetto: Pop (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR
Nikon Z 50 – Ada Mall, Belgrado. 1/125 s; f/3.5; ISO 640; Effetto: Foto disegno (a mano libera); JPEG; Obiettivo: Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR

Altre funzioni della Nikon Z 50: HDR, filmati Time-lapse, fotografia silenziosa…

Provare in una sola settimana tutte le funzioni a bordo della mirrorless Nikon Z 50 sarebbe stato impossibile. Ci limitiamo quindi, in questa recensione, ad elencare le altre potenzialità creative della fotocamera, rimandando a un prossimo articolo la loro descrizione dettagliata. Stiamo parlando, per esempio, dello scatto HDR (High Dynamic Range), della possibilità di esporre in automatico a intervalli di tempo prestabiliti (Interval Timer Shooting) e, sempre in automatico, di montare in sequenza gli scatti fino a ottenere un suggestivo filmato accelerato Time-lapse, della funzione D-Lighting che permette, su più livelli, di ricavare dettagli nelle alte luci e nelle ombre intense, della fotografia silenziosa che grazie all’otturatore elettronico permette di scattare senza emettere alcun rumore, delle esposizioni multiple (da 2 a 10 scatti NEF/RAW sovrapposti a formare un’unica immagine), delle infinite possibilità di regolazione in fase di registrazione video 4K Ultra HD e Full HD, della possibilità, sfruttando i moduli Wi-Fi e Bluetooth integrati nella macchina, di connettere la Z 50 a uno smartphone Android o iOS per il trasferimento immediato o in differita delle proprie creazioni al fine di condividerle online (tecnologia SnapBridge), alla possibilità infine di intervenire sugli scatti, per migliorarli, direttamente on-camera.

Conclusioni

I giorni trascorsi a Belgrado in compagnia della Nikon Z 50 ci permettono di trarre le prime conclusioni. La macchina se l’è cavata egregiamente in tutte le situazioni, risultando l’evoluzione consumer dei modelli professionali Nikon Z 6 e Nikon Z 7. Si rivolge sia agli appassionati di fotografia che, oltre a scattare, realizzano video di qualità (tallone d’Achille, a prescindere dalla casa di produzione, delle attuali reflex), sia ai professionisti che nella Z 50 potrebbero trovare un secondo corpo leggero e affidabile. La disponibilità dell’adattatore Nikon FTZ, in kit o da acquistare a parte, fa da ponte fra il nuovo attacco Z-mount e lo storico F-mount, rendendo compatibili con la Z 50 gli obiettivi per reflex Nikon AF-S tipo G, F e D; gli AF-P tipo G e F; gli AF-I tipo D; gli AF tipo G e D; i PC-E Nikkor, gli AI-P e via dicendo. Sul piano della qualità delle immagini c’è poco da obiettare: i sample riportati in questa recensione danno un’idea ben precisa di ciò che la mirrorless riesce a produrre anche in condizioni di luce estremamente critiche.

Pro

• Qualità delle immagini anche in condizioni di luce critiche e oltre i 10.000 ISO.
• Ergonomia del corpo macchina, compattezza e leggerezza.
• Qualità del display posteriore orientabile da 3,2 pollici e 1.040.000 pixel nonché del mirino elettronico OLED che non fa rimpiangere i mirini ottici delle reflex.
• Durata della batteria Nikon EN-EL25: non abbiamo contato il numero degli scatti eseguiti con una sola ricarica (il manuale ne riporta 280 con l’utilizzo del solo monitor posteriore), ma non ci siamo mai trovati con la batteria prossima a esaurirsi.
• L’i Menu, nei modi fotografici e video, è pratico e permette di impostare la macchina senza distogliere l’occhio dal mirino.
• L’obiettivo Nikkor Z 16-50mm f/3.5-6.3 DX VR vanta un grandangolo da 24mm e, quando retratto, tende quasi a scomparire. Lo stabilizzatore è molto efficiente, consentendo di scattare a mano libera fino a 1/5 oppure 1/6 s.

Contro

• I tre pulsanti touch che si trovano nella parte destra del display orientabili si toccano a volte con il naso senza volerlo (in particolare quello centrale)
• Il display in posizione selfie, se la macchina è assicurata a un treppiedi, è praticamente inutilizzabile. Un limite che potrebbe avvertire in modo particolare chi filma se stesso guardandosi nel display (molti YouTuber per intenderci).
• Lo sportellino che dà accesso alla batteria e alla scheda di memoria SD non è molto solido
• I due dial, anteriore e posteriore, non girano in modo fluido, ma a scatti, risultando soprattutto ai primi utilizzi un po’ scomodi
• Il multi-selettore circolare può essere solo premuto e non ruotato