La sperimentazione in Italia del taser ha una durata di 90 giorni, estendibili per un altro trimestre. Da alcuni giorni Axon ha fornito i dispositivi a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. La società quotata al Nasdaq, con sede in Arizona (Stati Uniti), nel 1993 ha inventato questa “arma non letale” che emette una forte scarica elettrica, per una manciata di secondi, giusto il tempo per immobilizzare il responsabile del reato e assicurarlo alle forze di polizia.

Loris Angeloni, Country Manager di Axon in Italia, sintetizza alla perfezione il contesto del discorso: “Il taser è un dispositivo smart a elevata affidabilità, collaudato in oltre 25 anni e 100 Paesi. Il nostro operato è improntato sulla volontà di lavorare a stretto contatto con le forze di polizia per migliorare efficienza, efficacia, misurazione e tracciabilità dei nostri taser. Non a caso ogni cartuccia è identificata da un unico codice e memorizza i log di utilizzo: la trasparenza è una nostra caratteristica fondamentale”.

Armi non letali

Axon è stata fondata nel 1993. Da 25 anni, spiega sempre Angeloni, “si occupa di profondere tecnologia innovativa al servizio delle forze dell’ordine”. In Italia il taser è arrivato da pochi giorni e ha già dato origine a polemiche. Inutili aggiungiamo noi perché basate più sulla percezione e l’onnipresente e dilagante disinformazione piuttosto che su una base fattuale. Si è parlato troppo e male di questi dispositivi deterrenti, senza approfondire effettivamente le caratteristiche di armi non letali e volte a “salvare la vita delle persone”, siano esse funzionari di polizia o malviventi.

Continua il Country Manager: “Abbiamo già attraversato l’articolata fase di accettazione dei taser in 107 Paesi. C’è un processo normale di introduzione e metabolizzazione. Ma ci tengo a dire che il nostro unico cliente sono le forze di polizia”.

In Italia, a differenza dei soli Stati Uniti dove il taser è venduto anche al pubblico (circa 1.300 dollari), questo dispositivo è messo a disposizione esclusivamente di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza secondo protocolli e regole d’ingaggio tutte controllate a livello di Corpo e Ministero. L’azienda ha il solo ruolo di fornitore, peraltro in forma gratuita per tutta la fase dei 3+3 mesi di sperimentazione. Per dovere di cronaca, In Italia vige il modello di business del noleggio operativo su base mensile comprese le cartucce; allo stato attuale tutti i costi sono assorbiti da Axon.

Già che si parla dell’azienda, merita una digressione il perché la dicitura sociale è stata cambiata da Taser, che identifica alla perfezione chi ha inventato queste armi non letali, e Axon. Presto detto: “Abbiamo preso il nuovo brand per concentrare l’attenzione non solo sulle armi ma soprattutto sulla piattaforma software e sugli altri prodotti, tra cui le body cam, che mettono a disposizione un completo ecosistema al servizio delle forze di polizia. Axon rappresenta il network, le persone e le soluzioni di sicurezza”.

La mission dell’azienda consiste nel “proteggere le persone”. Per dire, i fondatori si sono sottoposti a sessioni volontarie per sperimentare il taser in prima persona e capire gli effetti empirici delle scariche elettriche.

Come funziona il taser

In Italia è in dotazione il modello più recente, ossia il Taser X2 che ha la peculiarità di avere due cartucce esplosive. Il raddoppiamento delle scariche elettriche è stata la grande innovazione del 2012 perché ha permesso di azzerare gli errori in caso che il colpo vada fuori bersaglio. Nelle edizioni precedenti a singolo colpo era necessario sostituire la cartuccia, con conseguente pericolo di fuga del soggetto o di aggressione al poliziotto.

Abbiamo visto in funzione un taser. Lascia a bocca aperta. Appena si estrae e si impugna i due moduli anteriori iniziano a emettere scariche elettrostatiche definite di “avvertimento”, ma ancora il colpo non è esploso. Già questa condizione, ossia vedersi puntata la pistola elettrica con le scintille, è sufficiente nel 90% dei casi per fare desistere il malintenzionato.

