emporia

In concomitanza con l’arrivo in commercio dei nuovi iPad Pro, Apple ha pubblicato un video in cui descrive cinque ragioni secondo cui il tablet può diventare il “vostro prossimo computer”. Bisogna ammettere che le argomentazioni proposte dalla società di Cupertino sono precise, accurate e convincenti. E ve le lasciamo raccontare dal video ufficiale che vi proponiamo qui di seguito.

Poi però proviamo a ruotare il campo visivo di 180 gradi e a osservare l’argomento da un altro punto di vista. Ossia, perché il nuovo iPad Pro non potrà (almeno per il momento) sostituire il vostro computer, almeno nella maggior parte dei casi.

1. Non c’è supporto per il mouse

iOS non pvrevede l’utilizzo di mouse e affini. Ora, è vero che c’è il touchscreen e che la configurazione dell’interfaccia del sistema operativo di iPad e iPhone è ottimizzata per le interazioni al tocco. Tuttavia c’è ancora un’ampia gamma di utenti (ivi compreso chi vi scrive) che necessita del mouse o affine per eseguire molti compiti soprattutto in ambito di produttività e multimedia. Dunque, se avete bisogno di un mouse, l’iPad Pro non può essere un sostituto completo del computer.

2. Non c’è un file system

A differenza di macOS e Windows, iOS non si affida a una struttura a cartelle e file. O, meglio, non è possibile accedere al file system del sistema operativo in quanto “riconfezionato” per essere utilizzabile al tocco e soprattutto in un ambiente ottimizzato per le app. Sui computer l’abitudine è segmentare i file in cartelle e operare con questi strumenti per accedere al singolo documento e archivio. Certo, di recente è stato introdotto il Cloud e l’app File, tuttavia sono spazi separati e ben delimitati e non consentono un accesso completo allo storage. Per non parlare della gestione rudimentale di zip, allegati e file scaricati da servizi quali Wetransfer. Non è quindi possibile interagire con iOS così come avviene con macOS e Windows: se avete necessità di questa flessibilità totale, il nuovo iPad Pro non può sostituire il vostro computer.

3. Supporto Usb migliorabile

Con l’introduzione della porta Usb-C è finalmente possibile collegare adattatori esterni e interagire con periferiche standard. Sì, ma fino a un certo punto, perché l’Usb ha molte limitazioni sull’accesso dall’esterno dello storage (a parte per l’importazione delle foto e poco altro) e alcune periferiche (il mouse, per esempio) non sono riconosciute. E anche utilizzando l’Usb-C con un adattatore Hdmi è solo possibile collegare monitor esterni in mirroring, senza altra possibilità di sinergia.

4. Non c’è supporto multi-window

Se siete avvezzi a usare più finestre aperte sul display e a passare rapidamente con un tocco di mouse da un’applicazione all’altra, non è il contesto di utilizzo che può essere replicato su iPad Pro. Nella più recente versione di iOS è stata introdotta la modalità di visualizzazione Split View che permette di avere due finestre aperte in contemporanea, ma sono sempre app, non software e applicazioni. Le configurazioni multi-finestra di macOS e Windows non sono ancora attuabili.

5. Basculamento ridotto

La grande comodità di un notebook consiste nello schermo ad angolazione altamente regolabile e nella possibilità di lavorare comodamente anche appoggiati alle gambe perché la valva della tastiera è portante, non richiede un appoggio solido. L’iPad Pro in abbinata con la cover tastiera consente solo due livelli di regolazione dell’angolo di visuale. Inoltre il tablet è appoggiato alla tastiera, che è di fatto una cover, quindi in assenza di un sostengo solido quale un tavolo o simile non consente di lavorare in mobilità perché non è una struttura portante.