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Con la versione 14.5 di iOS, sistema operativo di iPhone, Apple ha introdotto la funzione ‘App Tracking Transparency’, tanto contestata da Facebook nei mesi precedenti in quanto obbliga gli sviluppatori a ottenere il consenso dell’utente prima di tracciare i dati nelle app o sui siti web di terzi per scopi pubblicitari.

Secondo AppFigures, sarebbero ben 10.000 le app che si sono già adeguate alla nuova funzionalità, con i giochi a fare da apripista. Sono il 20% delle app individuate, altre categorie di app come utility, intrattenimento, news e shopping oscillano intorno al 6% del totale, solo il 5% tra quelle aggiornate mostra al momento l’avviso privacy agli utenti. Dovranno però mostrarlo obbligatoriamente con i prossimi aggiornamenti.

Grande antagonista di questa novità è Facebook, che dal rilascio in beta dell’aggiornamento software di Apple ha letteralmente dichiarato guerra alla funzionalità introdotta da Cupertino. E non erano solo parole: oggi sono diversi gli utenti sviluppatori che, con l’aggiornamento a iOS 14.6, hanno preso visione di alcune notifiche da parte delle app dell’ecosistema di Mark Zuckerberg che non lascerebbero spazio alle interpretazioni.

Facebook

Sui messaggi apparsi su Facebook e Instagram si leggerebbe infatti:

“Questa versione di iOS ci impone di chiedere l’autorizzazione per monitorare le attività che riceviamo dalle app e dai siti web che visiti su questo dispositivo per migliorare le tue inserzioni. Scopri come limitano l’uso di queste informazioni se non attivi l’impostazione di questo dispositivo. Questa azione non influirà sull’impostazione delle inserzioni di Facebook che controlla l’uso dei dati sulle tue attività provenienti dai partner. Ecco cosa puoi fare se attivi entrambe le impostazioni: 

  • Ottenere inserzioni più personalizzate
  • Contribuire a mantenere Facebook gratis
  • Sostenere le aziende che si affidano alle inserzioni per raggiungere i propri clienti”

Il secondo punto è quello al centro delle polemiche: in poche parole, Facebook starebbe neanche troppo velatamente suggerendo ai suoi utenti che la decisione di non permettere il tracciamento a terzi potrebbe portare, in un futuro prossimo, alla fine della gratuità dell’accesso alla piattaforma.

Se il tentativo di Apple è quello di rimettere nelle mani dell’utente il pennello che traccia il perimetro della sua privacy, questo contrasta apertamente il modello di business di Facebook che, in nome di un’esperienza personalizzata, non chiede un abbonamento mensile ma scambia i dati (sempre più verticali e raffinati) degli utenti con aziende terze, così che queste possano veicolare le loro inserzioni a persone davvero interessate.

Facebook ha criticato apertamente gli aggiornamenti sulla privacy di iOS 14 di Apple, sostenendo che le modifiche alla privacy potrebbero danneggiare le piccole imprese che fanno affidamento sulla rete pubblicitaria di Facebook per raggiungere clienti. Nelle dichiarazioni alla stampa e negli annunci sui giornali, Facebook ha affermato che Apple sta incoraggiando nuovi modelli di business per le app in modo che facciano meno affidamento sulla pubblicità e più sugli abbonamenti, il che potrebbe potenzialmente dare ad Apple un’ulteriore linea di business.