Intelligenza artificiale: 5 film da vedere se vivete con Alexa

Gli assistenti vocali sono ormai parte integrante della vita quotidiana e ce lo racconta un dato su tutti: quasi un italiano su tre (30%) utilizza regolarmente le funzioni di ricerca vocale o comandi vocali. A farla da padrona e a rendere l’esperienza ogni giorno più interessante sono le funzionalità che l’intelligenza artificiale ci offre.

Eppure, nonostante l’affinamento della tecnologia, capita talvolta che una domanda posta al proprio assistente vocale cada nel vuoto o riceva una risposta poco adeguata. Situazione che può sfociare in un atteggiamento di noncuranza, d’ironia spicciola, finanche a vera e propria frustrazione.

Atteggiamenti che però potrebbero modificarsi in un futuro, secondo alcuni neanche troppo lontano, in cui l’intelligenza artificiale ci supererà in tutto e le macchine saranno in grado di prendere decisioni e vivere in modo autonomo.

Uno scenario tanto distopico quanto affascinante, talmente intrigante da essere la base di film che hanno fatto la storia del cinema. Ve ne proponiamo cinque da vedere assolutamente, sia per l’indiscussa qualità sia per capire meglio quali contorni potrebbe assumere un futuro in cui l’uomo dovrà convivere con robot e intelligenze artificiali.

5) Terminator I e II

Film del 1984 e 1991 diretti da James Cameron con Arnold Schwarzenegger nei panni di un cyborg assassino. Cosa potrebbe andare storto nell’idea di sviluppare un’intelligenza artificiale a cui affidare la completa gestione degli armamenti degli Stati Uniti?

Skynet, l’AI programmata per difendere i confini da potenziali nemici, appena attivata raggiunge l’autocoscienza e si ribella all’umanità scatenando un olocausto nucleare.

Il film propone tutti gli elementi del perfetto film sci-fi distopico:

  • Viaggi nel tempo
  • Super intelligenza artificiale con istanziazione malvagia
  • Scontro esseri umani vs macchine

4) Ex Machina

Film del 2015 scritto e diretto da Alex Garland che racconta le vicende del fondatore della più importante azienda di software al mondo e creatore della prima intelligenza artificiale capace di autocoscienza.

Può una macchina pensare come un uomo? Cosa succederà quando i robot avranno la stessa capacità di pensiero dell’essere umano? Ci sono limiti all’evoluzione delle diverse forme di intelligenza artificiale?

Per stabilire se la macchina sia in grado di essere davvero cosciente di sé, viene sottoposta al test di Turing, ideato in via teorica proprio per questo scopo.

Le vicende raccontano una contrapposizione di sfide e stati emotivi tra uomo e macchina, il cui focus verte sulla difficoltà nel delineare un confine tra i due: da un lato l’uomo che sfrutta a proprio piacimento macchine e uomini, dall’altra il robot che inganna l’uomo e lo manipola, fino all’innamoramento dell’uomo per il robot.

Il film finisce con un senso di inquietudine e dubbio: sarà sempre possibile distinguere i robot dagli esseri umani?

3) 2001: Odissea nello spazio

Film del 1968 prodotto e diretto dal maestro del cinema Stanley Kubrick, da molti è considerato un capolavoro del cinema.

Ambientato in un futuro non troppo distante, tocca temi come l’identità della natura umana, il suo destino, il ruolo della conoscenza e della tecnica.

Tutto ruota attorno alle dinamiche che regolano il rapporto tra due componenti: HAL 9000, il supercomputer dotato di un’evoluta intelligenza artificiale, e gli astronauti a bordo della navicella.

HAL 9000 è una macchina teoricamente incapace di commettere errori eppure capace di provare emozioni come la paura.

Quando l’equipaggio scopre che la macchina non è infallibile, HAL entra in un conflitto tra le priorità della salvaguardia della missione e quella degli astronauti. La paura di essere disattivato lo conduce a una vera e propria ribellione agli esseri umani.

Uno tra i primi film ad affrontare i temi dell’intelligenza artificiale con deep learning e le relazioni tra esseri umani e macchine, ha avuto una forte influenza su tutta la cultura contemporanea: dal cinema alla musica, perfino sullo sviluppo tecnologico.

Forse Kubrick è stato fin troppo ottimista ipotizzando che tali tecnologie potessero essere disponibili nel 2001, ma nel 2020 siamo del tutto certi che non esistano macchine in grado di leggere il labiale?

2) Blade Runner

Film del 1982 diretto da Ridley Scott, basato su un racconto di Philip K. Dick uno dei padri della letteratura di fantascienza, è ambientato nel 2019 in una Los Angeles distopica in cui robot dalle sembianze umane vengono fabbricati per svolgere i lavori più faticosi e pericolosi.

La trama segue le vicende di un ex poliziotto che insegue un gruppo di replicanti fuggiti e che non vogliono essere “disattivati”. Nella trama, s’incastrano diversi concetti etici capaci di sollevare ben più di un dubbio: dalla possibilità che i replicanti provino emozioni e che siano capaci di sviluppare una propria coscienza diventando quasi indistinguibili dagli esseri umani, all’innesto di ricordi artificiali per conferire loro una stabilità mentale.

Una capacità di apprendimento ed evoluzione senza controllo questa, tanto da venire considerata un pericolo tale da imporre un limite di 4 anni alla loro vita. I replicanti senzienti cercano di scappare al loro destino e lottano per la sopravvivenza confondendosi tra gli esseri umani.

Per riuscire a smascherarli viene istituita una particolare sezione della polizia (i Blade Runner) con il compito di catturarli ed eliminarli.

Il film si conclude con uno dei monologhi più celebri della storia del cinema e con un grande dilemma: i robot potranno mai avere dei diritti o continueranno ad avere il solo dovere di rispettare le 3 leggi della robotica? 

1) Matrix

Film del 1999 scritto e diretto dai fratelli Wachowski, è un concentrato di filosofia, semantica, sociologia ed effetti speciali.

L’impatto culturale che questo film ha avuto “È ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo” (.cit).

Ambientato nel XXIII secolo in un mondo in rovina, vede gli esseri umani “allevati” dalle macchine con l’unico scopo di produrre elettricità per la vita delle macchine stesse.

Phillip Rech