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La battaglia legale tra Apple e Qualcomm si sta giocando nei tribunali a ritmi di richieste di bando di prodotti e di danni per infrazione di brevetti. Nell’ambito di questo intricato scenario, Qualcomm non ha fornito i modem per la connettività dati cellulari ad Apple per gli iPhone Xs, Xs Max e XR. Quello che è apparso quasi come un “dispetto”, in realtà rientra in una logica più articolata. E a descriverla è lo scambio di mail tra le due aziende che si è tenuto nel corso degli anni 2017 e 2018.

Altre ragioni

Leggendo le missive tra le due aziende, si evince che le ragioni all’origine della rottura siano ben differenti. In fondo, il rapporto d’affari dovrebbe essere ben separato dai litigi in corte: il fatturato ha la precedenza. E così il punto di non ritorno sulla fornitura di Qualcomm ad Apple è dovuto al collasso sui dialoghi in merito all’accesso del primo al software del secondo.

Quindi il contratto miliardario tra le due aziende non è stato inficiato dalle dispute legali. Tant’è che nel tentativo di mantenere i modem di Qualcomm sugli smartphone della gamma 2018, in una mail Jeff Williams, Coo di Apple, ha sottolineato i benefici della collaborazione che non doveva collassare per via dei confronti in Corte in merito alle licenze sulle tecnologie.

D’altro canto, lo stesso Williams ha spiegato l’urgenza di Apple di non rilasciare alcun codice a Qualcomm per l’ottimizzazione dei chip: il consiglio era di perimetrare gli ingegneri dall’utilizzo di certe informazioni. “Nella mia più fervida immaginazione sulle più diaboliche intenzioni di Apple, ho seri problemi nel ipotizzare uno scenario reale nel quale qualsiasi cosa di valore sia sfuggito per via di questo codice”, scriveva Williams.

2 miliardi di dollari

“Spero che la disputa sulle licenze non produca alcuna conseguenza sull’opportunità di business”, scriveva ancora Williams nel 2018 facendo chiaro riferimento al contratto di 2 miliardi di dollari relativo all’ordine di Apple su Qualcomm: “speravo che il business continuasse a fluire, nonostante tutto”.

Dal canto suo, Qualcomm attraverso le mail di Steve Mollenkopf, Ceo, ha esposto le sue preoccupazioni sulla protezione effetiva delle informazioni proprietarie dell’azienda che guida. Ma anche lui scriveva: “Tutto ciò è indipendente dalle dispute sui brevetti”.

Nonostante ciò, il Ceo non aveva posto limiti sull’accesso alle porzioni di codice necessarie ad Apple per realizzare gli iPhone. Alla condizione che Apple si impegnasse a impiegare i chip di Qualcomm su almeno il 50% degli iPhone nei successivi due anni (sempre secondo le mail lette da Bloomberg).

Un problema irrisolto

Questa intricata faccenda verte intorno a una questione di accesso ai rispettivi codici. Entrambe le aziende erano ben consce della necessità di non perdere la preziosa collaborazione di business per questioni esterne al fatturato. Malgrado questa consapevolezza, lo spazio di negoziazione che si evince dalle mail è stato davvero ristretto: nessuna delle due parti era pronta a cedere sull’accesso al rispettivo software.

E il risultato è stato che sugli iPhone Xs, Xs Max e XR il modem per la connettività dati è firmato da Intel. Con conseguente azione giudiziaria di Qualcomm che ha accusato Apple di aver condiviso parte del codice proprietario per migliorare le prestazioni dei chip.