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Si dice, spesso, che siano i dettagli a fare la differenza. Vero. Ma non sempre. In molti casi, per quanto i dettagli siano rilevanti, a fare la differenza sono altre componenti: quello che si è e si ha dentro. Così è per Nintendo, il colosso nipponico dei videogiochi, reduce da un anno fiscale con fiocchi. Anche in Italia. Dove, a guidare la filiale fin dalla fondazione del 2002, c’è il general manager Andrea Persegati.

Nell’anno fiscale chiuso lo scorso 31 marzo, Nintendo ha registrato un aumento dei ricavi nell’ordine del 34,4%, performance che ha permesso di raggiungere un giro d’affari di 13,4 miliardi di euro, a fronte di profitti a quota 5,1 miliardi di euro (in aumento di oltre l’80% sull’esercizio precedente). Sul versante dell’hardware, la console Switch ha registrato un sell-out per 28,83 milioni di unità (+ 37,1): di questi, oltre 20 milioni di pezzi nella versione standard, mentre Switch Lite ha raggiunto il target di 8,51 milioni di unità. A fronte di tale performance, Switch vanta un installato di 84,59 milioni di console, ha superato Game Boy Advance Sul fronte del software, grazie ma non solo al fenomeno Animal Crossing: New Horizons, il gruppo giapponese ha venduto 230,88, milioni di titoli first party con un incremento del 36,8% su base annua, anche grazie alla rilevante crescita in ambito digitali, con un rialzo del 68,5%.

Abbiamo intervistato Andrea Persegati per partire da questi dati al fine di raccontare come sono stati ottenuti questi risultati (e quali le prospettive) e identificare i tratti caratteristici del mondo Nintendo.

Come possiamo definire l’anno fiscale di Nintendo archiviato lo scorso 31 marzo?

Vorrei dire irripetibile, ma preferisco chiamarlo semplicemente speciale. Nel senso che, pur nella consapevolezza di un contesto pandemico tanto drammatico quanto favorevole per il nostro business, ciascuno di noi si augura di poter fare sempre meglio, per quanto difficile a fronte di una crescita così rilevante. La corporation ha registrato complessivamente vendite in crescita di quasi il 35% (si veda riquadro a lato, ndr). Per ora ci “accontentiamo” di considerarlo speciale, ma non unico.

Al di là della situazione contingente, quali i motivi principali di tale successo?

I risultati ottenuti, e non è ridondante dirlo, affondano in radici lontane. Quelle del Dna di Nintendo che, fin dalla sua nascita nel 1889, oltre 120 anni fa, ha messo al centro del suo lavoro l’intrattenimento. Quello vero e fatto bene. Una mission ben precisa dalla quale non si è mai discostata, affrontando le difficoltà tipiche di un percorso così lungo, focalizzando opportunamente risorse e competenze. Nintendo è il divertimento, è il gioco, è l’intrattenimento che punta ad allargare il raggio d’azione, ingaggiando tutte le fasce d’utenza, senza età o limiti. E per riuscire in questa impresa, da sempre coinvolge persone che se ne occupano con passione e convinzione. È da qui che nasce la Nintendo “difference”.

Nell’anno consacrato alla “new gen” la vostra console Switch ha spiccato il volo. Come è stato possibile?

Switch è una console azzeccata, giusta, intelligente, fruibile da parte di tutti. E davanti ci sono ancora incredibili opportunità di crescita del parco installato. Switch non ha ancora toccato la vetta della maturità. Ma soprattutto è alimentata costantemente da un software, in particolare quello nostro proprietario, che non smette di sorprendere, dimostrandosi capace di cogliere nel segno i desideri dei gamer. Lo dimostrano i nostri franchise storici, come Super Mario o Pokémon. Ma l’ennesima certificazione è arrivata con Ring Fit Adventure, e ancor più con Animal Crossing: New Horizons. Tutte le più rosee aspettative sono state abbondantemente superate. Le vendite in Europa hanno infranto la soglia dei 7 milioni di unità. E la possibilità di espansione e “rinnovamento” mediante Nintendo eShop funge da traino ulteriore.

A proposito di digitale: anche Nintendo ha registrato un grande risultato per le vendite in questo ambito. Quali le prospettive per i prodotti fisici?

Il segmento digitale si sta confermando, anche a seguito dei lockdown, in costante espansione. Impossibile arrestarne il percorso. Sarebbe anche riduttivo, dal momento che invece può costituire il volano indispensabile per il settore nel suo insieme. Ciò premesso, Nintendo da sempre ha a cuore il prodotto videoludico nella sua dimensione fisica. E dunque questo è e resta centrale sotto ogni profilo. In Italia il nostro impegno nei confronti del canale retail si conferma importante e a tutto tondo. Non cambieremo assolutamente strategia in questa direzione.

Inoltre, aggiungo che il fronte digitale diventa una porta di accesso e di promozione tanto per nuove Ip e sviluppatori, quanto per avvicinare gli stessi casual gamer in maniera graduale a un circuito così’ articolato…

Concordo. Le attività locali che sviluppiamo attraverso i Nintendo Indie Summit, dedicati proprio a valorizzare quelle piccole realtà italiane che con passione operano nel settore, vanno proprio in questa direzione. Il mercato è fluido e veloce, propone le pieghe più varie. Il nostro compito è rendere il prodotto videoludico fruibile a una platea ampia, farla avvicinare in maniera progressiva. Alcune nostre produzioni, come nel caso del prossimo titolo “Laboratorio di videogiochi”, esclusiva su Nintendo Switch e disponibile su Nintendo eShop in Europa, hanno questa funzione. Vogliono essere solo un punto di partenza.

Dopo un anno così particolare, alla luce di una situazione generale che tende (e ce lo auguriamo sempre più) a migliorare grazie alla ripresa di una nuova normalità, quali le preoccupazioni per il settore videogame?

I prossimi mesi saranno indubbiamente scanditi dalla voglia di vivere molto più all’aria aperta. I consumatori, ma più in generale ognuno di noi, desidera “riappropriarsi” di tante sane abitudini. Si starà meno in casa, almeno fino all’autunno. Ma non per questo dobbiamo pensare in negativo per il business videoludico. Per Nintendo, la fortuna di avere una console ibrida come Switch, in grado di diventare anche portatile, non è un elemento di poco conto. Ma al di là di questo credo che ci sia e che ci sarà sempre spazio per il gaming anche nel periodo estivo. Servono buone motivazioni. Ossia titoli e prodotti: la nostra proposta vanta non poche chicche. E nel 2021 ricorrono i 25 anni di Pokémon…

In chiusura qual è la visione di Nintendo per il 2021? Ci sarà spazio per crescere ancora?

L’obiettivo di crescita è per certi versi obbligatorio più che un auspicio. E credo ci siano tutte le condizioni al contorno. Il settore videogame in Italia ha sfondato la soglia “psicologica” dei 2 miliardi di euro di giro d’affari. La community si è ampliata e giustamente ha diritto e vuole fruire di contenuti con molteplici modalità. Abbiamo di fronte a noi un patrimonio incredibile, costruito nel tempo e con fatica, frutto di un lavoro che ha permesso di unire le persone, sconfiggendo reticenze o attacchi scomposti. Il videogame è parte della vita delle persone, non solo dei fan più accaniti. Dunque, è da qui che si riparte. Come sempre e come ogni anno.