La tecnologia e i prodotti che sono spariti nel 2018

Quasi senza renderci conto, nel corso degli ultimi 12 mesi abbiamo salutato per sempre una serie di tecnologie. Tante: ce ne siamo resi conto stilando questo articolo. E la cosa più strana è che molte di queste sono scomparse in modo indolore. Sono diventate “trasparenti” sotto gli occhi di tutti, nel più completo anonimato e alcune nel disinteresse dei più (grazie a Cnet per lo spunto).

Le recensioni di Netflix

La grande novità del 2017 di Netflix è stata l’abbandono dei voti assegnati dagli utenti con le stelle, sostituiti dalla percentuale di attinenza. Quest’anno la piattaforma di streaming ha eliminato le recensioni scritte dagli utenti che, forse in alcuni casi, erano fin troppo spietate.

GeoCities

Gli utenti della prim’ora si ricorderanno di sicuro di GeoCities, uno dei primi portali-directory del Web. Nel 2009 aveva già subito un primo tracollo, nel 2018 ha chiuso definitivamente i battenti. E nessuno se n’è accorto. Nel 2000 era una colonna portante di Internet.

Playstation Vita

Chi vi scrive era un fan della console portatile Playstation Vita, antesignana delle console di gioco portatili moderne. Presentata nel 2011 da Sony, in Italia è stata distribuita anche da Vodafone. Non ha mai scalato l’interesse degli utenti e così è passata a miglior vita nell’oblio generale.

Cambridge Analytica

Non è stato un anno semplice per Facebook a causa di Cambridge Analytica, che ha eseguito indebitamente analisi sui dati privati di oltre 2 miliardi di utenti. Queste analisi sono state trasformate in dati da vendere a terzi per influire sulle preferenze e i gusti degli iscritti a Facebook. I casi più eclatanti sono state le elezioni negli Stati Uniti e la Brexit. Ha chiuso per bancarotta dopo lo scandalo di inizio anno.

Apple AirPort

Ha lasciato perplessi la scelta di Apple di chiudere la linea di prodotto AirPort, router Wi-Fi ad alte prestazioni e ottimizzati per i prodotti con la Mela morsicata. La gamma di dispositivi ha visto la luce nel 2011 e nei 7 anni di vita è stata un punto di riferimento per qualità, design e semplicità di utilizzo. Da maggio 2018 sono fuori produzione.

Karma

Il drone di GoPro è durato quasi meno della ridotta autonomia che era capace di garantire. Il tentativo di mettere in discussione il monopolio di Dji si è rivelato un po’ eccessivo e il drone Karma ha peso subito quota nelle propensioni di acquisto dei consumatori. Difficile replicare il successo delle Hero.

Klout

Si ricorda la morte anzitempo del social network che ha cercato di riunire persone ad alta influenza sui social network. Già bastano questi, inutile creare un sottoinsieme di pochi eletti. E così in 6 anni questa inutile piattaforma ha chiuso i battenti senza fare nemmeno troppo rumore.

MacBook Pro, iPhone SE, iPhone 6S e iPhone X

È stato un anno di grandi cambiamenti in Apple: l’arrivo dei nuovi computer e smartphone ha estromesso dal catalogo i vecchi modelli. Perciò sono fuori produzione i Macbook Pro senza Touchbar e gli iPhone SE, 6S e X. Anche se quest’ultimo sembra dovrebbe ritornare in auge in virtù delle difficoltà di XR, Xs e Xs Max.

Asimo

Il futuro è dei robot ma non di tutti i robot. Asimo ci ha lasciati prima del dovuto: l’automa di Honda non è riuscito a conquistare i cuori.

Volkswagen Beetle

Ciao ciao nuovo maggiolino. Le sorti del Beetle sono state altalenanti nel corso degli anni e ora Volkswagen ha deciso che la 2019 Final Edition sarà l’ultima.

Google Inbox e Google+

Il successo di Google è anche costruito su scelte dolorose, errori e cambi d’idea. Inbox è stato un tentativo di reinventare Gmail ma in modo tutt’altro che ergonomico. Con Google+ ha cercato di costruire un social network interno agli iscritti a Gmail. Entrambi sono stati abbandonati e G+ chiuderà ufficialmente ad aprile 2019. Un mese prima chiuderà Allo, il sistema di messaggistica che voleva mettere in discussione WhatsApp.

Yahoo Messenger

Sì, era ancora attivo. Almeno fino allo scorso luglio 2018, quando è stato definitivamente chiuso questo ormai vetusto sistema di chat. L’abbandono di questo pezzo della storia di Internet è stato del tutto indolore. Come passano i tempi…

Blockbuster

Non se la passa affatto bene l’insegna nata per il noleggio video e nel frattempo evoluta per vendere film, gadget e qualunque cosa sia entertainment. Ci sono ancora alcuni negozi negli Stati Uniti (uno in Oregon e due in Alaska). Il futuro sul 2019 rimane incerto.

Smartphone compatti

Sembra che il futuro dei dispositivi mobili sia ormai saldamente in mano ai modelli con display da almeno 5”. E quelli compatti e tascabili? Forse il 2018 è stato l’anno del cambio di prospettive.

Jack da 3,5 mm

Sempre più produttori stanno eliminando il jack audio da 3,5 mm sugli smartphone di ultima generazione. Nel corso del 2018 è stato un megatrend: si è unito al coro perfino OnePlus con il 6T. Rimane solo Samsung ad averlo integrato ma già con il prossimo Galaxy S10 potrebbe eliminarlo.

iPad Mini

Non se la passa bene uno dei prodotti più discussi degli ultimi anni: l’iPad Mini. Interessante la possibilità di avere tutta la potenza dell’iPad in formato ridotto, ma la somma di prezzo elevato e display piccolo (ormai gli smartphone sono giganti) non lo sta aiutando. L’ultima release è del 2016.

Snap Spectacles

Non sono morti nel 2018 ma non godono neppure di buona salute. Diciamo che sono tra i prodotti a rischio nel 2019. L’idea di indossare occhiali per scattare foto con Snapchat non ha avuto il successo sperato. Incrociamo le dita.