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Influencer: come cambia la vita al tempo del Coronavirus? Molto. Eccome, specialmente di questi tempi ancor più negli Stati Uniti dove è di fatto scattato nelle aree clou il lockdown. Dunque, niente fotografi, poche fotografie stilose anche se qualcuno, come Elizabeth Savetsky che vive a New York, ha mantenuto il suo feed Instagram incontaminato fino ad ora. In ogni foto passata indossa un abito invidiabile con i capelli perfettamente pettinati. Ha anche registrato un video dove canta cantando. Ma si tratta degli ultimi colpi in canna. I suoi post più recenti la ritraggono sul divano circondato da snack. Non propriamente la scena più glamour che ci si possa immaginare…

Influencer: prima di tutto creatività

E allora? Semplice bisogna inventare e reinventarsi. Infatti, secondo gli esperti, gli account degli influencer del mondo fashion potrebbero non essere più gli stessi dopo la fine della pandemia, e li sta già costringendo a regolare il modo in cui creano i contenuti e ciò che pubblicano. Della serie: servono creatività, ma anche sensibilità. Il mutato contesto richiede misura e attenzione. Ovviamente, gli influencer, nonostante il Coronavirus sperano di continuare a lavorare con i brand di abbigliamento. Ma c’è da capire, sotto il profilo economico, in che modo cambierà (e se cambierà) la proposta di abiti stessa.

Razionalità e prossimità

Intendiamoci: nessuno immagina che ci sia un tracollo per questo tipo di format di comunicazione e dunque di business. Ma è chiario che gli interrogativi non mancano in vista del post, inteso come post pandemia. Quello attuale è il momento della razionalità e della prossimità. Non a caso Katie Sands, influencer che gestisce sia un account Instagram che un blog di moda, vede la pandemia come un’opportunità per avere conversazioni più oneste e basate sulla personalità. Si cerca di dialogare, di stare vicini rimanendo a distanza, di interagire in un altro modo. Diciamo che tutto quanto sembrava soltanto, principalmente o necessariamente più estetico e superficiale, ora richiede una maggiore profondità.

Influencer: meno sogno più realismo

Insomma, meno scatti glamour e più attinenza con la vita reale. Magari suggerimenti e consigli, intrattenimento e divertimento, per meglio dire modi di distrarsi ed evadere dal lockdown, di provare a guardare più avanti e lontano. Del resto, alla base degli accordi perfezionati conta (e molto) la location da scegliere per scatti e post alla moda. Beh, di questi tempi è dura per non dire impossibile scattare foto di strada, a causa delle restrizioni di quarantena per il Coronavirus. E dunque? I ricavi hanno subito un pesante contraccolpo, inevitabilmente. C’è chi cerca percorsi alternative. Ad esempio, come pubblicare su Stories piuttosto che sulla griglia o trovare un modo per far sì che la messaggistica soddisfi la situazione attuale. Ma si tratta di scelte obbligate e a scartamento ridotto. I post più recenti di video di balletti improvvisati in cucina, con lo smartphone in bella evidenza, sono diversi da quelli prodotti da un fotografo, durante una bella festa a Manhattan.