Quando si preme il grilletto, nel giro di una frazione di secondo sono espulsi tantissimi coriandoli colorati definiti “confetti” su cui sono stampati i codici di riconoscimento del dispositivo, a garanzia della tracciabilità del colpo. La parte fondamentale è però rappresentata dai due dardi a cui corrispondono i poli elettrici positivi e negativi. Quello superiore è espulso in direzione perpendicolare al corpo del malvivente, mentre l’altro prende velocità con un angolo di 8 gradi. Entrambi sono collegati alla pistola che contiene la batteria per mezzo di un sottilissimo filo conduttore. La diversa angolazione dei due proiettili consente di fare in odo che venga colpita un’ampia superficie del corpo umano. L’ideale è che i due dardi entrino in contatto con un’ampia massa muscolare, tipicamente sopra e sotto la cintura, così da ottimizzare la scarica impressa e fare in modo che il sospetto sia effettivamente immobilizzato.

I dardi sono operativi fino a una distanza di circa 2,5 cm dal corpo, così che possano anche operare se chi viene colpito è vestito con abiti pesanti, e hanno una gittata massima di 7,6 metri.

La scarica emessa dura 5 secondi e ha una potenza di 50mila volt a 1 mA, solo per interrompere i messaggi dal cervello ai nervi al fine di bloccare i muscoli. L’altra differenza del modello presente negli Stati Uniti è che solo in quest’ultimo Paese il flusso elettrico continua mantenendo pigiato il grilletto. I taser per l’Italia e l’Europa interrompono la scarica dopo 5 secondi, senza possibilità di replica.

L’obiettivo è stordire e ridurre all’impotenza il reo, allo scopo di finalizzarne la cattura senza fare correre inutili rischi al personale di polizia. Null’altro. Non di uccidere e nemmeno di creare conseguenze irreparabili, come erroneamente e superficialmente scritto sui media. Scrivere o sostenere che i taser sono pericolosi è un errore marchiano, frutto di misinformazione e della volontà di fare scalpore.

Nella realtà dei fatti l’adozione dei taser impone un cambiamento culturale non indifferente nelle forze di polizia, sia per l’addestramento degli agenti (Axon provvede a insegnare l’uso in modo approfondito) sia per ridurre la pericolosità intrinseca del lavoro di poliziotto o di funzionario addetto alla sicurezza. Solo la presenza della pistola gialla alla cintura dell’agente è un deterrente nell’80% dei casi.

Quando il soggetto riceve lo shock elettrico, i muscoli si immobilizzano e cade a terra per alcuni secondi. Questo permette alle forze dell’ordine di disarmare o rendere innocua la persona. Il taser, a conti fatti, è molto più efficiente e rapido di ogni altra forma di difesa, per esempio lo spray o simili.

Inoltre, negli studi preliminari dell’Istituto Superiore di Sanità l’uso del taser non influisce sul funzionamento di pacemaker e di altri dispositivi medicali. Queste analisi si sommano agli oltre 800 studi indipendenti sulla sicurezza del dispositivo. Quando è usato nel modo appropriato non genere alcun danno ed è sicuro sia per la forza di polizia, sia per la vittima.

Ci tiene a precisare Angeloni: “Il taser è un prodotto collaudato in tutto il mondo, con principi e sistemi di funzionamento ampiamente testati e virati alla protezione e non al danno”.

Non solo taser

Una volta sfoderati, i taser attivano la tecnologia Signal che accende in automatico le body cam di Axon integrate nella divisa di tutti i poliziotti nel raggio di 10 metri. Questo è un altro tassello della mission di “salvare vite”. Questa volta coadiuvando l’autorità giudiziaria nel ricostruire la verità fattuale.

Oltre alle armi non letali, vero core business di Axon, ci sono anche una serie di altre tecnologie studiate per rendere migliore e più sicura l’attività delle forze di polizia. Il primo giro di boa è stato lo sviluppo delle videocamere da indossare. L’idea ha avuto origine dall’osservazione della realtà: le vicende inerenti all’ordine pubblico e non solo sono costantemente oggetto delle riprese da parte di utenti di smartphone. Peccato che questi video non hanno valore legale nelle aule di tribunale. Si è resa necessaria la registrazione di un punto di vista ufficiale attraverso le forze dell’ordine.

