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I confini di Apple sono sempre più labili e pronti a espandersi in nuove ed eccitanti direzioni. Da quanto tempo, per esempio, sentiamo parlare dell’automobile che Cupertino starebbe sviluppando?

La novità che però starebbe per aggredire il mercato ha dimensioni e peso molto ridotti rispetto a un’automobile connessa. Secondo il Wall Street Journal Apple sarebbe per lanciare una carta di credito insieme a Goldman Sachs. 

La nuova carta di credito utilizzerà il marchio Apple Pay e dovrebbe fare la propria comparsa all’inizio del 2019. Certo, questo decreterebbe la fine della partnership di Apple con Barclays, ma Goldman Sachs potrebbe anche fornire altri servizi bancari ai clienti della mela morsicata.

La situazione di Apple
Nella sua ultima trimestrale, Apple ha registrato una forte crescita negli acquisti attraverso il suo servizio mobile di pagamenti Apple Pay e nell’utilizzo di App Store, iCloud e dello streaming musicale di Apple Music. I dati parlano di 270 milioni di abbonati complessivi, cento milioni in più rispetto a un anno fa. Adesso l’obiettivo è quello di generare un business da 50 miliardi l’anno, contro i 30 miliardi del 2017, entro il 2020, e il ricorso alla nuova carta di credito di alto profilo sarebbe da ascriversi proprio a questo traguardo.

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La situazione di Goldman
Goldman è invece incentrata sul consumer banking. Marcus, la sua attività di retail che da 2 anni offre conti di risparmio online e prestiti personali, oggi ha venti miliardi di dollari in depositi e ha erogato prestiti per tre miliardi. Nelle scorse settimane Goldman ha rilevato Clarity Money, startup nei servizi finanziari personali, che infonderà nuova linfa con oltre un milione di nuovi clienti. L’alleanza con Apple allora moltiplica gli scenari: Goldman potrà offrire prestiti a clienti dei negozi del gruppo Apple per l’acquisto di gadget e tecnologia.

Come funzionerà la carta di credito
Per quanto riguarda Apple, la mossa potrebbe essere una strategia ingegnosa per aiutare la diffusione e l’adozione pervasiva di Apple Pay. Ma è ancora presto per capire la differenza tra i due servizi e le possibili promozioni e vantaggi disegnate per creare engagement e portare a bordo gli utenti. Per la banca regina di Wall Street invece questo non è solo il debutto nel “denaro di plastica”, parte di uno sforzo volto a migliorare la sua offerta al consumo e diminuire la dipendenza dal trading – sotto pressione nel clima post-crisi e dal 2008 in calo di due terzi -, ma è anche l’occasione di inserirsi nelle vite degli utenti fidelizzati di Apple, una fascia di consumatori molto più ampia di quella che ora serve la società, per aprirli agli altri servizi che la banca ha da offrire.

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