Quello che si è consumato ieri sera sotto il cielo di San Jose (California) è stato un rito di iniziazione della nuova fase di Apple. Quella in cui l’hardware diventa sempre più funzionale rispetto al software, vero dominatore. Certo, sì dirà, si è aperto il Wwdc 2019, l’evento dedicato agli sviluppatori impegnati nell’ecosistema della Mela morsicata. E Tim Cook, tra gli altri, non poteva fare altro che puntare tutto sulle piattaforme e le applicazioni. Eppure ciò che è successo è riassumibile in tre fatti: computer e dispositivi mobili sono profondamente convergenti (ora); iPad ha un sistema operativo che lo rende (finalmente) un surrogato interessante del portatile; iOS è diventato focalizzato solo sugli smartphone (era indispensabile che ciò accadesse). Alla resa dei fatti ciò che Apple ha fatto è molto “semplice”: offrire una esperienza di utilizzo di servizi, OS e app unica e coesa, proponendo un vantaggio competitivo in termini di omogeneità e omologazione di utilizzo laddove tra i sistemi operativi competitor esiste solo frammentazione, adattamento e macchinosità.

iPadOS, un volto per una identità

Partiamo dall’annuncio forse più inatteso ma che conferisce lo spessore e la personalità che mancavano all’iPad, per fin troppo tempo lasciato ormeggiato a metà strada tra un smartphone gigante e un Mac “monco”. iPadOS non si limita a rifare il lifting grafico al tablet più venduto al mondo, provedde a regalargli una faccia nuova che aggiunge prestazioni e carattere. Il sistema operativo è basato sulle fondazioni di iOS, quindi garantisce la compatibilità con le app, e aggiunge le funzioni specifiche che il grande display permette ma finora non sono state sfruttate a dovere.

Le novità giruadano la possibilità di operare su più app in contemporanea relegate in finestre, un utilizzo della Apple Pencil più esteso e integrato nell’esperienza. L’obiettivo è permettere una maggiore libertà creativa con gli strumenti a mano libera per condividere, manipolare e disegnare sui documenti. In virtù di ciò, i nuovi algoritmi di gestione della Pencil hanno ridotto la latenza a 9 millisecondi.

Il cambiamento dell’iPad parte dalla schermata home ridisegnata con widget ed elementi che permettono di mantenere sotto controllo più attività in contemporanea. Il vero passo in avanti in termini di produttività è affidato alla possibilità di segmentare l’area di lavoro in finestre e visualizzazioni parziali, come se si fosse su un vero computer. Così ecco la nuova app Files che consente di operare come se fosse un Finder evoluto in macOS per navigare senza soluzione di continuità tra gli archivi locali (anche via USb e le memory card) e in cloud. I file possono anche essere manipolati, mentre quelli di testo guadagnano una maggiore potenza di editing.

Tra le altre novità di iPadOS figurano la tanto attesa Dark Mode, per colorare tutto di scuro, la possibilità di gestire font proprietari, nuove funzioni evolute sulla cartografia e sicurezza elevata con un FaceID più efficiente e la protezione dei dati personali con il sistema di salvataggio a due fattori Apple ID.

Apple iOS 13

La tredicesima volta di iOS torna a focalizzarsi sugli smartphone e perde la sua natura ibrida, ottenendo un vantaggio sostanziale in termini di prestazioni complessive. Dal punto di vista estetico debutta la Dark Mode, così che l’interfaccia si colorerà di un più affascinante tono scuro.

Il nuovo iOS promette più reattività grazie a un codice più leggero ed efficiente perché dedicato espressamente a valorizzare le doti degli iPhone. Il bisturi a Cupertino si è concentrato sull’estendere le funzioni fotografiche con una nuova app Foto caratterizzata da strumenti di editing e organizzazione migliorati.

In sostanza iOS è stato rinnovato su tutti gli aspetti fondamentali, dai comandi vocali con Siri a un CarPlay più elaborato con una dashboard moderna e perfezionata. Il punto cruciale ha riguardato una più completa e intuitiva gestione della connettività con l’ecosistema di accessori, dagli AirPods fino all’Apple Watch.

WatchOS 6

Proprio allo smartwatch di Apple è dedicata la nuova edizione del sistema operativo che rende l’utilizzo più maturo, meno hi-tech ma con una impronta da vero orologio grazie a nuovi quadranti più eleganti e con un elevato grado di personalizzazione.

Non solo estetica ma soprattutto nuove funzioni. WatchOS 6 propone una più apia selezione di strumenti dedicati al fitness e al benessere, con particolare riguardo al pubblico femminile (per esempio per aiutare a individuare il periodo fertile). Interessante l’app che misura il livello di rumore ambientale, una delle forme di inquinamento acustico che provoca stress. Mentre l’anello che sintetizza le attività quotidiane mostra ora informazioni più approfondite e dettagliate.

Apple Watch può finalmente contare su uno store dedciato, che consente di scaricare le app ottimizzate, e inizia a slegarsi dall’iPhone. Si può configurare il proprio account iTunes e fare in modo che lo smartwatch si aggiorni via Wi-Fi, anche in assenza dello smartphone.

Addio iTunes, by Apple

Con macOS Catalina 10.15 sparisce iTunes ora suddiviso in tre applicazioni: Musica, Podcast e Apple Tv. La parte video è quindi rappresentata da quest’ultima e trova una sua identità nella sinergia con TvOS 13 dedicato al set-top-box Apple Tv.

Le principali novità di Catalina sono rappresentate dalla compatibilità delle app per iPad anche sul Mac: questi due mondi si fondono in una cooperazione che consente di togliere le barriere tra i dispositivi e utilizzare il tablet come display secondario del computer (funzione Sidecar).

Il nuovo macOS è studiato per portare a un nuovo livello il dialogo tra tutti i dispositivi di Apple, con un approccio machine learning per l’utilizzo ottimale dell’hardware disponibile e prestazioni grafiche potenziate con la piattaforma Metal.