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La prova dello streaming video in diretta della Champions League su Infinity+ è finita nella debacle, nel disastro più totale. Mediaset, l’azienda a cui afferisce la piattaforma, non è riuscita a dominare gli inconvenienti di un metodo di broadcasting troppo legato alla connettività e a un’infrastruttura di rete non diretta. Non diretta perché affidata ai gestori telefonici mobili e fissi, quindi non controllabile e proprietaria come quella approntata per la diffusione dei programmi televisivi classici.

In Infinity+ è andato tutto storto: le ridondanze e le Cdn hanno dato forfait non appena il numero di collegamenti ha iniziato a salire. Ciò ha messo i tifosi nell’impossibilità di vedere la partita dell’Atalanta. Che doveva essere, quantomeno ipoteticamente, meno presa di mira del match clou: Juventus-Malmo programmata su Canale 5 in chiaro.

Questa sera tocca a Prime Video mettersi alla prova con lo streaming in diretta del calcio, sempre della Champions League, con una partita di sicuro interesse: Inter-Real Madrid. In teoria Prime Video può contare sull’immensa dote di server di Amazon, che può contare sull’infrastruttura di Aws, ma la prova dei fatti sarà tutta da vedere. E, per di più, ha già fatto esperienza con le partite delle scorse settimane.

Nel frattempo è impossibile stabilire come Infinity+ sia arrivata all’appuntamento della Champions. Ossia se abbia sottovalutato la questione, contando sul lavoro di rafforzamento della connettività nei mesi scorsi da Dazn, oppure se invece, malgrado tutto, ci sono problemi strutturali finora non valutati. Le scuse affidate a uno scarno messaggio su Twitter non premiamo gli abbonati e non sono nemmeno eleganti:

Scusate, eravate tantissimi. Ci scusiamo con chi ha avuto disservizi nonostante il problema non sia stato causato da noi. Abbiamo deciso di prolungare a tutti di 15 giorni la scadenza del mese di fatturazione di Infinity+.

Brutto, proprio brutto. “Eravate tantissimi”, non vuol dire nulla; tipico esempio di malformazione semantica. “Il problema non sia stato causato da noi”: o si spiega quale è stato il problema, oppure diventa tutto molto fumoso, senza alcun contesto e motivo. Così la classica brutta frase tipicamente italiana (“Non dipende da me”, “Non è mia competenza”) e ben poco seria per una società che si espone sui social per prendersi la responsabilità di quanto successo. Non è così però che si sutura con i consumatori. E nemmeno regalando 15 giorni di utilizzo senza fatturazione.

I commenti non sono mancati. Ve li riportiamo perché danno la misura della pessima gestione social della crisi. Un approccio così naif che non ci si aspetta da un’azienda del calibro di Mediaset.

Marcello Forfait: “La toppa è peggio del buco: la maggior parte ha attivato Infinity all’interno dell’offerta proposta da Timvision e non singolarmente. Come estendente la fatturazione di 15 giorni per chi ha attivato l’abbonamento tramite Timvision?”

Jj: “Eravate tantissimi… ma cosa pensavate che in quattro gatti guardassero le partite di coppa? E per fortuna che la Juve era su Canale 5, che ha alleggerito il traffico, sennò auguri”

A Mattehdamnsure è andata peggio: tutta la sera ha potuto vedere solo lo schermo nero con scritto in caratteri bianchi “Ci dispiace. Si è verificato un errore” e il codice di errore relativo senza alcun senso (Playback-Shaka-1001).

In generale tutti gli utenti, peraltro senza che Infinity interagisca in alcun modo con questi, si lamentano. E la situazione rischia di esplodere sulla scia degli intoppi con Dazn, che però è considerata molto meglio della soluzione di Mediaset. Che però si stanno risolvendo.

Lo abbiamo detto più volte: lo streaming dello sport, in particolare del calcio, è l’unica vera occasione per rafforzare e rilanciare la digital transformation in Italia. È l’opportunità per ridurre il digital divide, potenziare e diffondere la connettività, trasformare il nostro Paese in un vero territorio connesso con la banda larga. Non va sprecata. Soprattutto nell’anno in cui la Serie A è tutta basata su questa tecnologia in seguito all’esclusiva di Dazn.

A Infinity+, purtroppo, vogliamo ricordare che fare streaming video non significa approntare una piattaforma, metterci dei contenuti, creare un piano di abbonamenti e realizzare una infrastruttura on demand. Lo streaming video in diretta è molto più complesso. E sembra essere stato sottostimato. Ma d’altra parte per Infinity+ questa è anche l’occasione per elevare la qualità del servizio finora offerto a tutto tondo, non sempre all’altezza della concorrenza.