iPad e Surface sempre più simili: l'evoluzione dei tablet

Il processo evolutivo degli iPad ha in qualche modo seguito la storica rivalità tra Apple e Microsoft. Il colosso di Cupertino ha trascorso gli ultimi anni cercando di convincere il mondo che la propria visione riguardo i tablet fosse quella giusta: rifuggire dal concetto di tastiera, trackpad e pennino, a qualunque costo, e beffarsi dei competitor per le scelte diametralmente opposte effettuate.

Ecco perché con gli ultimi iPad un cerchio paradossale sembra essersi chiuso. Oggi ogni iPad assomiglia infatti sempre di più a un Surface e il nuovo modello conferma questa tendenza. Entrambe le soluzioni vantano infatti una tastiera che può essere separata dal tablet, trackpad e pennino. E con iPadOS che questa settimana riceve trackpad e supporto al mouse, Apple sembra essersi quasi immolata in un silenzioso mea culpa.

Già nel 2002 Bill Gates cercava di convincere il mondo che i tablet sarebbero stati il futuro, ma la dotazione software e hardware dell’epoca non era in grado di supportare questa visione nella realtà. Nel 2012 il primo Surface presentato fu una chiara risposta al dilagare degli iPad, con Windows ben salda nel sostenere la necessità di avere una tastiera, un mouse e un pennino per appunti e disegni. La vision era chiara, anche se perfettibile, e si tradusse nel Surface Pro.

La risposta di Apple, nel 2015, fu aggiungere la desinenza Pro al nome del suo ultimo modello, insieme a pennino e Smart Keyboard. Il nuovo concept, molto simile a quello di Surface Pro nonostante le dissimulazioni della Mela morsicata, doveva anche servire a dare un boost alle vendite di iPad, ormai in declino e superate da quelle dei Mac.

Eppure, nonostante il cambiamento, la vision di Apple metteva ancora al centro un approccio “touch-friendly”, rendendo necessario fisicamente sollevare la mani dalla tastiera e toccare lo schermo per eseguire semplici operazioni.

Il vero salto Apple lo ha fatto con il trackpad e il supporto al mouse introdotto su iPadOs, che mantiene comunque una natura “touch-friendly”: il puntatore appare solo quando serve, ed è un punto circolare che cambia forma a seconda di ciò cui si sta puntato. Può quindi essere usato per eseguire operazioni di precisione oppure per attività più generiche.

Ma non replica le azioni di un Mac, come trascinare le finestre una sull’altra. È un concept ripensato completamente ed esclusivamente per iPad e che tiene fede alla visione iniziale di Apple di non lasciar convergere tablet e Macbook. Il messaggio che se ne ricava è semplice: iPad può avvicinarsi a un Macbook, o rimanere un iPad, a seconda delle esigenze.

La battaglia tra i due colossi quindi ora si sposta lato software, dove le recenti evoluzioni di Apple aprono spazi interessanti, anche lato sviluppo app.