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Come sempre sono i gossip a prendere il sopravvento, per quanto smaltati dai brillanti di illustri testate. Succede nei giorni o addirittura settimane antecedenti al lancio di un prodotto, che si concretizzano nell’effluvio incontrollato di immagini (e specifiche) di device trattati come fossero topless rubati in spiaggia quando invece sono prodotti sui quali crescono e prosperano il business delle aziende, dietro alle quali ci sono migliaia di dipendenti. E così non ci si rende conto che questi atteggiamenti creano distorsioni, danno impressioni, fanno creare suggestioni. Modificano la percezione di un brand. E non importa se a firmare il report dell’ennesima ipotesi è un quotidiano prestigioso: Korea Herald. La testata sarebbe entrata in possesso di un memo interno firmato dal Ceo di LG Brian Kwon nel quale si ipotizzava l’uscita del brand coreano dal mercato degli smartphone.

Le voci infondate sull’abbandono del segmento da parte del brand coreano si erano già rincorse nei mesi finali del 2020. Tali per cui il management di LG aveva emesso un bollettino ufficiale dichiarando prive di fondamento le ipotesi di abbandono.

Ora balza all’attenzione del Korea Herald questo cartiglio del Ceo e trasmesso al quotidiano da una dichiarazione ufficiale di LG: “In considerazione della crescente competizione nel mercato globale degli smartphone, è quasi tempo per LG di giudicare a freddo e attuare la migliore scelta. L’azienda sta considerando tutte le possibili azioni, inclusa la vendita, la cancellazione o il ridimensionamento del business degli smartphone”.

The Verge ha poi avuto conferma che il meno interno e le dichiarazioni correlate sono “genuine” ma nulla è stato deciso. Un referente di LG contattato dal sito statunitense ha confermato che: “Il management di LG Electronics è impegnato a prendere qualsiasi decisione sia necessaria per affrontare le sfide di business del 2021. Allo stato attuale, nulla è stato finalizzato”.

Nei giorni scorsi LG ci aveva tenuto a dire che un’uscita dal segmento smartphone era da considerarsi “completamente falsa e priva di fondamento”.

— Aggiornamento del 22 gennaio 2021 —
Stando a quanto scritto dal quotidiano The Korea Times, Vingroup sta cercando di acquisire gli impianti di produzione degli smartphone di LG dislocati in Vietnam, Cina e Brasile. Con questa operazione, si legge nell’articolo del giornale corano, il brand potrebbe rientrare di una parte delle perdite accumulate dalla divisione di business (si stiamo in circa 5 miliardi di dollari complessivi).

La voce, ancora una volta, è legata a una fonte che però non si fa riconoscere ed è indicata come “vicina alla vicenda”.
Vingroup è un grande conglomerato in Vietnam e sta cercando di estendere la sua presenza nella tecnologia, soprattutto in ambito mobile. Le linee produttive di LG sono allo stato dell’arte: la loro acquisizione potrebbe garantire il salto di qualità necessario all’azienda vietnamita.

La trattativa è così importante che addirittura il Governo del Vietnam starebbe supportando Vinigroup in questa operazione. Che, se andasse in porto, non toglierebbe a LG la titolarià della ricerca e sviluppo dei dispositivi mobili. Semplicemente farebbe cassa e continuerebbe a fare affidamento sulle linee di produzione ma in outsourcing attraverso Vingroup.

Un’altra azienda che è indicata tra i potenziali interessati alle unità di business di LG è Facebook. In questo caso nell’alveo di interesse ci sarebbero anche il know-how e i brevetti.

La risposta di LG a queste ipotesi del Korea Times è perentoria: “Teniamo aperte tutte le possibilità e stiamo analizzando tutte le opzioni di business”.

— Aggiornamento del 21 gennaio 2021 —
In seguito a quanto pubblicato da The Korea Herald, LG ha affidato al sito Pocket-Lint una risposta ufficiale. Nella dichiarazione fatta pervenire al sito si legge:

“L’articolo che riguarda la chiusura dell’unità di business mobile di LG è basato su vecchi e infondati pettegolezzi e dicerie privi di fondamento”.

Rimane in essere la data di martedì prossimo 26 gennaio come giornata clou in cui LG svelerà alcune novità in merito al segmento smartphone

Dichiarazioni politiche non progettuali

Le dichiarazioni di LG rientrano in una dialettica tipicamente politica nella quale si fa trasparire più la volontà dell’azienda di guadagnare in flessibilità e aggressività. LG è un brand storico della telefonia mobile, per quanto secondo il Korean Herald, in caso di cambiamenti nella business unit mobile, il 60% dello staff sarebbe pronto a essere spostato e riassegnato ad altre unità di business oppure dislocato presso affiliati. Sono ancora gossip, non dati ufficializzati.

