Jonathan Ive, chief design officer di Apple, lascia la Mela Morsicata dopo quasi 30 anni.

L’uomo che ha contribuito a plasmare moltissimi dei device di Apple aprirà una propria società chiamata LoveFrom, e Apple sarà uno dei suoi primi clienti. Ive era a capo del team design dal 1996 e nel 1997, quando Steve Jobs era tornato in azienda, i due avevano stretto un rapporto affiatato. Addirittura, riguardo a Ive, Steve Jobs, ha detto: “Se a Apple avessi un partner spirituale, quello sarebbe Jony“. Uno dei primi prodotti su cui collaborarono fu l’iMac del 1998, segnando uno dei ritorni più spettacolari per un’azienda che ora sappiamo avrebbe ridefinito i contorni del mondo della tecnologia in pochi anni. È impensabile pensare a cosa è oggi Apple se togliamo dall’equazione una delle partnership creative più importanti e profittevoli degli ultimi anni.

Quando Jobs è tornato in Apple, Ive era una figura junior. Jobs lo ha scelto per quell’ossessione che entrambi condividevano: l’idea che l’aspetto e la sensazione che un device regala è importante tanto quanto la tecnologia che lo anima.

Tramite un comunicato stampa, Tim Cook ha fatto sapere che Apple continuerà a beneficiare del talento di Ive lavorando direttamente con lui su progetti esclusivi e grazie al lavoro con il team di sicuro talento che ha costruito.

La partenza di Ive arriva in un momento che non è propriamente tutto rose e fiori per Apple. Angela Ahrendts, Retail chief, ha lasciato la compagnia ad Aprile e gli investitori sono stati a lungo preoccupati per le vendite degli iPhone, non del tutto brillanti. A questo si aggiunge una competizione sempre più agguerrita, inasprita anche dal braccio di ferro tra USA e Cina.

Chi è Jonathan Ive

Ive è uno dei più stimati designer industriali del mondo, e ha lavorato su prodotti del calibro di Mac, iPhone, iPod, Apple Watch e molti altri. Ha inoltre contribuito a disegnare l‘Apple Park campus e a disegnare l’aspetto e l’atmosfera degli Apple Store.

Di recente, Ive ha prestato la voce per un video che spiegava il nuovo design di Mac Pro, che verrà lanciato verso la fine dell’anno. Ha inoltre avuto un ruolo molto attivo nel ridisegnare il software di Apple e ha introdotto i cambiamenti più sostanziali a iOS7 nel 2013, così come a macOS.

Adesso Evans Hankey, attuale vice presidente dell’industrial design e Alan Dye, vice presidente del human interface design, riporteranno direttamente a Jeff Williams.

Dopo circa 30 anni di innumerevoli progetti, sono davvero orgoglioso di come abbiamo creato un team design, un processo e a una cultura che è senza pari. Oggi è più forte di quanto lo sia mai stato in tutta la storia di Apple. Il team sarà sicuramente forte sotto la guida di Evans, Alan e Jeff, che sono stati tra i miei collaboratori più stretti“, ha detto Ive.

E adesso?

Può sembrare una mossa strana aver annunciato l’uscita di Ive e contestualmente la collaborazione con la sua nuova società. Ma Ive è la persona che ha reso il look di Apple iconico – insieme a Jobs – e il suo imprinting non verrà mai meno. Ha contribuito a far fare un salto avanti anni luce al design dei pc, è tra quelli che hanno inventato il design attuale degli smartphone e che ha reso l’iPad il tablet più riconoscibile e forse l’unico davvero conosciuto da tutto il mondo.

Ive ha lavorato a tutto questo. E a tutti quei progetti che sono il futuro di Apple. Ecco perché continuare ad appoggiarsi a lui è la scelta strategica più convincente – al netto del fatto che non è la prima volta che Apple utilizza aziende terze. Inoltre, appare anche una mossa che anticipa i competitor, che avrebbero facilmente potuto andare a bussare alla porta di LoveFrom e attingere direttamente dal sapere di quello che fino a poco tempo prima era uno dei loro incubi peggiori.

È anche finito il tempo, dalle parti di Cupertino, in cui Apple faceva uscire un’intera nuova gamma di prodotti quasi ogni anno. Oggi ci si focalizza invece maggiormente sull’upgrade delle versioni esistenti. Cosa che, come riporta Bloomberg, starebbe causando qualche perplessità. Chi è dentro Apple da sempre, sostengono, vorrebbe tornare a immettere sul mercato novità senza precedenti. E per farlo, oltre al genio di Ive, servirà un ripensamento dal punto di vista tecnologico.