Monaco di Baviera – L’evento è in grande stile, come sempre. Ma l’atmosfera è diversa. Più attesa del solito, non tanto per i prodotti, le cui specifiche sono già sfuggite nei giorni scorsi, quanto per le parole che Richard Yu, Ceo della divisione consumer di Huawei, ha decido di condividere durante il keynote. E invece si sviluppa una presentazione lineare, centrata e concentrata sul vero protagonista della giornata, senza altre distrazioni: il Mate 30 nella sua declinazione standard e Pro. Ancora una volta il brand cinese sfoggia una ricca dote di coraggio, cambiando tutto: estetica, hardware, display ed esperienza d’utilizzo. Il centro focale dell’innovazione è il processore Kirin 990 (di cui vi abbiamo spiegato tutti i dettagli in questo approfondimento) ma l’altro grande protagonista è rappresentato dal sistema operativo.

Lo diciamo subito: allo stato attuale in Europa e in Italia è previsto che arrivi solo il modello Huawei Mate 30 Pro; eventuali cambiamenti però potrebbero essere dietro l’angolo. L’azienda prevede di distribuirlo nel nostro Paese entro la fine dell’anno, gli sforzi sono tutti concentrati nel fare in modo di poterlo proporre ai consumatori nelle prossime settimane. Con una precisazione, che non è un pettegolezzo bensì una certezza salvo che le situazione con Google si normalizzi nell’immediato futuro. Il Mate 30 Pro avrà Android nella versione open source, con l’interfaccia Emui 10 ma senza i servizi e le app ufficiali di Big G. Android rimane il sistema operativo primario per Huawei: uno dei messaggi fondamentali dei nuovi smartphone è l’impegno dell’azienda a mantenere salda questa preferenza prioritaria. La mancanza delle app e dei servizi di Google è sopperita dalle soluzioni del brand cinese, tra cui l’AppGallery (nei sample che abbiamo avuto modo di provare è possibile scaricare, tra le altre, l’applicazione Whatsapp).

Il mercato chiama, Huawei risponde

Mate 30 Pro è la reificazione più concreta ed efficace della filosofia di Huawei: continuare nel proprio percorso di innovazione e miglioramento dei prodotti, non fermandosi davanti a criticità congiunturali ma puntando a un orizzonte di lungo respiro. In 32 anni di storia, l’azienda ha superato varie traversie: le abbiamo raccontate in questo approfondimento, nel quale il presidente europeo della divisione consumer Walter Ji ha spiegato perché Huawei è e rimarrà un’azienda privata non quotata in borsa.

Serviva un segnale forte, per ribadire come la società sia concentrata non già su un contesto geopolitico che passa sopra il business e impatta sulla politica, ma sul prodotto e sul consumatore. Innovazione, tangibile: Mate 30 Pro ribadisce l’importanza del segmento smartphone per Huawei. Lo si evince dal primo tocco del pannello Oled denominato Horizon Display che è curvato di 88 gradi sui due lati più lunghi. Questo conferisce una maggiore immersività perché di fatto lo schermo è parte della scocca e si “tocca”, anche per comandare alcune gesture come per esempio il volume. Basta fare un tap sul lato destro e si attiva la barra, che poi si regola sempre di lato attraverso il touchscreen spostando il dito in alto oppure in basso.

L’Horizon Display è funzionale a offrire una nuova esperienza di utilizzo delle app, soprattutto quelle di gaming che superano le cornici laterali dell’Oled. Per la cronaca, c’è il notch superiore con una dimensione inferiore a quella del precedente Mate e ora ospita il sensore per i comandi gestuali. Basta muovere la mano per interagire con l’interfaccia. La diagonale del display del 30 Pro è di 6,53″ mentre è da 6,62″ sul Mate 30.

Kirin nel core

La serie Mate 30 è animata dal Kirin 990 5G, che integra anche il modem per le reti di nuova generazione. I dettagli di questo Soc sono stati descritti in questo esaustivo approfondimento. Nel caso del Mate 30 Pro è assistito da una batteria da 4.500 mAh, mentre sul 30 è da 4.200 mAh. Entrambi supportano la tecnologia di ricarica rapida SuperCharge nelle modalità cablata a 40 watt e wireless a 27 watt. Rimanendo in tema, così come già sui P30 anche i nuovi Mate supportano il reverse charging, ossia appoggiando un dispositivo sul dorso dello smartphone è possibile ricaricarlo in modalità wireless compatibile con lo standard Qi.

