BIG IMS21

Dissertare del perché o del come un’azienda del calibro di LG abbia deciso di uscire da uno dei business più importanti del momento equivale a voler ragionare senza basi sul nulla. Ovvero, senza dati effettivi e incontrovertibili, affidandosi solo a impressioni esterne oppure a numeri e valori forniti da terze parti, se non addirittura da competitor, che vogliono dire poco o niente. Perché non si ha nemmeno in questo caso la certezza che siano cifre reali, informazioni utili e attendibili oppure fornite solo per accontentare la richiesta e in modo opportunistico. Come si dice: “Domandare è lecito, rispondere è cortesia”. Ecco, l’educazione impone che a domanda si abbia una risposta. E nessuno, tranne all’interno dei corridoi in Corea del Sud o a Milano, ha le risposte vere, reali, tangibili e contestuali sui motivi che hanno portato il celebre brand a un passo così doloroso.

Chi vi scrive ha visitato la Corea del Sud più di una volta. Ed è entrato in quei corridoi, ha interagito con le persone che ci lavorano, ha visto i laboratori di ricerca e sviluppo e le linee produttive (coreane) destinate ai flagship. L’orgoglio che si respira in questi contesti è tale da rendere ancora più dolorosa e tagliente la notizia per chi la scrive e l’ha letta. Figuriamoci per chi è stato costretto a darla: LG.

I coreani sono umili ma orgogliosi, attenti, decisi e scientifici nelle loro decisioni, non lasciano nulla al caso. Possono prendere decisioni e fare scelte spesso incomprensibili dall’esterno, eppure chi vi scrive, avendo visto l’interno, vi assicura che ogni mossa ha una ragione. Per quanto possa essere distonica o lontana rispetto all’approccio occidentale.

Una scelta come quella fatta da LG non dovrebbe rendere contenti nessuno. È un dramma per l’intero comparto degli smartphone, perché significa una cosa sola: si perde un big brand e si mostrano le fenditure di un segmento che inizia a non essere più sostenibile. E non sono gli errori da sottolineare, tutte le aziende ne commettono continuamente. Non è nemmeno la storia che va esibita come un coccodrillo, con il risultato di fare apparire l’azienda come fosse un “Conte Max” qualsiasi: un nobile decaduto. Si dovrebbe ragionare sul mercato, su come questo mercato stia adottando dinamiche troppo complesse e difficili da affrontare, da ogni punto di vista, soprattutto per chi continua a operarvi.

LG Tribute

LG è un’azienda da togliersi il cappello, per la scelta fatta e per come si è posta nei confronti del mercato e degli addetti ai lavori. Basterebbe un “grazie” per renderle l’onore delle armi. Un grazie per la disponibilità, per la capacità di rispondere alle domande, per un team italiano che ha sempre anteposto al business elementi quali la relazione e l’apertura, la chiarezza e il dialogo, la disponibilità e il ragionamento senza vizi o vincoli ideologici.

La scelta di chiudere, in modo definitivo o temporaneo (chissà, solo il tempo ci darà la risposta), il business degli smartphone deve essere costato moltissimo a LG in termini umani. E la mente è focalizzata sui manager italiani, che hanno sempre reagito con cortesia, attenzione e dedizione alle istanze tanto della stampa quanto del canale. E sul canale LG Italia ha sempre puntato, senza cercare scorciatoie: questo rende onore al “team” che nel tempo ha gestito la divisione mobile. Perché tenere fede agli impegni e alle promesse fatte ai vendor significa anche, a un certo punto, prendere decisioni difficili. Mantenere l’impegno di rispettare la filiera nel suo insieme, per fornire al consumatore la massima trasparenza possibile (nel pre e nel post vendita soprattutto), è significante di serietà.

Al team italiano va il nostro Grazie per il supporto e l’aiuto costante, per l’impegno innegabile e per l’aver dimostrato la capacità di instaurare un dialogo senza fronzoli, ma schietto, diretto e senza filtri. È alle persone che vogliamo pensare. Perché i prodotti di un’azienda sono espressione delle persone che ci lavorano, delle famiglie correlate, dell’insieme più largo di dipendenti e collaboratori che gravitano intorno a LG. Un dato: e è il brand con la rete più capillare di personale dedicato alla gestione dei punti vendita in Italia. Ancora una volta, sinonimo che il dialogo e il team sono alla base dell’azienda.

Il resto è solo una brutta notizia, che leggiamo, riportiamo e cerchiamo di trasformarla in un aiuto agli utenti con questa serie di domande e risposte per chi sta utilizzando un telefono marchiato LG.

Il resto è solo una brutta notizia per tutto il mercato. Che dovrebbe imporre un ragionamento oltre la banalità del puro calcolo aritmetico. La scelta di LG è uno specchio rivolto verso l’ecosistema degli smartphone nel suo complesso. Si può scegliere di analizzare la questione oppure di arroccarsi su facili ragionamenti di soldi persi o non investiti o di prodotti più o meno riusciti (peraltro, ragionamenti applicabili nel tempo a qualsiasi brand). Ma così facendo si perderà l’occasione di vedere la dignità e la serietà con cui LG ha scelto questa strada. Non facile, anzi, forse più difficile rispetto all’alternativa.