Le body cam di Axon hanno una serie di funzioni studiate per registrare filmati nell’ottica di garantire il massimo realismo di come si sono sviluppati i fatti che hanno portato all’intervento della polizia ed eventualmente all’utilizzo del taser. Per esempio, le videocamere iniziano a registrare circa 2 minuti prima dell’inizio dell’azione. Inoltre si ricaricano con una apposita docking station che provvede anche all’upload nella piattaforma cloud. Dallo smartphone è possibile effettuare annotazioni e verificare i file caricati, mentre dalla tecnologia per le auto ci sono le piattaforme fleet per gestire i video e caricarli direttamente in cloud.

Di conseguenza è necessario anche gestire il flusso delle prove digitali raccolte: le telecamere inviano il video nella piattaforma cloud centralizzata da cui è possibile organizzare e trattare i filmati. Ci sono vari modelli di videocamere, per esempio a Londra sono state installate oltre 30mila Body Cam 2. La Flex 2 è impiegata come wearable e si tende a essere usata con le pattuglie armate, magari montata sul caschetto.

L’uso delle videocamere indossabili abilita a un rilevamento oggettivo delle scene a supporto dell’autorità giudiziaria. Ma incita anche il colpevole ad ammettere i fatti. Inoltre riduce i falsi reclami e gli infortuni: basta la deterrenza della cam per stoppare il malintenzionato.

In ultima analisi la filosofia è assicurare un resoconto video e una rappresentazione dei fatti che sia il più possibile fedele alla realtà, a protezione tanto degli agenti quanto degli inquisiti.

Una diffusione mondiale

Nel mondo sono attivi oltre un milione di taser in dotazione alle varie forze di polizia. Sono impiegati come mezzo per neutralizzare e prevenire incidenti per la forza di polizia. Solo a Londra ci sono oltre 50mila agenti addestrati da Axon per usare il taser in abbinata con le body cam, che proteggono il poliziotto e di conseguenza le persone. Un sondaggio nella City ha mostrato che il 90% delle persone pretende che i poliziotti siano dotati di taser a scopi di tutela e la stessa percentuale di poliziotti chiedono essere dotati di un equipaggiamento completo. Questo perché la registrazione dei fatti oggettivizza la loro attività e incrementa la cifra professionale.

L’utilizzo di questi deterrenti ha ridotto gli incidenti a carico degli agenti di polizia e ha portato al 40% di decremento delle rivalse nei confronti della polizia per mancanza di prove fattuali sull’operato del funzionario. Le body cam sono “un testimone indipendente che si limita a mostrare come sono avvenuti i fatti”.

Per questo la traccia video deve essere conservata in appositi storage cloud, che possono essere gestiti dal comando di polizia ed essere condivisi in tempo reale con la magistratura. Si velocizzano i processi di raccolta delle prove e aumenta la qualità del sistema giudiziario. Il tutto nella direzione di proteggere vite: dei poliziotti, delle persone.

Ne consegue un sottoprodotto di primaria importanza. Secondo i dati di Axon, migliora in modo sostanziale il rapporto tra polizia e pubblico, in virtù della trasparenza che obbliga gli operatori di polizia ad avere un comportamento professionale e impeccabile, in quanto sono registrati.

Il taser in Italia: tutti i dettagli

Il taser è stato classificato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza come “un’arma propria”, che fa uso di impulsi elettrici per inibire i movimenti del soggetto colpito. La distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri. Il dispositivo “va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto”.

Il via libera all’utilizzo in via sperimentale, da parte delle forze dell’ordine italiane, al dispositivo a conduzione elettrica taser è contemplato in un emendamento del settembre 2014 al cosiddetto “Decreto Stadi”, approvato dalle commissioni Giustizia e affari costituzionali della Camera.

Il Decreto di sperimentazione è stato firmato il 4 luglio 2018 dal Ministro dell’Interno. Il “Manuale tecnico-operativo” per l’uso del taser è stato approvato dal Capo della Polizia (redatto il 17 luglio 2018).

Si sono tenuti dal 27 agosto al 4 settembre presso il Centro Nazionale Specializzazione Perfezionamento Tiro Polizia di Stato di Nettuno i corsi di formazione per 35 unità complessive (5 elementi per Questura) in servizio agli Uffici prevenzione generale e soccorso pubblico delle Questure di Milano, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi, Genova.

La sperimentazione del taser è iniziata il 5 settembre 2018. Le 12 città italiane coinvolte sono Milano, Torino, Genova, Padova, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Caserta, Napoli, Brindisi, Catania e Palermo.