Il Kirin 990 integra un nuovo processore d’immagine (Isp) che si esalta con la configurazione fotografica del Mate 30 Pro. Da qui in avanti ci concentreremo solo su questo modello, quello previsto che arrivi in Italia nel prossimo futuro.

SuperSensing Cine Camera

Il nome scelto da Huawei per la configurazione imaging del Mate 30 Pro è roboante: SuperSensing Cine Camera. In pratica sono tre sensori fotografici raccolti in un modulo posteriore con design rotondo (per il brand richiama l’estetica di una tradizionale fotocamera digitale compatta). Lo schema ottico è così composto:

  • principale SupeSensing Camera da 40 Mpixel;
  • grandangolare da 16 Mpixel da circa 120 gradi;
  • sensore con effetto zoom da 8 Mpixel che supporta 3x ottico, 5x ibrido e 30x digitale con stabilizzazione ottica e digitale.

L’impostazione SuperSensing Cine Camera comprende un doppio obiettivo; il principale con sensore di dimensione pari a 1/1,54″ che raggiunge un valore Iso di 51200. Oltre a scattare foto ancora più fedeli, questo impianto assicura un’esperienza di registrazione video in ultra slow motion a 7.680 fps; la cattura standard arriva a 4K/60 fps. Tornando al fronte fotografico, il Mate 30 Pro vuole ribadire la superiorità nello scatto fotografico con particolare riguardo al ritratto e agli effetti bokeh. Così trova ragine il secondo sensore sinergico al primo con dimensione di 1/1,7″ che ha una efficienza di catura della luce dichiarata del 40% superiore rispetto ai modelli precedenti, al fine di garantire risultati eccellenti anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale. L’architettura è identica al sensore principale usato sul P30 Pro di tipo RYYB con i due pixel gialli (Y) al posto di quelli verdi (G) per assicurare una migliore gestione della luce. Infatti il valore Iso raggiunto è pari a 409600, il migliore su smartphone.

Completa la configurazione il sensore di profondità 3D, ossia un Tof che permette di restituire al software di scatto sviluppato in collaborazione con Leica (così come la configurazione hardware) informazioni precise sul volume del soggetto o dell’oggetto inquadrato e garantire effetti di profondità e di fuoco davvero precisi.

Emui 10, il segreto di Huawei

Il Mate 30 Pro è affidato alla Emui 10 che tiene a battesimo Android 10. Della nuova interfaccia di Huawei abbiamo già parlato in modo approfondito in questo articolo, nel quale siamo entrati nel dettaglio dell’architettura. La Emui 10 con Android 10 arriverà anche sulla serie P30 nelle prossime settimane. Sul Mate 30 Pro offre una serie di funzioni esclusive. Tra cui temi unici per la funzione Always On Display e le gesture che sfruttano la parte laterale dell’Horizon Display.

Tra le novità della Emui 10 citiamo HiCar per semplificare l’abbinamento tra smartphone e sistema di infotainment dell’auto, la dark mode perfezionata e nuove funzioni di sicurezza, che comprendono il face unlock co modello 3D che si affida al sensore frontale di 32 Mpixel. A questo si somma il sensore d’impronte sotto al display.

Prezzi e disponibilità

Il Mate 30 Pro arriverà in Europa nella configurazione 8+256 GB al prezzo di 1.099 euro, second quanto dichiarato in presentazione da Richard Yu. La variante 5G avrà un prezzo di 1.199 euro, mentre l’edizione extra lusso Porsche Design Mate 30 RS con finiture in pelle e contenuti esclusivi sarà posizionata a 2.095 euro (12+512 GB). I colori del Mate 30 Pro previsti per il nostro continente sono: Emerald Green, Space Silver, Cosmic Purple, Black, whereas Forest Green e Orange. Per dovere di cronaca citiamo anche il prezzo del Mate 30 8+128 GB a 799 euro.

Richard Yu ha chiuso la presentazione con un annuncio a sorpresa: un investimento di un miliardo di dollari per incentivare lo sviluppo di app e hardware legate all’ecosistema di Huawei.