L’unica notizia certa di tutto questo discorso è che martedì 26 gennaio LG ha in programma un grande annuncio in merito alla divisione smartphone.

L’analisi del Korean Herald sul possibile abbandono di LG è basata su una sequenza di dati che dimostrano come l’azienda abbia inanellato un quinquennio di perdite a livello globale. Eppure il 2020 non è andato affatto male: 6,5 milioni di unità distribuite nel terzo trimestre; sono state 7,2 milioni nel 2019 a parità di periodo. Significativo del fatto che il business di LG, nell’anno della pandemia, ha avuto un trend allineato al mercato. La market share complessiva è stata del 2%.

Eppure nel 2020 LG, anche per merito di Brian Kwon, ha dato vita a un nuovo ciclo di prodotto. Che ha avuto nei modelli Velvet e Wind le punte di diamante e la sintesi della direzione presa dal brand coreano. Solo pochi giorni fa, in occasione del Ces 2021 l’azienda ha mostrato il suo prototipo di smartphone con display rollable, che si estende in senso orizzontale.

Dunque, proviamo a mettere ordine. Togliendo tutte le ipotesi del quotidiano coreano e prendendo solo le dichiarazioni ufficiali di LG. Se si tiene come riferimento la smentita del management sull’abbandono del mercato degli smartphone, le parole recuperate dal memo, come detto qui sopra, hanno un sapore politico di un’azienda che si sta mettendo in gioco totalmente. In un percorso di ricostruzione e di ricrescita che, per l’appunto, è iniziato nel 2020 con due modelli particolari.

Riteniamo che LG non debba uscire dal mercato degli smartphone. E secondo chi vi scrive, non uscirà. Diversamente, adotterà strategie e processi più efficienti. Eventualmente operano nei vari Paesi con interventi opportuni. In Italia, per esempio, la serie K è una delle più vendute nella fascia media del comparto smartphone. Ed è proprio in quel contesto che LG ha performance di tutto rispetto. Il brand ha anche l’obbligo, in forza al suo reparto ricerca e sviluppo, di proporre innovazione, con il modulo Dual View o con il Wing, oppure di intercettare target diversi, centrando il discorso sull’estetica nel caso del Velvet.

LG: i tanti motivi per rimanere negli smartphone

Per un’azienda esprimere il concetto di essere aperta a qualsiasi soluzione, significa anche rispettare il lavoro fatto finora e cercare il modo di migliorarlo. Di portarlo su un nuovo livello. E questo implica delle scelte. Dunque, LG potrebbe attuare politiche e strategie di vendita differenti a seconda dei Paesi e delle aree geografiche. Ma in un contesto così complesso come quello dell’IoT, della connettività, dell’ecosistema e del pervasività della tecnologia, la superficie tecnologica e di prodotto di LG non può ridursi. Anzi, semmai, deve mantenersi e allargarsi. E lo smartphone gioca un ruolo centrale, di branding e di completamento.

Chi vi scrive è stato più volte in Corea del Sud e ha visitato il centro di ricerca e sviluppo e le linee produttive di LG. Vi testimonia una realtà talmente concentrata nella qualità e nell’innovazione (che non significa centrare sempre l’obiettivo ma anzi vuol dire impegno e orgoglio di proporre cose nuove) che risulta difficile pensare a un retrofront. Soprattutto perché alcune soluzioni proposte dagli smartphone del brand coreano sono di altissimo livello: i display Oled, l’interfaccia e la qualità costruttiva.

E solo chi non è stato in Corea del Sud non può capire cosa rappresenti LG in quel Paese e non solo. Basti pensare al fatto che è anche un gestore telefonico e che l’universo di aziende che gravitano intorno al brand coprono un ampissimo spettro di segmenti, dal chimico al medicale, fino alla logistica e alla manifattura.

LG non può e non deve abbandonare il mercato perché sarebbe una perdita per tutti. Per la storicità e per il fatto che un brand così forte tecnologicamente è fonte di innovazione inesprimibile da altri brand che forse possono vantare un volume maggiore ma non il medesimo livello di qualità. Nel caso dell’Italia, negli ultimi anni purtroppo la quota di mercato di LG non ha espresso la reale caratura dei prodotti proposti. Quantomeno nella fascia alta del mercato, mentre come detto la serie K è il vero cavallo da traino dell’azienda.

Dunque, le parole pubblicate da Korean Herald sono per fare rumore. Che testimoniano una caratteristica eccellente delle aziende coreane: la capacità di mettersi in gioco, di analizzarsi, di elaborare l’errore con umiltà e di reagire. Con orgoglio, impegno ed etica. Anche per questo standing, LG non è destinata a uscire dal mercato mobile.