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È tempo di bilanci per il mercato degli smartphone. Chiusi i conti del 2020, si stilano le classifiche e si tira la somma di come è andato l’anno passato. Un dato importante da cui ripartire per questo 2021 che si prospetta ancora più frammentato, per via dell’ingresso dei brand, e fortemente mobile, in virtù delle market share che oscillano e fluttuano. Basti pensare a quanto accaduto negli ultimi 12 mesi: un anno fa i primi tre della classifica erano Samsung, Apple e Huawei. Di questi ne sono rimasti solo due saldamente nella loro posizione, il terzo ha iniziato a subito una progressiva erosione della quota di mercato, trimestre dopo trimestre.

L’andamento complessivo però è positivo e questo attenua le paure che il Covid-19 potesse arrecare perdite eccessive. Invece, dopo un inizio 2020 da panico, il mercato globale degli smartphone ha continuato a migliorare nel trimestre cruciale del 2020. Nel Q420 l’andamento è tornato a regime con una crescita del 4,3% anno su anno. Secondo i dati di Idc relativi a questo periodo, i brand hanno distribuito (“shipped”, non sono venduti ma spediti) circa 385,9 milioni di unità. Tuttavia prendendo in considerazione l’interno 2020, i risultati complessivi denotano una diminuzione del 5,9% rispetto al 2019. Ma con un Q420 in ripresa netta si può dire che il segmento degli smartphone sia partito di slacio per il 2021 e, secondo Idc, questo “push” rimarrà forte.

Spiega Nabila Popal, direttore della ricerca di Idc: “Ci sono molti elementi in gioco che stanno alimentando la ripresa del mercato degli smartphone: domanda repressa, spinta continua dell’offerta sul 5G, promozioni aggressive e popolarità dei telefoni a prezzo medio-basso. In più, le restrizioni imposte a livello governativo hanno permesso agli utendi di dirottare gli investimenti da spese per il tempo libero (viaggi, ristoranti e così via), ai dispositivi mobili”.

Smartphone: i dati di Idc e Counterpoint

Abbiamo preso in considerazione i dati di mercato rilevati da Idc e Counterpoint. Nel primo caso ci sono anche quelle del quarto trimestre del 2020. Queste le tabelle.

Dati globali Q4 2020

Per quanto riguarda i brand, l’exploit di Apple non ha precedenti nella storia. Nel 4Q20 si è guadagnata la prima posizione per unità distribuite con oltre 90 milioni di iPhone e trainata dal successo della serie 12. In termini numerici, si tratta di un incremento record ottenuto in un solo trimestre: oltre il 22% di guadagno rispetto al 2019, anno che aveva permesso ad Apple di consegnare 73,8 milioni di Melafonini. Il Q4 è il trimestre di Apple, tanto che la quota di mercato è passata dal 19,9% del 2019 al 23,4% del 2020. Circa uno smartphone consegnato ogni quattro recava la dicitura iPhone.

Nel Q420 Samsung è passata al numero 2 con 73,9 milioni di spedizioni di dispositivi e una quota di mercato del 19,1%. Il brand coreano può fregiarsi del continuo successo della serie A e della crescita in quasi tutte le regioni: incremento del 6,2 anno su anno. Xiaomi ha chiuso il trimestre in terza posizione con spedizioni di 43,3 milioni e una quota di mercato dell’11,2% mentre Oppo si è posizionata al quarto posto con 33,8 milioni unità distribuite e una quota di mercato dell’8,8%. Entrambe le società hanno avuto successo nel capitalizzare il declino di Huawei, crescendo rispettivamente del 32,0% e del 10,7% anno su anno. Il tema Huawei è complesso: il crollo verticale l’ha portata a distribuire 32,3 milioni di unità con una quota dell’8,4% e un calo anno su anno del 42,4%. L’azienda è vittima delle sanzioni statunitensi e della politica aggressiva condotta da Trump.

Dati complessivi 2020

Abbiamo voluto usare due fonti diverse per i dati globali 2020 relativi al numero di unità distribuite al fine di perimetro di riferimento nel quale analizzare i dati, definendo un intorno statistico il più possibile descrittivo. A livello complessivo, Huawei è comunque il terzo brand al mondo grazie soprattutto all’apporto della Cina nella prima metà dell’anno. Ha distribuito tra 190 e 238 milioni di unità. Sia per Idc sia per Counterpoint a guidare la classifica è sempre Samsung seguita da Apple: nel primo caso con un volume compreso tra 266 e 296 milioni di unità; nel secondo caso tra 195 e 206 milioni. Anche sulla quarta posizione c’è allineamento, con Xiaomi che ha distribuito tra 124 e 147 milioni di smartphone.

A partire dalla quinta posizione i due istituti di ricerca hanno visioni differenti. Secondo Counterpoint Oppo può contare su 120 milioni di unità distribuite, mentre il brand non compare in Idc ed è “affogato” tra gli Others. Vivo invece è quinti per Idc e sesto per Counterpoint, poco male: il numero di unità è allineato in uno spazio superiore a 110 milioni.

I dati di Idc si fermano con Oppo e aggregano oltre 370 milioni di smartphone nella categoria Others (altri). Counterpoint cita anche altri brand, tra cui Realme con circa 26 milioni di device e Lenovo Group con 40,6 milioni. LG può vantare oltre 28 milioni di smartphone distribuiti nel corso del 2020.

“La ripresa sia del mercato degli smartphone sia della supply chain è stata davvero impressionante. Le vendite di smartphone stanno riprendendo come se nulla fosse mai accaduto. Questo illustra l’importanza dei device nella vita di tutti e fornisce solide basi per la domanda del mercato. Il tutto mentre il mondo progredisce verso un ambiente post-pandemia e il mercato è destinato ad accelerare”, ha detto Ryan Reith, vicepresidente del programma di IDC Worldwide Mobile Device Trackers.

Samsung può prendersi la corona in Android

In questo contesto di mercato così frammentato su tanti produttori, Android centra il suo punto di forza e di debolezza. Di forza perché può contare su numerosi partner; di debolezza perché si rischi omologazione e quando un brand come Huawei oscilla pesantemente nella market share questa è spezzettata tra tanti altri brand. Non rimanendo aggregata, toglie ad Android, e a Google di conseguenza, la possibilità di interloquire con brand di riferimento che abbiano la forza di trainare il mercato con innovazione e sperimentazione. Ebbene, l’unica azienda in grado di prendere la corona di trend setter in Android è Samsung, in virtù della market share e dell’ecosistema che sta costruendo intorno ai propri smartphone e al sistema operativo. Anche per questo è importante che i Galaxy S21 siano stati annunciati così in anticipo.

Si badi bene, non stiamo dicendo che altri brand non hanno il potere innovativo di Samsung. Solo hanno quote inferiori e anche osservando il mercato in modo prospettico, difficilmente il marchio coreano cederà la sua posizione di dominanza in Android. In ogni dinamica di mercato ci sono sempre due parti che si sfidano: da una parte il leader, obbligato a innovare e a fare da polo evolutivo, dall’altra i contraltari, che sono chiamati a essere avveniristici e a stupire. Samsung in questo momento, per questioni endogene ed esogene ben note, può vestire questa corona. E certifica la responsabilità che i suoi prodotti e le sue azioni hanno per sospingere il mercato, per continuare a incentivare la crescita e per essere un elemento ingaggiante per i consumatori nei confronti di Android. Soprattutto in Europa e nelle Americhe.