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Dopo la notizia degli strumenti basati su intelligenza artificiale a cui Instagram sarebbe a lavoro per proteggere gli “under 13”, Facebook ha fatto sapere di essere a lavoro a una versione di Instagram specificamente dedicata agli ‘under 13’, più adatta in termini di sicurezza per i più piccoli. L’indiscrezione arriva dal sito americano Buzzfeed News che è venuto in possesso di una nota interna della società.

Secondo le indiscrezioni, il progetto sarebbe supervisionato da Adam Mosseri, capo di Instagram, e guidato da Pavni Diwanji, assunto da Facebook a dicembre che in precedenza ha lavorato per Google al progetto YouTube Kids.

“Sono entusiasta di annunciare che per il futuro prossimo abbiamo individuato nei giovanissimi una priorità per Instagram”, ha scritto Vishal Shah, vicepresidente del prodotto di Instagram su una bacheca destinata alle comunicazioni tra i dipendenti. Proprio pochi giorni fa la piattaforma ha messo in campo una stretta per gli ‘under 13’, con tecnologie di Intelligenza artificiale e avvisi di sicurezza per far capire ai giovani di adottare un atteggiamento più cauto nelle conversazioni con gli adulti.

Questo non è il primo tentativo di Facebook di mettere a punto sistemi dedicati ai più piccoli. Nel 2017, il social di Mark Zuckerberg aveva rilasciato una versione speciale di Messenger per bambini, controllata dai genitori. Due anni dopo l’azienda ha dovuto correggere un bug che consentiva ai più piccoli di chattare con contatti adulti, anche non approvati. A febbraio di quest’anno, a seguito di un intervento del Garante della protezione dei dati personali italiano dopo fatti di cronaca, TikTok ha deciso di richiedere agli utenti la loro età, con la promessa di mettere in campo anche sistemi di intelligenza artificiale per scovare eventuali false ammissioni, così da cancellare i profili degli iscritti con meno di 13 anni.

La questione è delicata anche sotto il profilo legale: a settembre 2019, la Federal Trade Commission americana ha inflitto a Google una multa di 170 milioni di dollari per aver raccolto dati dei minori su YouTube, senza il consenso dei genitori, per mostrare loro annunci rilevanti.