2021
emporia

A inizio aprile, il giorno 7 per la precisione, Fujifilm ha presentato la Instax mini 40. La fotocamera a sviluppo istantaneo che sfoggia un design classico è stata al centro del webinar organizzato da Fujifilm Italia per spiegare le peculiarità e il target di questa gamma di prodotti che somma tecnologia ed estetica sofisticata.

A prendere la parola per primo è stato Guglielmo Allogisi, general manager della nuova divisione Imaging Solution Business Division che riunisce sotto a se le tre precedenti Photo Imaging, l’Electronic Imaging e l’Optical Devices. Spiega il manager: “Questa nuovo assetto permette di attuare nuove e più efficaci sinergie commerciali, strategiche e di marketing, oltre a potenziare l’immagine del brand andando a operare su tutti i segmenti consumer e professionale”.

Dunque la gamma Instax è rientrata sotto il medesimo ombrello delle fotocamere digitali e delle ottiche super-professionali (da quelle destinate all’uso cinematografico fino agli obiettivi per la sicurezza e sorveglianza), così da sostanziare il concetto di “imaging” per Fujifilm in tutte le direttrici possibili. Compresi i creativi che vogliono sperimentare nuove forme di espressione, non solo legate al digitale.

La mini 40 è un esempio di come il brand stia operando su vari livelli, in questo caso andando a intercettare la generazione Z, quindi gli utenti più giovani, e anche creare un nuovo motivo di interesse per il pubblico femminile. Bellissimo il claim scelto per le Instax: “Don’t just take, give”. In italiano: “non prendere solo, dai”. In inglese gioca sull’assonanza tra scattare una foto “take a picture” e dare la foto stessa stampata su carta (“give”). La frase nella sua semplicità racchiude il concetto basilare di fotografica che è basato tanto sulla creatività di chi scatta quanto sulla condivisione dell’immagine come sublimazione dell’atto creativo.

Instax: dalla mini 11 alla Square fino alla stampante

Con le Instax si torna alla fotografia quella vera, su carta, stampata e per Fujiflm questa idea dell’avere l’immagine fisica da regalare, da dare a qualcun altro rientra nella filosofia del “donare”. La fotografia istantanea diventa un modo per stringere e rafforzare le relazioni tra le persone, lasciando un ricordo del momento.

Questi sono i messaggi che identificano tanto la mini 40 quanto l’intera e articolata gamma Instax che è stata pensata per “ispirare la Generazione Z e i Millenials basandoci sui nostri valore chiave”, dicono intonando le presentazioni tanto Ludovica Visini, a capo del marketing delle Instax, quanto Marika Giulia Gherardi, responsabile per il trade marcom di Fujifilm Italia.

Dunque sulla scia della frase “la fotografia istantanea è sinonimo di generosità”, il team di Fujifilm Italia ha declinato la strategia comunicativa che graviterà intorno all’ecosistema Instax. E che si concentrerà a definire tanto l’innovazione intrinseca proposta dai prodotti, quanto l’aspetto più fashion e umano dell’atto di scattare una foto che può essere immediatamente stampata. E non solo, perché nel caso dei modelli LiPlay è anche possibile abbinare all’immagine un frammento audio di circa 10 secondi, riproducibile semplicemente inquadrando il QR Code stampato alla base.

La famiglia Instax è ora completa sia in termini di funzioni sia di posizionamento di prezzi. Le mini rappresentano i modelli più compatti, mentre le “square” sono quelle che stampano nel formato quadrato (peraltro scelto da Maurizio Galimberti). Mentre il wide è un’ulteriore estensione perché stampa con pellicole da 10,8×8,5 cm.

A queste si sommano le stampanti Link e SP-3 (formato square) destinate a essere collegate ai dispositivi mobili e alle fotocamere mirrorless Serie X. Perché la stampa fotografica non sia limitata solo alle Instax. Nella via di mezzo tra i due mondi si incastonano i modelli LiPlay e SQ20. Il tutto con prezzi da 79,99 euro e non superiori a 200 euro.

Nel 2021 tutto ciò si riassumerà in una serie di attività che verteranno tanto sul digitale quanto sui contenuti. In questo contesto rientra il programma X-Photographers, per coinvolgere i fotografi pronti a sperimentare nuove forme di espressione, e l’estensione della Fujifilm School alla fotografia istantanea.