L’occasione propizia per incontrare David Draghi, MC Business Unit Director di LG Italia, è offerta dall’annuncio recente dela commercializzazione in Italia del V40 ThinQ, che ha seguito il G7 Fit arrivato a fine 2018. Se nel nostro Paese si amplia la famiglia top di gamma, in un contesto globale LG sta costruendo un’immagine di brand volta alla qualità, attenta proporre modelli studiati con precisione e perfettamente bilanciati in termini di qualità, prestazioni e scelta dei materiali. E così non si può che partire dal V40: “La serie V ci ha sempre dato molte soddisfazioni: siamo stati il primo Paese in Europa ad avere commercializzato il V10, a dimostrazione che questa gamma di prodotto è ben radicata e apprezzata dai consumatori e dal canale”, spiega Draghi.

Parola chiave: consolidamento

Scelte di mercato futuribili, certo, che però conferiscono spessore a una logica commerciale sempre più improntata al risultato con passi attenti e misurati in un’ottica premium coerente in tutte le divisioni di LG. Draghi sottolinea che “il 2017 è stato un anno ottimo perché per molti mesi siamo stati il brand con più alto tasso di crescita a valore e a volume. Senza dimenticare che sempre lo scorso anno abbiamo presentato la serie Q. La serie K ci sta dando grandi soddisfazioni, tanto da essere un vero motore per la crescita su cui continuare il percorso di crescita sulla fascia medio alta. Questo per dire che arrivando da un anno di questo tipo e complice l’andamento del mercato, il 2018 si è rivelato più complesso. E lo dico in termini generali, perché mai come quest’anno sono state chiare alcune dinamiche: la telefonia in Italia è diventata un mercato iper-competitivo, a cui si somma il fenomeno dell’IoT che sta accelerando tanto da essere uno dei pochi segmenti dell’elettronica di consumo che sta continuando a crescere. In questo contesto e con una controcifra importante, LG si è ben destreggiata mantenendo le quote nella fascia tra 200 e 300 euro e andando a consolidare il brand in quella medio/alta con la serie Q. Dal canto suo, il G7 ha fatto registrare performance notevoli soprattutto con alcuni retailer”.

Il 2018 è “stato un anno positivo anche se gli obiettivi che ci poniamo sono sempre più sfidanti. E non è ancora finita, perché con il G7 Fit abbiamo un’altra carta da giocare perché abbiamo l’opportunità di rinnovare la presenza di LG nel segmento medio/alto che è una delle priorità del brand in Italia”. Dunque, la logica di fondo è chiara: “LG anche nella telefonia sta seguendo una strategia omogenea rispetto agli altri segmenti in cui operiamo. Ossia, vogliamo continuare a profondere logiche premium negli smartphone: questa è la strada che ci proponiamo di percorrere ma senza abbandonare le altre fasce di mercato, che permettono a tutti i consumatori di saggiare la qualità dei nostri prodotti”, spiega Draghi.

L’era del grandangolo

È interessante notare come l’obiettivo grandangolare sia la principale novità dei più recenti smartphone. Eppure LG è stata la prima a credere in questo schema imaging dual camera (sensore tradizionale e wide-angle a 120°): il mercato sta dirottando nella vostra direzione? “La nostra azienda ha sempre innovato negli smartphone ma spesso ci si dimentica del passato: il primo display borderless è stato di LG, così come il primo pannello flessibile e il primo modello a 18:9. Il grandangolo è una delle tecnologie innovative da noi proposte, insieme con la prima modalità manuale per gestire la fotocamera. E poi c’è la sezione audio, che LG ha dimostrato essere un elemento essenziale di uno smartphone e, non a caso, i G7 e G7 Fit fanno la differenza”.

“Credo dunque che la nostra vocazione di innovatore sia stata declinata in vari ambiti, grazie soprattutto al Gruppo LG che comprende aziende leader nello sviluppo e nella fornitura di componenti in vari comparti di mercato. Venendo al wide-angle, ci abbiamo creduto fin da subito ed è una delle funzioni più richieste e apprezzate dai nostri utenti perché è davvero utile, non a caso si trova anche sui nostri modelli di fascia media, e il fatto che altri brand lo stiano adottando non fa che confermare la nostra direzione strategica intrapresa due anni fa in particolare nel reparto imaging. Questo sarà ulteriore stimolo per continuare a innovare, in un contesto dove in origine la battaglia era sui megapixel, poi si è spostata sul numero delle fotocamere e oggi verte sull’intelligenza artificiale per rendere video e foto più socialmente fruibili e personalizzate”.

I progetti per il 2019

“La qualità costruttiva e dei materiali impiegati per i nostri smartphone è uno dei temi chiave per i prossimi mesi. Nel 2019 andremo sempre più a proporre materiali e design curati anche per le fasce più basse del mercato, non solo sui modelli premium. Ritengo sia importante gratificare anche i consumatori che preferiscono orientare gli acquisti su prodotti nel segmento medio”.

È possibile instaurare una logica che esuli dalla dotazione hardware in favore di una interazione centrata sul prodotto nella sua interezza?

“Memorie, megapixel, processori, diagonali e capacità delle batterie sono numeri che danno adito a equivoci perché lo smartphone è fatto da ben altro, cioè dal corretto sviluppo dell’ergonomia dell’interfaccia, della progettazione del dispositivo e dell’ingegnerizzazione del brand derivano le qualità e la capacità di funzionamento pratico dello smartphone. Il compito di LG è fare in modo che le scelte della configurazione si trasformino in un’esperienza di utilizzo sempre egregia e all’altezza delle aspettative. Prendiamo il caso della memoria, tutti i nostri modelli sono equipaggiati con vano di espansione per la memory card perché riteniamo che il consumatore debba avere la massima libertà di utilizzo del proprio dispositivo. Detto questo, i “numeri” possono aiutare ma non sono determinati nel descrivere le qualità complessive di un modello piuttosto che di un altro”.

All’intero dello Science Park

Di recente LG ha aperto un nuovo centro di ricerca e svliuppo in Corea, nei pressi di Seul, chiamato Science Park nel quale ci si concentra in particolare sulle tecnologie convergenti. Spiega Draghi: “In questa avveniristica superficie grande quanto un piccola città si fa innovazione, nel senso di ideare tecnologie che realmente siano importanti per il consumatore perché risolvono bisogni reali. La chiave di sviluppo della tecnologia non può prescindere dalla semplicità di utilizzo: ogni funzione deve essere facilmente accessibile. Ecco perché l’innovazione deve procedere di pari passo all’ergonomia. Uno dei grandi progetti di sviluppo del Science Park riguarda la sezione software, con un team dedicato all’interno della struttura per garantire tempestività degli update di Android non solo sulla fascia alta ma anche su quella media e bassa dei nostri smartphone. Il tema qui è la durabilità dei prodotti che proponiamo, sia in termini di longevità derivata dagli aggiornamenti al sistema operativo, sia in quelli di solidità. Il G7, per esempio, è certificato IP68 e secondo standard militari per descrivere la sua capacità di resistere alle principali sollecitazioni”.